Vai al contenuto

I lavori del Consiglio Valle del 3 ottobre

I lavori del Consiglio Valle del 3 ottobre

In questo articolo i punti trattati dal Consiglio Valle nel corso dell’adunanza del 3 ottobre successivament ealla discussione politica iniziale.

Il gruppo Impegno Civico ha voluto conoscere le intenzioni del Governo regionale in merito al progetto della “scuola polmone” in zona Tzamberlet ad Aosta.
In particolare, il Capogruppo Alberto Bertin, richiamando «la recente decisione della Giunta di destinare ad altri edifici scolastici i finanziamenti statali rivolti in precedenza alla realizzazione della scuola polmone» e sostenendo «la sostanziale inutilità dell’opera e la contrarietà più volte manifestata anche da forze politiche dell’attuale maggioranza regionale», ha voluto sapere se il progetto sia stato definitivamente abbandonato.
L’Assessore all’istruzione e cultura, Paolo Sammaritani, ha risposto che «la decisione della Giunta di destinare i finanziamenti statali ed europei ad altri edifici scolastici è stata dettata dalla necessità di evitare che poi tutto o parte del finanziamento non fosse utilizzabile, visti i ritardi accumulati nella gara di assegnazione. Rispetto alla sua realizzazione, dopo un’ampia istruttoria che stiamo concludendo, stiamo valutando – visto che ci sono continue emergenze di edilizia scolastica – se portare a termine l’intervento, che è di impatto per la città di Aosta. Un progetto partito tanti anni fa e visto che c’è un iter di gara in corso, è importante decidere con grande oculatezza negli interessi della comunità. Un dossier che è da collocare nel più ampio tema di tutta la riorganizzazione dell’edilizia scolastica.»
Il Capogruppo Bertin ha replicato che «questa è una scuola inutile perché le funzioni di scuola polmone sono state svolte dalla scuola di via Chavanne e la realtà dimostra che le attuali strutture – se rimesse in ordine – sono in grado di soddisfare le esigenze della comunità scolastica della Valle d’Aosta. Crediamo sia necessario abbandonare il progetto di quest’opera troppo costosa, che consuma inutilmente del suolo e che, di fatto, è superata.»

Con un’interrogazione a risposta immediata, l’Union Valdôtaine Progressiste ha voluto chiedere notizie della situazione della Cioccolato Valle d’Aosta Spa di Pont-Saint-Martin.
In particolare, i Consiglieri hanno chiesto al Governo regionale «se conferma di non aver ritenuto finora di suo interesse la grave crisi della Cioccolato Valle d’Aosta, che necessita un intervento urgente.»
L’Assessore alle attività produttive, Stefano Aggravi, ha riferito: «Nella giornata di ieri, 2 ottobre, è avvenuto un incontro con i dipendenti, il Sindacato e Finaosta. Non era presente la proprietà, che è turca; al momento ha problemi e non ha un amministratore di riferimento in Valle. Da luglio i dipendenti non ricevono gli stipendi e la produzione ha contemplato solo test, anche per capire l’intendimento della proprietà. Sarà mia cura dare informazione al Consiglio su quanto avverrà nelle prossime settimane. Preoccupa l’incertezza sulla proprietà, che è cambiata rispetto a quando l’iniziativa ha preso avvio.»
Il Consigliere Luigi Bertschy ha replicato: «Premesso che, a nostro avviso, accorpare i due Assessorati regionali è stato uno sbaglio, rappresento anch’io la preoccupazione dei dipendenti, con cui ho parlato personalmente lunedì. Chiedo di seguire con attenzione questo progetto su cui si è investito molto, anche a livello di immagine. La bassa Valle ha bisogno di risposte, anche a livello politico. Siamo stupiti che in questi tre mesi non se ne sia occupato.»


Con un’interrogazione a risposta immediata, il gruppo dell’Union Valdôtaine ha voluto conoscere le ragioni che hanno indotto la Fondazione Maria Ida Viglino per la Cultura musicale alla decisione di sospendere l’inizio dell’anno scolastico a data da destinarsi, «lasciando nell’incertezza 800 iscritti e l’intero Consiglio di amministrazione che lavora gratuitamente con grande professionalità.»
L’Assessore all’istruzione e cultura, Paolo Sammaritani, ha risposto che «le ragioni non sono imputabili né alla Giunta né all’Amministrazione regionale: il 4 agosto, il Consiglio di amministrazione della SFOM ha inviato alla struttura competente, e non all’Assessore, una lettera per chiedere un consolidamento dei finanziamenti attorno a 1,5 milioni di euro annui e non su 1,2 milioni, come negli ultimi tre anni. Nella lettera successiva, dopo vari incontri con i membri del CdA, mi si chiedeva che mi spendessi in tal senso. Il problema è stato che il CdA (che è composto da persone che non sono amministratori, e questa è una lacuna che si trascina da tempo) non ha rilevato che ci fosse una criticità immediata. Il 25 settembre mi si è detto che se non veniva reperita una cifra di 100 mila euro, che inizialmente il CdA contava di reperire all’interno del bilancio della Fondazione, non si poteva garantire l’avvio dell’anno scolastico. In collaborazione con l’Assessore Aggravi, la finanza è stata reperita e sarà inserita nella prossima variazione di bilancio. Se la variazione fosse già passata a fine luglio, non avremmo potuto destinare loro queste risorse e la SFOM, anziché partire in ritardo, non sarebbe partita per nulla.»
Il Consigliere Mauro Baccega, nella replica, si è detto totalmente insoddisfatto della risposta: «Se voi aveste predisposto la variazione a luglio, i soldi ci sarebbero già. Ieri, in Giunta, avete destinato 100 mila euro per la comunicazione della Giunta: una somma che avrebbe dovuto essere data alla SFOM per dare risposta a 800 persone che si sono iscritte ai corsi della Fondazione. Ancora una volta dobbiamo rilevare il vostro pressapochismo.»


Sapere quali saranno i criteri di scelta del Consiglio di amministrazione della società partecipata regionale Monterosa Ski, da nominarsi a breve: questo l’intento con cui il Movimento 5 Stelle ha posto un’interrogazione a risposta immediata.
«È una importante questione di trasparenza nei confronti dei cittadini – ha evidenziato il Capogruppo Luciano Mossa -. Più in generale, per quanto attiene le nomine nelle partecipate e controllate regionali, bisogna sempre più optare per criteri premianti la meritocrazia.»
L’Assessore alle finanze, Stefano Aggravi, ha riferito: «Le nomine sono sempre precedute dall’avviso pubblico di candidatura, anche sul sito istituzionale, proprio ai fini di rafforzare i criteri di trasparenza. Nel caso di specie, la nomina spetta a Finaosta, che deve scegliere nella rosa delle candidature pervenute. In questo caso, non sono previsti requisiti specifici, se non il rispetto della normativa vigente (ad esempio, cause di incompatibilità e inconferibilità). Recepisco il senso di questa interrogazione e ritengo di poter procedere in un lavoro che vada in un’ottica di maggiori trasparenza e meritocrazia, se questa esperienza andrà avanti.»
Il Capogruppo Luciano Mossa si è detto parzialmente soddisfatto della risposta: «Accolgo favorevolmente l’intenzione di procedere, per il futuro, nella strada che noi per primi vogliamo tracciare.»


La quotazione in borsa della Compagnia Valdostana delle Acque-CVA Spa è stata riproposta all’attenzione dell’Aula con un’interpellanza del gruppo Union Valdôtaine Progressiste.
Il Vicecapogruppo, Alessandro Nogara, ribadita «l’importanza di prendere al più presto una decisione sulla quotazione in borsa di CVA, anche in relazione agli effetti che tale operazione avrebbe in merito all’applicazione del Testo unico sulle partecipate (la cosiddetta ‘Legge Madia’)», ha voluto conoscere, in particolare soffermandosi sulle conseguenze nei confronti di CVA dell’attuazione dei dettami del Testo unico e del relativo “Correttivo”, gli intendimenti del Governo regionale, «per quanto attiene alle attività di razionalizzazione delle società partecipate che i competenti uffici della Regione dovranno fare, ai Piani strategici e di crescita della società CVA, alle eventuali ricadute sul territorio valdostano.»
Il Presidente della Regione, Nicoletta Spelgatti, ha riferito: «Il Testo unico ha impatti diretti su CVA. Riguardo al piano strategico, la sua scadenza a fine anno sarà l’occasione per una revisione. Ad una prima analisi condotta da CVA, le norme avrebbero conseguenze sulla programmazione strategica, in particolare per questioni quali l’efficienza energetica. Gli uffici regionali, anche in vista della razionalizzazione delle partecipate, porteranno avanti un’analisi approfondita. Ricordo poi che è stato demandato alla quarta Commissione consiliare di avviare la concertazione con i tecnici e gli stessi Commissari per comprendere lo stato dell’arte e gli sviluppi, al fine di prendere cognizione della reale situazione. A questo proposito, invito il Presidente di Commissione a procedere. Il problema è molto serio e complicato; questo dovrà essere un argomento su cui lavorare insieme intensamente, al di là degli schieramenti, in modo da arrivare a prendere la decisione migliore per la società. È necessaria la più ampia concertazione possibile, dando prova di ciò che può essere la politica, diversamente da quanto accaduto sinora.»
Nella replica, il Consigliere Alessandro Nogara ha osservato: «Con questa interpellanza volevamo porre in evidenza un problema urgente, non sollevare polemiche, ma purtroppo non abbiamo ricevuto le risposte ai nostri quesiti. Ci dite che state studiando, ma è sufficiente prendere in mano questa pratica per percepire immediatamente l’urgenza di assumere una decisione. Questo è un interesse regionale: bisogna mettere la CVA nella condizione di poter continuare a lavorare proficuamente. Siamo preoccupati anche perché nel programma di governo è prevista l’abrogazione della legge regionale concernente la quotazione della CVA. Sollecito anch’io il Presidente della quarta Commissione a procedere nell’esame della questione.»


Con un’interpellanza, il gruppo dell’Union Valdôtaine ha trattato della revisione del piano degli interventi e del relativo fabbisogno finanziario in attuazione dell’articolo 40 della l.r. 40/2010, relativo al Fondo di gestione speciale di Finaosta.
Il Capogruppo Renzo Testolin ha spiegato: «Su questo argomento, la seconda Commissione “Affari generali” ha trattato in sede consultiva una proposta di deliberazione, preliminarmente alla sua approvazione in Giunta regionale. Si tratta di un testo già predisposto al termine della scorsa Legislatura e declina un percorso di investimenti originati dal 2010; identifica nello specifico le risorse per le tipologie di investimento programmate su un mutuo contratto a tranche da parte della Finaosta per soddisfare le esigenze di cassa degli Assessorati e le risorse di gestione speciale. Stiamo parlando di una cifra inizialmente attestata su 371 milioni di euro, che oggi è di 319 milioni. Questa delibera dà certezza alla realizzazione di interventi sul territorio. Oggi chiediamo nel dettaglio gli atti deliberativi e programmatori che discendono da tale provvedimento, così come le iniziative e gli interventi che il Governo regionale potrà adottare a valle dell’adozione del provvedimento in questione. Chiedo anche quali siano il cronoprogramma e le tempistiche che il Governo regionale prevede per l’inizio delle varie attività.»
L’Assessore alle finanze, Stefano Aggravi, ha riferito: «La delibera contiene la sesta versione del piano degli interventi e contempla l’ultima tranche del mutuo. Assicura la copertura finanziaria di interventi già previsti e già avviati, permette i pagamenti delle attività programmate, mentre per quelle non avviate ne prevede gli affidi. Preciso che non sono aggiunti altri interventi. Questo atto è stato approvato dalla Giunta lo scorso 18 settembre, ovvero il giorno successivo all’illustrazione in Commissione. Il cronoprogramma è declinato all’interno del piano e prevede investimenti annuali dal 2018 al 2022.»
Il Capogruppo dell’UV, Renzo Testolin, ha replicato: «Ci aspettavamo una risposta da parte del Presidente Spelgatti, atteso che questa delibera tocca trasversalmente tutti gli Assessorati. È un atto di valenza strategica, anche perché alcuni interventi dipendevano dalla sua approvazione in Giunta. Il 23 luglio questa proposta di deliberazione è stata portata in Giunta, il 26 luglio è stata consegnata alla seconda Commissione, dove è stata illustrata solo il 17 settembre. Due mesi di stand by ingiustificati. Si tratta di interventi importanti per la Valle d’Aosta bloccati per l’inefficienza del Governo, e sto parlando di lavori anche urgenti, riguardanti, ad esempio, l’agricoltura o le sistemazioni montane, tra cui rientra la realizzazione di paravalanghe. È un fatto gravissimo, che denota una profonda incapacità di gestione amministrativa e programmatica della Giunta, tenuto conto che le risorse erano già disponibili, era sufficiente l’approvazione della deliberazione per utilizzarle.»


Il Capogruppo Alberto Bertin, ritenuto opportuno fare il punto della situazione – anche per quanto attiene l’annunciata attivazione di collegamenti aerei con diverse città europee, tra cui Roma -, ha chiesto di conoscere «l’ammontare del costo totale sostenuto dall’Amministrazione regionale nel 2018 e gli intendimenti del Governo regionale in merito al futuro dell’aeroporto e del terminal.»
L’Assessore ai trasporti, Claudio Restano, ha spiegato: «Tutte le iniziative relative all’attivazione dei voli aerei rientrano nei rapporti tra il gestore aeroportuale e le compagnie aeree, non prevedendo pertanto né il benestare né costi da parte dell’Amministrazione regionale. Ad oggi, AVDA ha effettuato voli con Monaco di Baviera e Olbia, il sabato dal 1° giugno al 30 settembre. Al 1° settembre, i passeggeri paganti sono stati 169, 33 hanno fruito di voli gratuiti. 97 persone sono partite da Aosta, 32 vi sono atterrate; da Torino Caselle partite 16, arrivate 57. Tra i costi sostenuti dalla Regione, per la gestione da gennaio a agosto è stato erogato circa 1 milione 318 mila euro; dall’inizio dell’anno sono stati spesi 28.926 euro per gli investimenti (acquisti apparati e adeguamenti), mentre per la gestione del sistema del calore, per l’elettricità, la manutenzione degli ascensori nei primi sei mesi sono stati erogati circa 25 mila euro. Comunico che la Regione è intenzionata a dare attuazione a quanto previsto dalla risoluzione approvata da questo Consiglio il 9 aprile 2015, che prevede di procedere all’aggiornamento del master plan rivedendo gli obbiettivi strategici per valorizzare gli investimenti già fatti e la vocazione turistica dello scalo. Le attività di revisione sono in corso. È poi intenzione completare il terminal: è in corso la revisione della progettazione esecutiva e a breve sarà indetta apposita conferenza dei servizi.»
Il Consigliere Alberto Bertin (IC) ha replicato: «Questa tanto decantata nuova attività di AVDA si traduce in un centinaio di passeggeri paganti all’aeroporto ad Aosta. Soltanto un centinaio, ossia un risultato che è tutto tranne che positivo. Qual è il ritorno economico per la stessa AVDA? L’Amministrazione regionale non ha oneri diretti, ma in caso di attività deficitaria ci sono comunque oneri indiretti, in quanto AVDA è una Società partecipata regionale al 49%. Bisogna tornare al più presto ad una realtà più piccola, com’era in precedenza. Sostanzialmente, si conferma un calcolo che ho effettuato qualche tempo fa: l’aeroporto costa 9.000 euro al giorno, indipendentemente dai passeggeri. È una struttura che rappresenta un bagno di sangue per la collettività. Bisogna fare in fretta nella revisione del master plan, mentre il voler completare il terminal significa spendere ulteriori sei milioni di euro, peraltro per una struttura che sarà per forza sovradimensionata e non sarà mai utilizzata per la destinazione prevista. L’aerostazione è il simbolo di un fallimento dell’idea folle e megalomane di trasformare lo scalo di Aosta in un grande aeroporto commerciale.»


 


 






Pubblicato / aggiornato il 03/10/2018 alle 12:00
Visualizzato volte
Categoria: Politica e Amministrazione