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Pd: la Lega nomina un portavoce quando aveva criticato Centoz per averlo fatto

Pd: la Lega nomina un portavoce quando aveva criticato Centoz per averlo fatto

La nomina di Étienne Andrione nello staff della Presidenza della Regione autonoma Valle d’Aosta ha generato una serie di reazioni politiche. Ultima, in ordine cronologico, quella del Partito democratico.

In una nota, leggiamo: “Probabilmente i cittadini valdostani chiedevano più trasparenza,  più attenzione nell’uso dei soldi pubblici, più serietà e coerenza nelle scelte. Non sembrano queste però le direttrici che guidano il governo del cambiamento valdostano“.
Il Pd accusa la Giunta guidata da Nicoletta Spelgatti di “nicchiare sulle scelte importanti: dalla riorganizzazione della macchina amministrativa al futuro del Casino“. E, al contrario, di eccedere in propaganda: “non si accolgono le famiglie siriane che scappano dalla guerra, ma una proposta per una nuova politica sui rifugiati in Valle d’Aosta è ancora lontana dal nascere“.
Le poche cose positive che il Pd riconosce siano portate avanti “vengono tutte dal lavoro pregresso di chi governava prima, ad esempio la proposta di legge sulla mobilità sostenibile“.
E si arriva dunque al fatto scatenante della critica: “Nell’ultima giunta regionale, tra le poche delibere approvate, c’è anche quella che nomina il consigliere comunale Étienne Andrione come collaboratore della presidente Spelgatti. Un collaboratore fiduciario in più, oltre al Segretario generale, al Capo di Gabinetto e al Segretario particolare del presidente. Collaboratore che guadagnerà, e costerà alle casse pubbliche, come un Dirigente regionale, anche se formalmente non è inquadrato come tale – vogliamo solo ricordare che un consigliere di un comune sopra i 15mila abitanti non può ricoprire incarichi dirigenziali“.
Lungi dal contestare la legittimità della delibera: “Nessuno contesta le nomine fiduciarie, le prevede la legge ed è giusto che un assessore e a maggior ragione un Presidente abbia dei suoi collaboratori di fiducia, ma fa specie una simile nomina portata avanti da chi ha contestato le nomine fatte da altri“. E il Partito democratico si riferisce alla polemica, durata mesi, sino al mancato rinnovo dell’incarico per mancanza di disponobilità economica, per la nomina di un portavoce del sindaco di Aosta. E dunque il Pd stigmatizza: “e ora che sono al governo della Regione hanno cambiato idea sulle nomine fiduciarie. Dov’è finita la coerenza?“.

Pubblicato / aggiornato il 03/08/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione