In anteprima, il documento programmatico per il congresso Uv
Da alcuni mesi, un gruppo di lavoro eletto dal Conseil fédéral si è dedicato alla stesura di un documento, che vi proponiamo in anteprima.
“Ce document se présente comme une piste de discussion pour le congrès de octobre, ouverte a toute suggestion de la part des inscrits à l’Union valdôtaine, pour une confrontation honnête entre hommes qui ont les mêmes ideaux et qui veulent renouveler leur engagement politique vers un nouveau départ, sans se cacher que le moment est difficile et sans se dépasser d’une analyse critique de ce qui est arrivé“.
Il punto di partenza è una tabella con i risultati elettorali dal 2000 al 2018, caratterizzata da una perdita di consensi con una parallela diaspora di iscritti. Le scelte meno gradite sono state: “alliance avec Forza Italia, question Pirogassificatore, scissione et formation de nouveau mouvement, 2017 sortie et retour en majorité au sein du Conseil régional“.
Il documento individua alcuni punti rappresentativi del tracollo politico. Innanzitutto la perdita d’identità (evocando, nel 2018, gli effetti dell’immigrazione massiva voluta dal fascismo), la perdita di valori del e nel movimento (regole interne non rispettate, per esempio nel pagamento della quota da parte degli eletti, e perdita di autenticità dei rappresentanti), la perdita di fiducia nella politica e nei suoi rappresenanti (con Uv che è diventata, nell’immaginario collettivo, il partito che aiuta solo gli amici e il bisogno di tornare coerenti, dopo aver affrontato la questione morale), la mancanza di linee programmatiche e di argomenti forti condivisi dalla base (deve essere il movimento a indicare le linee politiche, non a subirle dagli eletti), la mancanza di comunicazione verticale nel movimento e con i diversi settori produttivi all’esterno di esso (il movimento non intercetta più i bisogni della comunità che vorrebbe rappresentate), l’estremo frazionamento dei partiti politici in generale e dei movimenti autonomisti in particolare (individualismo e incapacità di accettare le opinioni altrui), la voglia di cambiamento da parte degli elettori (contro la rappresentazione tradizionale dei partiti storici), la gestione della campagna elettorale (incapacità di comunicare attraverso i social e scarso utilizzo delle piattaforme tecnologiche), la mancanza di un giornale del movimento (la scomparsa del Peuple ha troncato le comunicazioni con l’elettorato più tradizionale), l’esasperazione dell’individualismo e l’estrema personalizzazione della politica (le decisioni non sono condivide e manca il ricambio generazionale).
Il documento si chiede cosa debba essere, oggi, l’autonomia. E questa è la risposta: “défense de notre particularisme, du patois et de notre parcours historique, acquisition de compétences en différentes matières, augmentation dans le temps des ressources économiques disponibles, responsabilité des choix politiques, augmentation du bienêtre général de la population, sauvegarde des Communes même les plus petites et pas conséquent le maintien du territoire, accès à des services d’excellence (école, santé, soutien social, culture, gestion du patrimoine culturel, structures sportives, protection du territoire…), défense de la soutenabilité de la vie et de l’agriculture de montagne“.
Poi, si guarda all’autonomia del futuro, le cui linee programmatiche devono essere: “augmenter l’enracinement au territoire ; revaloriser et faire pousser une nouvelle et fière identité valdôtaine reposant sur ses langues, sa culture, ses traditions, sa géographie, son territoire et ses savoir-faire ; reprendere la valorisation du Fédéralisme des Régions en tant qu’évolution du système politique italien ; thèmes forts à développer (la langue, la montagne, l’environnement, le développement et le tourisme durable, l’école visée à ces thématiques, l’agriculture de qualité Aop, Igp, produits de montagne) ; reconnaissance queopéenne des caractéristiques particulipres de notre région en tant que territoire de montagne et minorité linguisique ; assurer une autonomie fiancière à la région à travers une définition permanente des rapports financiers avec l’État et, dans le respect d’un système fédéraliste interne, assure autre tant une certitude de ressources aux Communes“.
Rispetto ai rapporti con gli altri movimenti politici, la bozza di documento congressuale prevede che si debba lavorare alla ricomposizione dell’area autonomista, condividere le linee programmatiche che consentano di trovare sintesi in grado di garantire una forte rappresentatività autonomista nelle istituzioni, collaborare con le altre minoranze e con le altre Regioni alpine.
La linea strategica che si vorrebbe parla di sviluppo attraverso l’identità linguistica, l’attaccamento alla terra e al territorio, la valorizzazione e protezione dell’ambiente, la gestione finanziaria ed economica. Sono poi illustrate le linee specifiche per educazione, formazione, università e ricerca (apertura al plurilinguismo); occupazione, disoccupazione e sicurezza sul lavoro (riforma delle strutture che gestiscono le politiche per l’impiego); impresa e industria (sburocratizzazione e sostegno all’imprenditoria privata); ambiente ed ecologia (corretto e sostenibile utilizzo del territorio); cultura, turismo e sport (azione sinergica); agricoltura (sburocratizzazione e valorizzazione della tipicità); mobilità e trasporti (riduzione delle emissioni e ripensamento della ferrovia); sanità (servizi d’eccellenza per la popolazione e attrattivi per gli esterni); digitalizzazione (valorizzazione dell’infrastruttura a banda larga); funzione pubblica della Pubblica Amministrazione e risorse finanziarie (stabilizzazione delle entrate); economia solidale e sociale (un sistema economico attento a giovani, famiglie, anziani e disabili, che contrassti la povertà, valorizzi il volontariato, si fondi sull’uguaglianza e le pari opportunità, gestisca i flussi migratori). Infine Union valdôtaine deve modernizzare il suo modo di fare politica e di interfacciarsi con i suoi interlocutori, a qualsiasi livello.
Tutto questo significa anche rioganizzare il movimento, riprendendo i rapporto con la base e riportando il Conseil a essere un luogo di confronto e discussione: “La présence des sections dans toutes les communes valdôtaines a toujours été un élément fondamental pour maintenir le lien avec le territoire et avec les citoyens. Il est important pour cela de maintenir les sections pour avoir un point de repère à niveau territorial en donnant un divers poids de représentativité à l’intérieur du mouvement. D’autre partt on peut envisager des rencontres entre les sections par unités des communes pour avoir des débats entre plus de personnes. Compte tenu que le nombre eds adhérents est en diminution on envisage de réduire le comité de direction des sections, Il faudrait remettre en cause les différents organies : la Conférence des présidents de section, eds administrateurs, du Comité et le Conseil fédéral pour une action plus efficace. On estique que chaque charge doit prévoir un remplaçant avec le droit de vote et de parole. Les invités aux réunions di Conseil fédéral douvent pouvoir exprimer leurs pensées. Une réflexion doit être prévue pour ce que c’est des membres élus au Comité fédéral“.
Pubblicato / aggiornato
il 11/09/2018 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione
