Route romaine des Alpes, prima bozza per una mobilità transfrontaliera
All’incontro, per l’Adava erano presenti il vicepresidente Camillo Rosset e il direttore Emilio Conte.
I lavori sono stati aperti da una conferenza rivolta agli operatori del settore, nel corso della quale il padrone di casa Patrick Bérod, direttore dell’Association hôtelière du Valais, ha esposto una prima bozza del progetto di mobilità transfrontaliera alpina denominato “La route romaine des Alpes”. “I nostri territori – ha spiegato il direttore Bérod – hanno molti punti in comune: la montagna e la natura, la storia, la lingua, la ricchezza del territorio e dei suoi prodotti, l’artigianato e l’autenticità solo per citarne alcuni. Il nostro progetto si propone di ideare dei percorsi che vadano da 3 a 9 giorni nel periodo compreso tra giugno e ottobre, attraverso strade carrozzabili e ciclabili, incrementando le opportunità di utilizzare dei mezzi elettrici”.
n particolare, questo progetto potrebbe contribuire allo sviluppo del turismo nei territori coinvolti allungando la stagione, favorendo un’economia turistica sostenibile e portando i turisti a viaggiare attraverso le diverse regioni con dei benefici per tutti.
“La route romaine des Alpes – ha continuato Bérod – potrebbe godere di una fama internazionale e di un peso economico reale: secondo i dati raccolti, il transito alle frontiere è in continuo aumento e il turismo itinerante è il prodotto del futuro. Auto, moto e bici rappresentano un terzetto vincente, senza dimenticare che il mercato delle bici elettriche è in forte crescita e sta dando un impulso importante all’economia”.
L’appuntamento è proseguito con una riunione ristretta, nel corso della quale i rappresentanti delle associazioni hanno cercato di tirare le fila del progetto e di pianificare il percorso da seguire per poterlo portare avanti.
Il vicepresidente degli albergatori valdostani Camillo Rosset ha sottolineato che: “In questa fase è essenziale individuare un capofila del progetto che possa coordinare tutte le azioni utili a concretizzarlo e a passare alla fase operativa. Un altro passaggio importante sarà senza dubbio verificare le possibilità di ottenere dei finanziamenti nell’ambito dei progetti europei di cooperazione transfrontaliera. Ritengo infine che debbano essere coinvolti anche gli attori presenti sui rispettivi territori. Per quanto riguarda la Valle d’Aosta, abbiamo già attivato i primi contatti con l’Università della Valle d’Aosta e con l’Assessorato regionale al Turismo”.
Pubblicato / aggiornato
il 03/10/2018 alle 12:00
Categoria:
Cultura
