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Cambia il Piano di interventi a gestione speciale di Finaosta

Cambia il Piano di interventi a gestione speciale di Finaosta (©bobine.tv) - La sede di Finaosta

La seconda Commissione del Consiglio Valle, lunedì 17 settembre, ha espresso parere favorevole a maggioranza, con l’astensione del gruppo Impegno Civico, sul bilancio consolidato della Regione autonoma Valle d’Aosta per l’esercizio finanziario 2017.

Il bilancio consolidato, che viene sottoposto all’esame del Consiglio regionale per la prima volta, rappresenta contabilmente la Regione e alcune tra le sue società partecipate più significative in una visione d’insieme. È stato previsto per migliorare nella trasparenza dei conti pubblici e la chiarezza nella gestione dei fondi della macchina regionale.
La Commissione ha inoltre preso atto, in sede consultiva, della revisione del piano degli interventi e del relativo fabbisogno finanziario in attuazione dell’articolo 40 della legge regionale n. 40/2010 relativo al fondo in gestione speciale di Finaosta.
«Con questo atto della Giunta regionale – ha spiegato il presidente della Commissione, Roberto Cognetta – è stato ridotto il fabbisogno finanziario complessivo da 371 milioni di euro a 319 milioni 290 mila per gli interventi di cui all’articolo 40 della legge n. 40 del 2010, che autorizzava un indebitamento, presso il fondo in gestione speciale di Finaosta, per l’effettuazione di spese di investimento della Regione. Grazie a questa riduzione e all’innalzamento del limite di copertura da 215 a 240 milioni di euro effettuato da Finaosta, sono stati confermati i finanziamenti per tutti gli interventi contenuti nel nuovo piano. Inoltre, negli anni a venire, il risparmio della quota interessi sarà di svariati milioni di euro
Tradotto: nel marzo 2018, Finaosta aveva segnalato alla Regione di aver raggiunto la soglia nel rapporto fra capitale ed esposizione e che non poteva quindi finanziare ulteriori interventi. Per poter dare copertura finanziaria agli interventi previsti dalla legge, era dunque necessario far scendere l’esposizione. I 51 milioni di decremento sono stati raggiunti sommando misure di varia natura: vi sono state le opere concluse (per esempio quelle dell’accordo di programma con l’esercito per la Carsema Battisti e l’eliporto), vi sono state compensazioni (per esempio la scuola di Issogne è realizzata con l’apertura degli spazi finanziari sull’avanzo di amministrazione) e vi sono state decurtazioni (poiché gli interventi realizzati hanno comportato una spesa inferiore a quella preventivata). Vi sono poi progetti che non potranno essere finanziati poiché sono cambiare le norme in materia. Per esempio l’intervento al Chiostro di Sant’Orso previsto dal Piano Cultura non è possibile poiché non rientra nei parametri previsti dalle nuove leggi che normano l’effettuabilità di interventi su proprietà di terzi. O, ancora, è stato stornato il finanziamento di sei milioni per la creazione di un deposito fiscale di carburanti: la quantità di stoccaggio ora prevista dalle norme è nettamente sproporzionata rispetto alle dimensioni della regione. 
Dunque, questa revisione portata in Commissione, anche se se è un atto tecnico poiché ha la sola funzione di dare copertura finanziaria a interventi già precedentemente decisi, assume natura politica poiché, non essendovi le risorse necessarie a finanziare tutto, compie delle scelte. In queto senso, lo spostamento delle risorse per la scuola Tsambarlet è annunciato come preliminare alla cancellazione del progetto.
Infine, la Commissione ha espresso parere favorevole all’unanimità sull’accettazione di una donazione di opere d’arte e di documentazione storica a favore dell’Amministrazione regionale.


 


 


 


 


 


 



 

Pubblicato / aggiornato il 17/09/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione