Simona Campo lascia il PD
Con una comunicazione inviata alle 00.24 di domenica 19 agosto, Simona Campo ha lasciato il Partito democratico.
Scrive Campo a Sara Timpano e Giovanni Sandri (rispettivamente segretario e presidente del Partito democratico della Valle d’Aosta): “Dopo lunga riflessione ho deciso di rassegnare le dimissioni dalla Direzione regionale e dall’Assemblea regionale del Partito democratico. Le motivazioni che mi hanno portato a fare questa scelta sono tante e sarò lieta di spiegarvele di fronte a un caffè. Rimane l’amarezza di non essere riuscita a portare il mio contributo al rinnovamento di un partito che però, paradossalmente, ha scelto di non rinnovarsi e di rimanere sostanzialmente immobile sia a livello regionale che nazionale. Vi ringrazio per questi anni trascorsi insieme che sono stati comunque occasione di crescita personale“.
In realtà qualche spiegazione in più arriva da Facebook, dove Campo scrive che la causa scatenante per prendere una decisione che maturava da tempo sono stati i fischi ai funerali delle vittime della tragedia di Genova: “Il Partito Democratico è morto. È un partito che non è in grado di ricostruirsi, che ha scelto di non rinnovarsi e di rimanere sostanzialmente immobile. Un partito ostaggio di correnti e leader che non riescono a farsi da parte per garantire il giusto ricambio generazionale. Un partito che non fa più politica. Ed il Congresso alle porte non sarà altro che l’ennesima conta interna, l’ennesima lotta fratricida per spartirsi un corpo morente. Ho provato in questi anni, ed in questi ultimi mesi soprattutto, a portare il mio contributo ma inutilmente. Parole perse nella bufera che erodeva da dentro quel poco che rimaneva del capitale umano che ancora credeva in quella piccola tessera a forma di puzzle. E allora, quando perdi ogni motivazione e la voglia di andare avanti, non rimane altro da fare“.
Un addio al Pd non è tuttavia un addio alla politica: “Sono convinta che il nostro paese e la nostra regione abbiano bisogno di costruire una valida alternativa di sinistra, ma non possiamo farlo all’interno di questo contenitore vuoto che ormai è diventato il PD. Abbiamo bisogno di ripartire veramente. Abbiamo bisogno di una nuova storia. Ed io lavorerò per questo“.
Un lavoro che non sarà all’interno di Area democratica di Raimondo Donzel e Gianni Champion perché, dice Campo “la loro Area è nata contro qualcosa e non per costruire. Noi abbiamo bisogno di costruire un’alternativa che non escluda nessuno” ma piuttosto all’interno di qualcosa che sta germinando a livello nazionale: “Qualcosa bolle in pentola. Ma, per ora, non posso dire di più“.
Su Facebook, i commenti alla decisione. Scrive, per primo, Fulvio Centoz: “Ogni decisone va sempre rispettata perché credo maturata dopo ampia valutazione. Però non bisogna neanche avere fretta di risolvere tutto in pochi mesi dopo una sconfitta così pesante. Mi auguro sinceramente tu possa ripensarci“. Paolo Gianfranceschi aggiunge: ” Nonostante tutte le tue ragioni, noi siamo in trincea a combattere su due fronti, quello interno contro l’autoreferenzialismo dei nostri dirigenti cotti e bolliti, e fra poco toccherà a voi giovani prenderne il posto. secondo fronte, il nuovo fascismo che avanza mi preoccupa molto, sia come dirigente PD Bientina, ma soprattutto come presidente Anpi Bientina. Simona Campo non mollare il centro sinistra siete voi“. Patrizia Nuvolari: “Mah. Se tu avessi lasciato un margine più ampio saresti stata più stimolante. Ma restringi il campo all’alternativa di sinistra. Un’area ben precisa. Così il tuo discorso si fa vecchio. Ricorda quello di Civati e abbiamo visto che fine ha fatto. Ricorda tutti coloro che hanno scorazzato nelle vaste praterie a sinistra e abbiamo visto che si sono sfracellati contro i recinti che non si aspettavano fossero così prossimi. Cara Simo, capisco lo scoramento e rispetto la tua scelta, io manco ce l’ho la tessera, ma la via che intendi percorrere è un vicolo cieco. Facile risposta, abusata risposta, scontata risposta. Che non va da nessuna parte. Lo sforzo intellettuale che ci viene richiesto è enorme e richiede una visione duttile, astuta, informata e coraggiosa. Ti sento romantica, nostalgica, rivolta al passato. Temo che tu non abbia capito a fondo la scommessa che è in atto“.
Pubblicato / aggiornato
il 19/08/2018 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione
