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Gamba in spalla, 5 atleti amputati affrontano il Trail TotDret

Gamba in spalla, 5 atleti amputati affrontano il Trail TotDret

Alla partenza dell’endurance trail TotDret 2018, martedì 11 settembre, sarà presente anche il Team Gamba in spalla, composto da cinque atleti amputati provenienti da diverse zone d’Italia.

La squadra è formata da Francis Desandré (Valle d’Aosta), Fabienne Sava Pelosse (Rodano Alpi – Francia), Lino Cianciotto (Sardegna), Massimo Cavenago (Lombardia) e Moreno Pesce (Veneto).
Lo scopo del progetto “Gamba in spalla”, nato da un’idea di Francis Desandré nel 2015, è quello di combattere il pregiudizio nei confronti della disabilità e di sensibilizzare tramite l’attività sportiva il recupero psico-fisico di chiunque possa avere problemi legati alla disabilità. “Questo progetto non sarebbe stato possibile senza la collaborazione con Alessandra Nicoletti e dello staff di VDA Trailers – afferma Desandré – . Durante la prima edizione del 2017 del TotDret ci eravamo fissati come obiettivo il tratto che porta da Gressoney alla base vita di Valtournenche, un percorso di quasi 40 chilometri, proprio con l’idea di testare le mie capacità e di iniziare a porre delle basi per la determinazione di uno standard di categoria da poter sottoporre alle federazioni sportive. Nel 2015 ho lanciato una petizione indirizzata al Ministro delle Politiche Sociali per chiedere l’inserimento del trail running nelle specialità praticabile da atleti diversamente abili, firmata da oltre 47.000 cittadini in appena 3 mesi, della quale dalla consegna in mano al Sottosegretario Luigi Bobba in gennaio 2016 non ho più notizie. Per fortuna gli organizzatori di eventi sportivi hanno visto lungo e deciso di iniziare ad accettare le nostre richieste di partecipazione”.
A supporto della staffetta ci sarà un’altra squadra, quella composta da un team di accompagnatori e un team logistico per il trasferimento delle staffette. “Il team Gamba in spalla non è composto solo dagli atleti amputati – specifica Desandré -, ci sono gli accompagnatori che ci permettono di camminare in sicurezza sui sentieri, ci sono gli autisti per portarci sui luoghi dove avvengono i cambi della staffetta, ci sono anche degli operatori video per girare il documentario che utilizzeremo come strumento di sensibilizzazione. Ci sono anche le persone e imprese che credono nel progetto e hanno deciso di prestarci un veicolo fuoristrada, il gasolio, l’ospitalità e i fondi per sostenere la produzione del documentario, per il quale abbiamo anche lanciato una raccolta fondi online”.

Pubblicato / aggiornato il 04/09/2018 alle 12:00
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Categoria: Sport