Roberto Raineri: una vita da film
Roberto Raineri – scomparso dal primo mattino di giovedì 5 luglio – vive a Pré-Saint-Didier dal 2014. La sua vita ha spunti romanzeschi.
L’abbiamo ricostruita grazie alle pillole di storia che Raineri stesso ha regalato al suo amministratore di sostegno, Sergio Bruno.
Raineri è nato ad Aosta, il 9 gennaio 1953, da genitori piemontesi. La madre era cuneese e le sue spoglie riposano nel cimitero di un paesino vicino a Cuneo. Il 12 luglio è programmato un viaggio per accompagnare Roberto a visitare questa tomba, che non vede da anni.
Negli anni Cinquanta, la famiglia Raineri abita a Valtournenche e gestisce, a Cervinia, un albergo.
Ma presto lasciano tutto e partono: prima a Parigi e poi a Londra, dove Roberto effettua gli studi e consegue una laurea in antropologia.
Un nuovo viaggio, questa volta oltre Oceano. Arrivano negli Stati Uniti, dove il padre pare esercitasse le funzioni di financial truster per la Fiat. Roberto, invece, si dedica allo studio dei nativi americani. Forse alla Bellevue University, in Nebraska. Dove i corsi di antropologia sono attualmente inattivi ma lo sono stati in passato. O forse collaborando con il Dipartimento di Antropologia della Ucla di Los Angeles.
La permanenza negli Stati Uniti è durata sino al dicembre 2013: il 17 dicembre, muore il padre e Roberto (visto che la madre era già mancata in una data precedente) si trova solo al mondo. Rientra allora in Italia e si dirige a Cuneo, dove è depositata una parte delle risorse di famiglia, che vengono bloccate per metà, in attesa del completamente delle pratiche successorie. Ma il direttore della banca vede in Roberto un comportamento strano: sembra poco lucido e denutrito. Contatta il Comune, che se ne prende carico e lo affida ai servizi sociali, i quali lo accompagnano in Ospedale, dove resta ricoverato dal gennaio al maggio 2014. Quando lo dimettono, Roberto cerca di tornare negli Stati Uniti, ma il permesso gli è negato in quanto persona non gradita: pare infatti che il suo precedente soggiorno non fosse stato regolare e che sia quindi considerato un clandestino. Ma Roberto non demorde e tenta di entrare negli Usa attraverso il Canada. Lo respingono. Prende allora un aereo che lo riporta a Torino e, giunto a Caselle, noleggia un’auto per andare in montagna. A Roberto piacciono la montagna, i boschi, il silenzio e l’aria.
È l’8 maggio 2014. Arriva a Pré-Saint-Didier, alla locanda Bellevue: il nome gli piace, gli ricorda qualcosa e si ferma. Ma ha un comportamento strano, è agitato, continua a ripetere che deve andare. Trascorre la notte in albergo e, il mattino, dice al proprietario dell’hôtel che deve prendere la macchina e partire. Sergio Bruno lo sconsiglia, gli dice che non è in condizione di mettersi alla guida. Riesce a convincerlo a rientrare in albergo e chiama il proprio medico. Questi consiglia il ricovero e chiama un’ambulanza. Alle 22 del 9 maggio, l’Ospedale chiama Sergio e gli dice che Roberto vuole firmare i moduli per andarsene. Sergio scende ad Aosta, carica Roberto in macchina a tornano a Pré-Saint-Didier. Sergio è preoccupato: Roberto non assume i farmaci prescritti e sta sempre peggio, mangia poco e beve ancora meno. Il 30 maggio è necessario un altro ricovero ma, questa volta, l’Ospedale di Aosta ha raccolto informazioni sul paziente, sa che era stato in cura a Cuneo e lo trasferisce. A Roberto non piace l’Ospedale di Cuneo, ne è terrorizzato, ma ci deve di nuovo rimanere per un certo periodo, al quale segue il soggiorno in una clinica riabilitativa. Quando può essere dimesso, Roberto cerca Sergio, gli dice che vuole tornare in montagna, con lui. È l’ottobre 2014.
Grazie al supporto degli assistenti sociali, Sergio diventa l’amministratore di sostegno di Roberto. Si riesce a fargli avere una pensione e un’indennità di accompagnamento, con i quali paga l’affitto di un monolocale, in piazza. Ma Roberto non è indigente: ha i soldi in banca a Cuneo e anche alcuni Titoli di Stato, in America. Sergio riesce a ottenere un certificato di morte del padre, grazie all’aiuto del Consolato italiano a Los Angeles. Con quello, ottiene lo sblocco del conto corrente e il trasferimento dei titoli in Italia.
Roberto, che quando aveva conosciuto Sergio gli aveva confidato che voleva morire e gli aveva chiesto di accompagnarlo in un bosco e di lasciarlo lì, sembra finalmente sereno.
Le sue giornate sono scandite con precisione cronometrica. Alle 6.30 fa colazione al Bellevue, poi parte in passeggiata. Rientra per le 10 e poi legge nel salottino sino alle 11.30, quando pranza, prende le sue medicine e torna a casa per un riposino. Nel pomeriggio torna in albergo, legge sino alle 18.30 e cena. Poi torna a casa per la notte.
Quasi non parla. Solo con Sergio si apre un po’ di più e gli racconta della sua passione per gli indiani d’America, gli dice di aver scritto alcuni libri e anche la sceneggiatura di un film. In inglese. Una storia di extraterresti che arrivano sulla terra e incontrano i red indians. L’ha firmata con lo pseudonimo di Roberto Rain. Ne ha regalata una copia, dattiloscritta e fascicolta, a Sergio.Ma lui non conosce l’inglese e non l’ha mai letta.
Roberto è seguito da alcuni medici e vigilato dalla famiglia di Sergio, che lo accompagna alle visite e lo assiste. L’ultimo incontro, con il nutrizionista, proprio mercoledì 4 luglio, nel pomeriggio. Roberto appare fuori forma e ha perso un kg e mezzo. Il dottore ipotizza un ricovero ma vuole prima confrontarsi con l’altro medico che ha in cura Roberto.
Raineri rientra a casa, cena a va a dormire. Alle 6.30 di giovedì si presenta, puntuale, per la colazione. Alle 7.05 la telecamera di videosorveglianza lo riprende sotto i portici del Municipio, pochi minuti dopo, l’ultimo avvistamento, lungo un sentiero. Poi più nulla.
Ma Roberto non è tipo da buttarsi da una rupe, da cercare percorsi pericolosi, dice Sergio. È, anzi, timoroso come un bambino, educato e gentile come una persona d’altri tempi.
Forse ha avuto un malore. Forse si si è perso e si nasconde da qualche parte, spaventato.
Chi ne avesse notizia, chiami il 112.
Pubblicato / aggiornato
il 06/07/2018 alle 12:00
Categoria:
Cronaca
