In Consiglio Valle, resa dei conti sul Casino
È durata una mezz’ora la riunione della Conferenza dei capigruppo, per decidere se accogliere la richiesta della quarta Commissione di iscrivere un punto all’ordine del giorno del Consiglio Valle per consentire la discussione in merito alla situazione del Casino de la Vallée. E poi è iniziata una riunione di maggioranza durata oltre un’ora. Qual era il problema? Che il presidente della quarta Commissione, Pierluigi Marquis, aveva chiesto l’iscrizione di questo nuovo punto, proponendo che fosse introdotto da lui, che seguisse la risposta dell’assessore Aggravi (indicante la posizione da tenere nella prossima Assemblea dei soci del Casino), che seguisse una discussione nella quale un solo rappresentante per ogni gruppo potesse intervenire e che, al termine, il documento proposto dall’assessorato fosse posto in votazione. Per iscrivere un nuovo punto servono 24 voti. Ce n’erano 21: sei di Union valdôtaine, quattro di Uvp, tre di Impegno civico, quattro di Stella alpina-Pnv, tre di Alpe, uno del gruppo misto. Contrari il Movimento 5 stelle, Lega Nord e Mouv. La riunione di maggioranza serviva dunque a capire se i ventuno diventavano trentuno (perché il M5S sarebbe rimasto contrario) oppure quattordici.
Un’altri cinque minuti di Conferenza dei capigruppo per decidere l’iscrizione con 30 voti. Respinta la richiesta di voto segreto avanzata da Luciano Mossa e assente al voto Albert Chatrian.
È dunque iniziata la seduta. Pierluigi Marquis ha sostenuto che il Piano di ristrutturazione si regge su due capisaldi: il finanziamento pubblico e quello del sistema creditizio. Gli istituti di credito non hanno fatto la loro parte e la proprietà sta ritardando l’erogazione dell’ultima rata. Ma la gestione ha fatto la sua parte, portando il deficit di bilancio dai 46 milioni del 2016 ai 21,5 del 2017. Il 2018 chiuderà verosimilmente a meno tre milioni. Ciò nonostante sono necessarie ulteriori azioni per raggiungere almeno il pareggio di bilancio. Ed è per questo che è stata proposta una revisione del Piano. Ha auspicato che il socio sappia trovare, dopo un confronto politico trasparente fra maggioranza e opposizione, una posizione di sintesi a beneficio dell’azienda e dei suoi lavoratori.
Luigi Bertschy, di Union valdôtaine progressiste, ha sollecitato l’intervento dell’assessore Aggravi, affinché il Consiglio potesse capire qual era la sua posizione e se fosse quella della maggioranza.
Stefano Aggravi ha risposto che l’analisi dell’aggiornamento delle linee guida del Piano proposte dall’amministratore unico è in corso, visto che i documenti sono stati consegnati nella serata di lunedì 24 settembre. Come è sotto analisi il bilancio, che dovrà poi permettere alle banche di esprimere il nuovo rating per il Casino ed eventualmente rivedere dinieghi alle aperture di credito. Ha spiegato che la tematica degli aiuti di Stato deve essere valutata attentamente perché alcuni elementi presenti nelle nuove linee guida potrebbero creare criticità in tal senso. Ha parlato di immobili, di prestito obbligazionario e della necessità di essere certi che queste misure siano valutate nella loro legalità ed efficacia. Ha detto di voler cercare soluzioni perseguibili per dare continuità all’azienda ma che prima bisogna arrivare al voto del bilancio. Bisogna considerare l’esposizione finanziaria, i costi (fra i quali restano in evidenza quelli del personale), gli introiti in diminuzione. Ha concluso dicendo che qualsiasi sia la decisione presa bisogna chiarire cosa questa azienda rappresenta per la Valle d’Aosta e per il futuro della Valle d’Aosta. E bisogna capire se le soluzioni adottate sarebbero temporanee o strutturali.
È stato Renzo Testolin, capogruppo di Union valdôtaine, ad aprire il dibattito. Ha criticato il continuo rimando dell’assessore a questioni tecniche che non portano da nessuna parte. Ciò che manca una linea politica condivisa. Ha espresso il timore che non si arrivi all’assemblea dei soci con una linea univoca e certa della maggioranza. La posizione espressa in Assemblea non dovrebbe pregiudicare la sopravvivenza dell’azienda e la preservazione dei posti di lavoro.
il consigliere indipendente Emily Rini ha affermato che bisogna uscire dall’aula con l’indicazione di una strada politica da seguire. Diversamente sarebbe dar corso a un programma che non sarebbe più condiviso.
Laurent Viérin, Uvp, ha attribuito ad Aggravi la responsabilità di aver generato ritardi e non risposte rispetto a tante questioni attese dalla comunità.
Alberto Bertin, capogruppo di Impegno civico, ha sostenuto che più si aspetta a prendere una decisione è più aumenta il rischio che il banco del Casino salti.
Mauro Baccega, di Epav, ha affermato che Campione sta scoprendo la povertà e l’abbandono dopo il fallimento del suo Casino. Non vogliamo che Châtillon e Saint-Vincent facciano quella fine,ha detto.
Chiara Minelli, di Impegno civico, ha voluto completare l’intervento del suo capogruppo sottolineando che la responsabilità dell’attuale situazione di dissesto è conseguenza delle scelte politiche sbagliate dichi ha governato la Valle d’Aosta negli ultimi anni, fatte per estendere il favore elettorale. Se di rilancio bisogna parlare, ha concluso, non deve essere solo del Casino ma dell’intera zona.
Luciano Mossa, capogruppo del Movimento 5 stelle, ha messo in evidenza la totale mancanza di proposte valide per salvare la Casa da gioco. Ha chiesto ai colleghi di cosa si stesse discutendo, visto che nessuno aveva proposto nulla se non di investire altri 47,8 milioni di soldi pubblici, al buio.
Il suo collega Luigi Vesan ha aggiunto che il problema vero è a che prezzo salvare il Casino, sottraendo risorse ad altri investimenti per la collettività.
Chantal Certan, di Alpe, ha sostenuto che, su questo dossier, non è possibile prendere decisioni politiche in solitaria e, purtroppo, è quanto invece è avvenuto nel corso dell’estate. Amministrare significa essere responsabili di ciò che si fa e anche di ciò che non si fa.
Luca Bianchi, di Uv, ha posto l’accento sul valore del Casino per il bilancio regionale: la Casa da gioco chiusa significherebbe 17 milioni in meno, ogni anno, per le casse della Regione autonoma Valle D’Aosta.
Albert Chatrian, di Alpe, ha ribadito il fatto che, nel 2018, il Casino chiuderà il bilancio con sei milioni di euro di gestione positiva e 2,8 di passivo. Bisogna avere una visione generale della realtà e il coraggio. Non siamo disponibili ad aprire una procedura di licenziamento, ha chiarito. L’azienda dovrà fare la sua parte, i lavori e i sindacati la loro, la proprietà la sua. Ma senza che qualcuno sia lasciato a casa e senza spendere un soldo in più di quanto deciso a maggio 2017.
Stefano Ferrero, di Mouv, ha citato il sostituto procuratore Luca Ceccanti, che ha parlato di pervasivo intervento dell’amministrazione regionale nel tessuto economico. Ha rinnovato il sostegno all’assessore Aggravi. Ha poi puntato il dito contro i lavoratori, assegnando a loro una gran parte della responsabilità del dissesto dell’azienda. A loro e alla Governance, che non ha adempiuto agli impegni assunti e non è stata in grado di intervenire sulle tante spese inutili, per figure professionali e forniture. Non si va avanti con la finanza creativa ma con scelte fatte sulla base di cognizione di causa, ha aggiunto. E lo si fa con i tempi necessari. Ha concluso ricordando tante altre situazioni nelle quali la collettività non è intervenuta e che pure hanno creato e creano grandi difficoltà a persone e famiglie.
Andrea Manfrin, capogruppo di Lega VdA, ha detto di aver apprezzato l’intervento di Chiara Minelli quando ha indicato che le responsabilità della situazione vanno ricercate nel passato. La situazione è grave e l’assessore Aggravi, con la Giunta e la maggioranza, stanno cercando una soluzione tecnica e politica che contemperi contenuto aziendale, legittimità e sostenibilità.
Daria Pulz, di Impegno civico, ha definito retorici gli interventi di chi vuole salvare a tutti i costi il Casino ma senza una reale progettualità.
Patrizia Morelli, di Alpe, ha affermato di aver aderito a questo progetto di maggioranza nella convinzione che sul Casino si sarebbe data continuità al percorso avviato dalla Giunta Marquis. Forse così non è perché non si riesce a mettere attorno a un tavolo positivo tutti gli attori che devono concorrere alla soluzione del problema. Occorre trovare la migliore soluzione possibile nella legalità. Le decisioni non sono più rinviabili. Si facciano le verifiche necessarie. Ha annunciato la presentazione di una risoluzione.
Pierluigi Marquis è nuovamente intervenuto, ma per fare alcune considerazioni di carattere politico come consigliere di Stella alpina. Ha chiesto che non si faccia populismo su questo tema. E che non si esca dal Consiglio senza aver espresso un chiaro indirizzo politico, come maggioranza, senza che siano i palazzi di giustizia a dettare le regole. Non decidere significa attuare un cambiamento distruttivo. Ha annunciato anche lui la presentazione di una risoluzione.
È stata quindi annunciata la distribuzione di una copia del bilancio 2017 del Casino a tutti i consiglieri.
Luigi Bertschy ha parlato di fallimento non del Casino ma della Giunta Spelgatti e della squadra che avrebbe dovuto sostenerla. Fallimento dovuto alla presunzione e all’incapacità di mediare posizioni diverse, alcune delle quali con un storia alle spalle. Ha poi aggiunto che se il Casino chiude, in Valle d’Aosta si crea una voragine non colmabile con altre risorse.
Augusto Rollandin, di Uv, ha affermato che questa procedura è stata avviata e deve essere conclusa, magari con gli aggiustamenti necessari ma senza venir meno agli impegni presi.
Roberto Luboz, di Lega VdA, ha criticato chi vuole continuare a iniettare denaro pubblico in quest’azienda. Bisogna tuttavia decidere cosa fare di questa impresa. Ci sono opportunità e possibilità ancora reali ma non si possono cogliere reiterando i comportamenti del passato. La Lega deve dimostrare la forza delle proprie idee o la debolezza della propria posizione rispetto agli alleati. Spero che sapremo trovare un accordo chiaro da sottoporre alla comunica ma dobbiamo averne il tempo.
Stefano Aggravi ha voluto concludere affermando che la soluzione d’azienda, con scelte coraggiose che si possono fare, è l’unica possibile: tagliare i costi, ritrovare la fiducia delle banche, ridiscutere i rapporti con i fornitori. Bisogna individuare elementi seri di continuità e declinarli per mezzo di soluzioni semplici. La strada intrapresa deve essere modificata perché altrimenti il futuro non c’è. Ha detto di auspicare che una risoluzione potrà sintetizzare al meglio la posizione della maggioranza e del Consiglio. Ha criticato la scelta di Certan di aver parlato dal Banco e non dal suo seggio di assessore.
Nicoletta Spelgatti ha precisato con forza di aver condiviso ogni scelta e ogni passo compiuto dall’assessorato Aggravi. La decisione di affrontare la questione in termini tecnici è stata giustificata dal fatto che i margini per le scelte politiche sono ridotti all’osso. E ciò anche perché la governance ha dilatato i tempi delle risposte alle domande che le sono state poste. Sono state proposte tre diverse soluzioni: cambio secco di governance con un docente Bocconi; affiancamento di Di Matteo con due altri tecnici; cambio di modalità di governance con la creazione di un CdA al posto dell’amministratore unico. Il tavolo della maggioranza non ha dato risposte. Crediamo che questa azienda possa essere salvata ma a costo di scelte molto dure.
Certan ha precisato di essere scesa dai banchi della Giunta per rispetto e perché non è intervenuta in quando assessore. Non perché vi sia qualcosa di già predeterminato.
Emily Rini si è detta basita e imbarazzata. Si è rivolta a Spelgatti chiedendole se ha capito bene la portata del problema che si sta affrontando. Il problema non è chi fa cosa ma cosa si fa. Ed è questo che il Consiglio deve decidere. Ha definito quella di cui fa parte una pseudo-maggioranza. Alla quale non intende permettere di infangare dieci anni di lavoro compiuto nell’assoluta legalità e con piena serietà.
Mauro Baccega ha chiesto che fosse concesso ai consiglieri altri tempi per replicare alle dichiarazioni del presidente Spelgatti.
La seduta è stata sospesa e, alle ore 15.30,si riunirà la conferenza dei capigruppo per decidere come proseguire i lavori.
Pubblicato / aggiornato
il 26/09/2018 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione
