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Bancarotta fraudolenta: la GdF esegue tre ordinanze di custodia cautelare

Bancarotta fraudolenta: la GdF esegue tre ordinanze di custodia cautelare

 

Mercoledì 8 agosto, la Guardia di Finanza di Aosta ha dato esecuzione alle misure cautelarì nei confronti di tre soggetti accusati di bancarotta fraudolenta; un ulteriore soggetto risulta indagato a piede libero.

Già dal 2015, erano state avviate alcune verifiche fiscali nei confronti di un totale di 5 società, tutte operanti nel settore delle forniture aziendali e riconducibili a tre persone, padre e due figli. Due di queste società, con sentenze emesse dal Tribunale di Aosta nel mese di agosto 2016 e agosto 2018, sono state dichiarate fallite.

Già le verifiche fiscali, riferite agli anni 2012 e 2013, avrebbero permesso di individuare importanti basi imponibili sottratte a tassazione, pari ad oltre 23 milioni di Euro, nonché un’I.V.A. evasa per oltre 7 milioni e mezzo di Euro. Gli amministratori di fatto e di diritto sono stati denunciati per il reato di dichiarazione infedele, delitto che scatta al superamento di determinate soglie di evasione.
Ma dalle ispezioni sarebbe emerso anche uno scenario più articolato: le società erano in grave dissesto economico e gli amministratori del “gruppo di società”, per mascherare tale situazione, non avrebbero fatto altro che spostare le risorse finanziarie disponibili da una società all’altra, senza alcuna ragione giuridica o economica. Così facendo, la maggior parte dei debiti sono rimasti in capo alle società fallite, avviate così all’ineluttabile fallimento.
L’indagine, attraverso l’azione sinergica della Procura della Repubblica e della Guardia di Finanza di Aosta, avrebbe permesso di individuare oltre 2 milioni 200 mila Euro trasferiti dalle fallite a favore di altre società, circa 200 mila Euro trasferiti sui conti personali degli amministratori e altri 100 mila Euro circa impiegati per scopi assolutamente personali attraverso l’uso delle carte di credito aziendali (acquisto di capi d’abbigliamento presso noti outlet del nord Italia, smartphone, biglietti aerei, gioielli ed anche per il download di software e brani musicali dagli store apple ed android, nonché per il pagamento di cure odontoiatriche). Altri 50 mila Euro circa, infine, sarebbero stati destinati a finanziare, in modo infruttifero, una nuova società, operante nel settore della ristorazione, riconducibile alla moglie di uno degli arrestati.
L’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal Pm Luca Ceccanti e accolta dal Gip Giuseppe Colazingari, è stata eseguita dalle Fiamme Gialle: circa trenta finanzieri hanno dato esecuzione alla perquisizione dì tutti i luoghi riconducibili alle persone ristrette, nonché di due delle società destinatarie dei fondi distratti. 

Pubblicato / aggiornato il 14/01/2021 alle 16:34
Categoria: Cronaca