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DL costituzionale di modifica agli Statuti speciali: ok della I Commissione ma contrarietà M5S

DL costituzionale di modifica agli Statuti speciali: ok della I Commissione ma contrarietà M5S

La prima Commissione del Consiglio Valle (Istituzioni e Autonomia), riunitasi giovedì 20 settembre, ha espresso parere favorevole (a maggioranza) sul disegno di legge costituzionale recante modifiche agli Statuti delle Regioni ad autonomia speciale.

Il Dl era stato depositato al Senato della Repubblica, il 23 marzo scorso, dai senatori Durnwalder, Steger e Unterberger, per poi essere trasmesso dal Ministro per gli affari regionali e le autonomie al Consiglio regionale.
La Commissione ha espresso il parere favorevole a condizione che sia inserita nel corpo del testo normativo una precisazione volta a rafforzare ulteriormente il principio dell’intesa e che preveda ‘la cessazione della procedura legislativa di revisione statutaria’ in caso di diniego all’intesa stessa – ha spiegato il presidente della Commissione, Roberto Luboz (Lega VdA) -.  Abbiamo infatti tenuto conto che è stato depositato dal senatore della Valle d’Aosta, Albert Lanièce un analogo disegno di legge costituzionale che prevede tale specificazione”.

Parere contrario, invece, quello espresso dal Movimento 5 stelle: “La Commissione ha voluto recepire la proposta del senatore Lanièce, che inserisce l’espressione della ‘cessazione della procedura legislativa di revisione statutaria’ in caso di diniego della revisione stessa” ha precisato il capogruppo del M5S e componente della I Commissione, Luciano Mossa. Secondo i pentastellati, infatti, “è un principio pericoloso perché, determinando la chiusura definitiva della procedura, non si favorisce la ricerca dell’intesa con il Consiglio regionale”. Mossa ha altresì espresso la propria perplessità sul testo dei senatori Durnwalder, Steger e Unterberger: “Il diniego alla revisione statutaria richiede i due terzi della maggioranza: considerando che in Consiglio regionale c’è una grande frammentazione politica, il raggiungimento dei due terzi sarebbe molto difficile e basterebbero dodici Consiglieri per far passare qualsiasi revisione statutaria non voluta. Le incursioni riformatrici di Roma sulla nostra Autonomia sarebbero quindi più facili: abbiamo cercato di spiegare la nostra posizione, che riteniamo a tutela del nostro Statuto, ma con rammarico prendiamo atto che non è stata accolta dai colleghi degli altri gruppi consiliari”.

Il disegno di legge sarà sottoposto all’attenzione del Consiglio regionale per il parere definitivo dell’Aula, per poi essere inviato al Ministro per gli affari regionali e le autonomie per il prosieguo dell’iter in Parlamento.

Pubblicato / aggiornato il 20/09/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione