Hotel, centro commerciale, Porta Sud di Aosta: Adava vuole fare chiarezza
Nel documento, Filippo Gérard (presidente Adava) commenta “Avendo avuto notizia della polemica nata all’interno del Consiglio comunale di Aosta che coinvolge marginalmente anche la nostra associazione, pur comprendendo il ruolo dei rappresentanti della minoranza all’interno dello stesso Consiglio, ritengo scorretto diffondere notizie e illazioni infondate che si traducono in attacchi del tutto strumentali“. Secondo Gérard, al momento Adava non è a conoscenza di un eventuale progetto cocnreto di realizzazioni di un centro commerciale e di una struttura alberghiera nel piazzale della cabinovia; “siamo a conoscenza solo di una generica manifestazione di interesse presentata da una società francese per conto di un’associata del gruppo francese” cui si era fatto riferimento in Consiglio comunale (fatturato superiore ai 5 miliardi di eruo nel 2015). “Per dipiù – continua Gérard -, è facilmente verificabile che, essendo la proprietà di quell’area di Vallée d’Aoste Structure (società controllata dalla Regione autonoma Valle d’Aosta e quindi soggetta alle procedure previste per gli enti pubblici), anche nell’ipotesi in cui qualcuno voglia realizzare e gestire una struttura ricettiva o commerciale e Vallée d’Aoste Structure fosse d’accordo, l’individuazione di questo soggetto dovrebbe essere fatta nell’ambito di una procedura ad evidenza pubblica aperta a chiunque abbia i requisiti per partecipare. Stiamo comunque parlando di ipotesi al momento del tutto fantasiose”.
In aggiunta, il presidente Adava spiega in che modo l’associazione è stata coinvolta nella questione: “Il ruolo della nostra associazione si è semplicemente limitato a fornire tutta una serie di informazioni, contatti e indicazioni pratico/operative affinché tale società potesse valutare la fattibilità di un investimento di tipo alberghiero ad Aosta. Infatti, a differenza di quanto dichiarato dalla consigliera pentastellata Pradelli (probabilmente malinformata dai suoi consiglieri in materia turistica), questo ‘modus operandi’ rientra proprio e pienamente nella mission della nostra associazione che da sempre garantisce in maniera trasparente, indistinta, professionale e imparziale assistenza a chiunque si rivolga a noi con la volontà di investire nel settore turistico ricettivo. A dimostrazione di quanto detto, segnalo che negli ultimi anni sono stati una decina i soggetti che ci hanno contattato per ricevere in via preliminare informazioni e assistenza, a tutti abbiamo dato puntuale risposta e, nel caso in cui il progetto si sia poi concretizzato, si sono poi associati”.
Nel comunicato diffuso da Adava, sono presenti anche le affermazioni dei delegati del comprensiorio di Aosta Marco Bich e Jeannette Bondaz. Bich, come aveva già commentato quando lo avevamo sentito sulla questione, si dice preoccupato come imprendito, “ma come rappresentante del comprensorio devo anche fare una valutazione più ampia e di interesse generale per la categoria“. Bich e Bondaz intendono “confermare la legittima aspirazione che la cabinovia per Pila e il centro di Aosta siano maggiormente connessi, che gli operatori turistici di Aosta possano sempre più proporsi sul mercato anche come destinazione sciistica d’inverno e di trekking/bike d’estate e che l’intera area antistante l’impianto venga qualificata in un’ottica di tipo turistico».
Pubblicato / aggiornato
il 22/06/2018 alle 12:00
Categoria:
Politica e Amministrazione
