M5S: aggiudicata la gestione della discarica, i Valdostani ne pagheranno i costi
È stata definitivamente aggiudicata la gara per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati e il recupero della frazione differenziata, per i prossimi 17 anni.
Alla gara ha partecipato un solo concorrente: l’associazione temporanea d’impresa composta da Rea Dalmine Spa, Fratelli Ronc, Cesaro Mac e Import srl.
Nel 2017, questo raggruppamento aveva proposto all’Amministrazione regionale un project financing per la realizzazione degi impianti funzionali alla gestione della discarica di Brissogne. La proposta era stata recepita e trasformata in una gara nella quale, per legge, la proponente ha un diritto di prelazione rispetto a qualsiasi altra offerta presentata. Ciò significa che, in caso di altre proposte, l’Ati avrebbe avuto il diritto di aggiudicarsi comunque il servizio, accettando il medesimo ribasso. Essendo stata la sola partecipante, il ribasso di gara è del 2,83%.
Questo ribasso si applica ai costi delle tariffe posti in capo ai cittadini che, in sede di procedura, erano stati definiti in 142,51 euro a tonnellata per l’indifferenziato e 68,45 euro a tonnellata per il recupero. I prezzi sono al netto di Iva.
Cio significa che l’Ati spenderà fra i 15 e i 17 milioni di euro per realizzare gli impianti e, nell’arco dei 17 anni, prevede di incassarne 149. 103 circa saranno in capo ai cittadini: 47 per la gestione dell’indifferenziato, 46 per il recupero del differenziato e 9,3 per la prima fase biennale di gestione, in attesa che gli impianti entrino in esercizio. Poi ci saranno circa 40 milioni dalla cessione della frazione differenziata al Conai e poco più di sei milioni dalla commercializzazione del biogas, che resteranno al concessionario. Quindi l’Ati prevede di poter distribuire ai propri soci, nel totale di esercizio, dividendi fra i 7 e gli 11 milioni di euro.
Questa situazione è stata illustrata dai consiglieri regionali del Movimento 5 stelle nel corso di una conferenza stampa indetta per porre l’accento sull’aggravio di costo che questa aggiudicazione porrà in capo ai cittadini e alle aziende.
Infatti, calcolando circa 30mila nuclei familiari e altrettante aziende, annualmente saranno da coprire costi per circa 6 milioni, pari a circa 100 euro per ogni contribuente. Ai quali aggiungere i costi per la raccolta e il trasporto, che sono gestiti su base territoriale. Cifre che sarebbero potute essere assai inferiori se la gestione del trattamento rifiuti non fosse stata privatizzata ma fosse rimasta in capo all’Amministrazione regionale – sostengono i pentastellati. Infatti non vi sarebbero stati dividendi da distribuire mentre la cessione del differenziato al Conai e la vendita del biogas avrebbero potuto azzerare il costo del recupero. Quindi i 100 euro annui di cui sopra sarebbero potuti essere 35/40 euro.
Tutti aspetti che il Movimento 5 stelle aveva evidenziato nella trattazione di una mozione, il 26 luglio, che chiedeva l’annullamento della delibera di indizione della gara e l’interruzione della procedura. Ma il Consiglio Valle, a scrutinio segreto, aveva bocciato la mozione. Favorevoli il M5S e Impegno civico (come da dichiarazione di voto), 26 consiglieri astenuti, uno contrario e uno assente.
“Eppure sarebbe stato sensato votare la nostra mozione – ha detto il consigliere Luigi Vesan – non solamente perché si trattava di una scelta adottata da un diverso governo ma soprattutto perché il programma dell’attuale maggioranza, in materia di rifiuti, parla di separazione nella gestione fra rifiuto differenziato e indifferenziato. Questa aggiudicazione – ha aggiunto – farà sì che non vi sia nessuna spinta al miglioramento nella differenziazione dei rifiuti, poiché ciò creerebbe uno svantaggio economico agli aggiudicatari. In Valle d’Aosta dobbiamo aspettarci che il costo della Tari continui a crescere. Già la famiglia-tipo di tre persone paga intorno ai 300 euro annui, rispetto ai 185 di una famiglia della Provincia di Treviso. La situazione non potrà che peggiorare“.
Pubblicato / aggiornato
il 12/09/2018 alle 12:00
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