Truffa dell’autoerotismo sul web: segnalazioni da tutta Italia
(©Can Stock Photo) -
Dopo il nostro articolo di mercoledì 12 settembre, da tutta Italia ci sono arrivate comunicazioni di vittime del tentativo di estorsione e già una trentina di segnalazioni sono pervenuta alla sola Polizia postale di Aosta.
“Si tratta di una mail di fishing e di un tentativo di estorsione nel quale non bisogna cadere“, ci hanno chiesto di scrivere gli agenti della Polizia delle Comunicazioni.
Questa “sexy extortion” è un fenomeno in espansione dal 2014 a oggi. In precedenti circostanze, l’aggancio avveniva su Facebook: uomini di tutte le età accoglievano la richiesta di amicizia di una donna giovane e attraente. Questa li invitata a una chat su Messenger o WhatsApp. Quando gli incauti si collegavano, la trovavano nuda e intenta a una pratica autoerotica. La giovane li invitava a fare altrettanto e, dopo una trentina di secondi la connessione era interrotta. Le vittime erano poi contattate nuovamente su Facebook, dove era loro comunicato che, qualora non avessero pagato una cifra varabile fra i 200 e i 15mila euro, il video che li ritraeva in comportamenti intimi (e del quale era fornito un link per dimostrarne l’esistenza) sarebbe stato diffuso ai suoi contatti o sul web. Ad Aosta vi sono state 300 denunce in tal senso, anche da persone che avevano accettato il ricatto e che continuavano a essere oggetto di richieste sempre più esose.
In queste circostanze, la Polizia ha anche suggerito alle vittime di segnalare questi comportamenti inappropriati ai gestori dei social.
Ma, questa volta, la richiesta è arrivata via mail, su accunt personali o aziendali e facendo figurare il destinatario stesso quale mittente. C’è scritto: “Abbiamo installato un trojan di accesso remoto sul tuo dispositivo. Per il momento il tuo account email è hackerato , ora ho accesso ai tuoi account. Ho scaricato tutte le informazioni riservate dal tuo sistema e ho anche altre prove. La cosa più interessante che ho scoperto sono i video dove tu (pratichi autoerotismo, n.d.r.). Avevo incorporato un virus sul sito porno dopo di che tu l’hai installato sul tuo sistema operativo. Quando hai cliccato su Play di un video porno, in quel momento il tuo dispositivo ha scaricato il mio trojan. Dopo l’installazione la tua camera frontale ti filma ogni volta che tu (pratichi autoerorismo, n.d.r.), in più il software è sincronizzato con video che tu scegli. Per il momento il software ha raccolto tutte le informazioni sui tuoi contatti dalle reti sociali e tutti gli indirizzi email. Se tu vuoi che io cancelli tutti i dati raccolti, devi trasferirmi $300 in BTC (criptovaluta). Questo è il mio portafoglio Bitcoin: (…). Una volta letta questa comunicazione hai 2 giorni a disposizione. Appena hai provveduto alla transazione tutti i tuoi dati saranno cancellati. Altrimenti manderò i video con le tue birichinate a tutti i tuoi colleghi e amici!!!“.
Evidentemente, la struttura del messaggio e le modalità di trasmissione hanno generato estesa preoccupazione, faccendo leva su un comportamento che parrebbe essere diffuso.
Da Aosta, la segnalazione è già arrivata a Roma: “Abbiamo comunicato quanto sta avvenendo al Servizio centrale di Roma – ci ha spiegato la Polizia postale – poiché è quello competente a interagire con le forze dell’ordine dei Paesi stranieri dai quali operano gli estorsori“.
Il comportamento che la Polizia consiglia di adottare è il seguente: “non pagare; far analizzare i propri supporti informatici da un tecnico per verificare la presenza di virus; se ci sono, farlo bonificare e farsi rilasciare la scheda tecnica; recarsi alla Polizia postale e sporgere denuncia per accesso abusivo al sistema informatico“.
Pubblicato / aggiornato
il 13/09/2018 alle 12:00
Categoria:
Cronaca
