Processo Casino. Per il legale di Rollandin non sussiste il reato di truffa
Luca Frigerio, ex amministratore unico del Casino de la Vallée, aveva richiesto un rito abbreviato condizionato che non è stato accolto e, per lui, il pubblico ministero Eugenia Menichetti ha chiesto il rinvio a giudizio. I suoi difensori hanno chiesto un non luogo a procedere. Il giudice per le udienze preliminari, Paolo De Paola, si pronuncerà nel merito in coda alla sentenza per Augusto Rollandin, Ego Perron, Mauro Baccega, Lorenzo Sommo (ex amministratore unico dopo Frigerio) e i componenti del Collegio sindacale Fabrizio Brunello, Laura Filetti e Jean-Pierre Zanini.
Il primo legale a prendere la parola è stato Giorgio Piazzese, difensore di Augusto Rollandin. “Non sussite assolutamente il reato di truffa – ha dichiarato uscendo dall’aula, dopo oltre tre ore di arringa con una sola pausa di pochi minuti – e l’azione politica è sempre stata finalizzata al raggiungimento dell’interesse pubblico, che era quello di sostenere il Casino perché individuato quale strumento fondamentale per il rilancio e lo sviluppo economico, turistico e occupazionale della regione. Volontà politica peraltro trasversale: prima, dopo e durante l’epoca di Rollandin“.
In relazione alle testimonianze raccolte dagli inquirenti, ha commentato: “Le dichiarazioni testimoniali sono secondo me inattendibili“.
Per Rollandin è stata chiesta una condanna a 4 anni e otto mesi di reclusione.
Infine, rispetto alle intercettazioni, questo il parere del difensore: “Le intercettazioni dimostrano la totale inconsapevolezza del presidente Rollandin rispetto a determinati temo. Quindi pesano se lette nell’ottica corretta: a favore“.
Dopo una pausa per il pranzo, prenderà la parola Corinne Margueret, difensore di Ego Perron.
Pubblicato / aggiornato
il 27/09/2018 alle 12:00
Categoria:
Cronaca
