Union Valdôtaine: c’è chi chiede verità è rinnovamento
Ha aperto i lavori il presidente Ennio Pastoret, riepilogando le modalità di svolgimento delle trattative per la formazione del nuovo Governo. Trattative nel corso delle quali tutti hanno parlato di discontinuità dal metodo clientelare, di ripristino della legalità, di trasparenza. “Non tutti avendone titolo”.
Non ci vorrà molto tempo, secondo Pastoret, per vedere come andrà a finire e dove questa maggioranza condurrà la Valle d’Aosta .
“La Lega ha avuto un risultato importante – ha proseguito – e dobbiamo interpretarlo come un segnale mandato dai Valdostani”. Ma ha anche chiesto di prestare attenzione a quanto ha scritto Cesare Dujany in relazione all’invenzione del nemico, dando lettura integrale della lettera aperta del senatore.
Ha ricordato che Uv sarà in minoranza con Union valdôtaine progressiste, Movimento 5 Stelle e Impegno civico. Pastoret si è detto convinto che, con Uvp, si potrà portare avanti un’opposizione seria e costruttiva. Ma occorrerà, sin da subito, con loro e con gli altri movimento regionalisti, riprendere il dialogo autonomista.
Così come sarà necessario intensificate il dialogo con il territorio.
Il pericolo che Pastoret vede è di un rafforzamento del centralismo nazionale, a svantaggio delle specialità e della loro impostazione di governo intesa a porre al centro dell’azione amministrativa il cittadino.
Si è dunque aperto il dialogo con i presenti. Per prima ha preso la parola Giacinta Merlin e, la sua, è stata un’accurata forte e precisa: “Non abbiamo saputo cogliere quello che la gente ci diceva. Abbiamo chiuso gli occhi, pensavamo di essere indenni. E adesso siamo rimasti in cinque. E Rini, che ho sempre considerato una costola di Rollandin, che se ne sia andata così non lo trovo comprensibile. Cosa c’è che non va veramente? Abbiamo il coraggio di dire cosa gli elettori non hanno più voluto di noi?”.
Più pacati i toni di Paolo Contoz: “La Valle d’Aosta non vuole essere governanti né dal M5S né dalla Lega ma vuole essere governata da forze autonomiste. Lavoriamo, in fretta, affinché sia così”.
Il senatore Albert Lanièce ha ipotizzato che 45 anni di gestione dell’Amministrazione abbiano distratto gli unionisti dai loro valori, “ai quali dobbiamo tornare, lavorando, molto, per riconquistare la fiducia. Abbiamo fatto bene, dobbiamo fare meglio”.
Aldo Cottino ha affermato di non condividere la lettura decolpevolizzante del senatore: “Tutti abbiamo colpa di ciò che è successo e che trova un peso rilevante anche nel non funzionamento delle sezioni. Dobbiamo fare un’analisi sincera dei nostri errori per ripartire. Ma ci vogliono forze sane e giovani, per ripartire dopo il congresso di ottobre. I candidati alla presidenza devono avere la voglia e la capacità di fare squadra. La ricchezza è nel dibattito, non nell’essere tutti d’accordo. E dobbiamo far sapere all’opinione pubblica cosa facciamo e come lo facciamo. Manca comunicazione”.
Franco Montrosset ha chiuso gli interventi affermando che gli unionisti sono in sciopero e che il Comité fédéral non chiede loro il motivo né apre un confronto o una trattativa per risolvere la situazione.
In chiusura, è stato deciso che sabato 6 e domenica 7 ottobre si svolgerà il congresso nazionale elettivo.
Pubblicato / aggiornato
il 25/06/2018 alle 12:00
Categoria:
Politica e Amministrazione
