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Libertà di scelta vaccinale, anche in Valle si raccolgono le firme

Libertà di scelta vaccinale, anche in Valle si raccolgono le firme

Nella serata di giovedì 19 luglio, nel corso di una conferenza stampa, i rappresentanti dell’associazione Pro libera scelta VdA hanno presentato il testo della proposta di legge di iniziativa popolare incentrata sulla sospensione dell’obbligo vaccinale per l’età evolutiva.

Non siamo no-vax, siamo semplicemente un’associazione apolitica che difende la libertà della scelta in tutti gli ambiti della società civile” ha affermato Stefano Minetti. Secondo Pro libera scelta VdA, l’attuale normativa sulle vaccinazioni presenta alcune criticità: l’obbligatorietà, il concetto di “effetto gregge”, la farmaco vigilanza, libertà previste dalla Costituzione italiana e il diritto all’istruzione. Partendo dall’obbligatorietà, “secondo noi, dove si parla di trattamenti sanitari non può esserci un obbligo. Inoltre, in vari Stati del nord Europa l’obbligo vaccinale non esiste, eppure il tasso di malattie è spesso più basso rispetto a quello italiano”. L’effetto gregge poi “è una teoria che non può avere riscontri oggettivi per alcune malattie, come il tetano. Il tetano non è contagioso”. Passando alla farmaco vigilanza, secondo la Pro libera scelta VdA, i dati relativi ai casi di morte conseguente alla vaccinazione sarebbero sottostimati, “si parla comunque di un centinaio di morti all’anno”. Infine, un tema sottolineato dai membri dell’associazione è stato quello del diritto all’istruzione sancito dalla Costituzione.

Tornando alla proposta di legge, quest’ultima, per essere discussa in Parlamento, necessita di 50 mila firme raccolte, in tutto il territorio italiano, entro il 2 agosto. Per questo motivo, Pro libera scelta ricorda che la raccolta firme è già attiva in tutti i comuni valdostani; è possibile votare nel proprio comune di residenza o, in alternativa, in un altro comune.

In breve, la proposta di legge mira ad abrogare: il Decreto legge (poi convertito in legge) recante le disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale; la legge recante l’obbligatorietà della vaccinazione antidifterica; la legge recante provvedimenti per rendere integrale la vaccinazione antipoliomielitica; la legge recante obbligatorietà della vaccinazione contro l’epatite virale B. Le vaccinazione attualmente previste dal Piano nazionale vaccini resterebbero dei Lea (livelli essenziali di assistenza) e sarebbero inserite nel calendario vaccinale dell’età evolutiva, approvato e aggiornato periodicamente dal Ministero della salute. In aggiunta, la proposta di legge intende potenziare “la sorveglianza degli eventi avversi delle vaccinazioni e degli effetti negativi delle mancate vaccinazioni, mediante la Rete nazionale di Farmaco vigilanza dell’Afa”. In conclusione, la proposta prevede la possibilità, per il Ministero della salute, di ripristinare l’obbligo vaccinale “soltanto in caso di epidemie accertate dall’Istituto superiore di sanità”; in ogni caso, il decreto ministeriale avrebbe “valenza circoscritta alle zone interessate dai focolai e cono solo riguardo alla malattia per cui è stata accertata l’epidemia”. Inoltre, “anche in presenza di un’epidemia accertata dall’isa, per i servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia, nonché per gli altri gradi di istruzione, la presentazione della documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni non costituisce requisito di accesso alla scuola”.

L’iniziativa è nata da un’idea dell’associazione Corvelva che, basandosi sulla legge regionale 7 del 23 marzo 2007 (Veneto), propone l’abolizione degli obblighi vaccinali e porta avanti una campagna allo slogan di “io non dimentico”.

Pubblicato / aggiornato il 19/07/2018 alle 12:00
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Categoria: Salute