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Spelgatti: noi attaccati da tutti ma lavoriamo per i Valdostani

Spelgatti: noi attaccati da tutti ma lavoriamo per i Valdostani
Foto di Gianfranco Zanata –

Il Consiglio Valle, mercoledì 3 ottobre, si è aperto con le comunicazioni relative al completamento dei lavori di riqualificazione della sala consiliare, nella quale sono anche state eliminate le barriere architettoniche.

Ha preso la parola il capogruppo di Union valdôtaine progressiste, Jean-Claude Daudry, ringraziando il presidente Fosson per aver anticipato a venerdì la discussione di tipo politico in relazione alle ripetute deviazioni della maggioranza rispetto agli impegni assunti di fronte al Consiglio Valle, che la maggioranza voleva posticipare a lunedì.
Renzo Testolin, capogruppo di Union valdôtaine, si è unito alle sue parole, aggiungendo che è vero che nessun obbligo è dato al rispetto delle risoluzioni adottate in Consiglio ma che mai si era visto così palesemente disattendere le indicazioni ricevute. Da qui la mozione si sfiducia ad Aggravi.
Andrea Manfrin, capogruppo di Lega VdA, ha voluto precisare che il suo partito non ha mai cambiato idea o parere ma si attiene a ciò che realmente c’è scritto sulle risoluzioni. Ha aggiunto: “vorrei che i cittadini potessero assistere al mercimonio che avviene al di fuori di queste aule” per la creazione di una nuova maggioranza (vedasi videointervista).
Emily Rini, consigliere indipendente, ha detto di non poter tacere dopo l’intervento di Manfrin: “Le sue allusioni su riunioni, posti e incarichi contrastano con l’arroganza con la quale il suo partito si è insediato in Regione“, ha detto. Lo ha invitato a parlare invece di calunniare. Si è detta dispiaciuta del fatto che qualcuno pensi che il voto del Consiglio non conti in quanto espressione della volontà popolare. Ha chiesto che si ribadisca il valore degli atti adottati in Consiglio. Ha ricordato che lei ha utilizzato l’espressione dietro front per illustrare ciò che era avvenuto con l’approvazione della risoluzione sul Casino. E avrebbe voluto essere contraddetta, eventualmente, in aula ma non sui giornali.
Luca Distort, della Lega VdA, ha voluto porre il discorso sotto un’angolazione diversa: “abbiamo un ordine del giorno con più di novanta punti e quindi un impegno gigantesco. Si dia la priorità a questi, portando avanti il lavoro e discutere questo tema della mozione di sfiducia nel momento che a ciò è stato deputato“.
Laurent Viérin, di Uvp, ha chiesto a Distort di rivolgere le sue frasi ai suoi colleghi: “Si tratta di una questione fondamentale visto che si sta vivendo una situazione assurda, dando un’immagine della politica che non è degna di questa assise“. “Quando avete discusso l’accordo politico, eravate entrati sui temi?“, ha chiesto a quella che ha definito la ex maggioranza.
Luca Bianchi, di Uv, ha detto a Manfrin, rispetto al discorso su poltrone e posti di sottogoverno: “avete dato quello che in 40anni le forze autonomiste non sono riuscite a dare e avete scritto sul vostro programma cose che non corrispondono a ciò che volete fare”. E ha aggiunto: “Andiamo pure avanti con l’ordine del giorno, ma poi rispettiamo le decisioni, se no diventa una farsa“.
Alberto Bertin, capogruppo di Impegno civico, ha descritto una maggioranza che si sta decomponendo con comunicati stampa e spettacoli non edificanti. “Un’ennesima crisi di governo in una regione dove si passa ormai da una crisi all’altra, alle quali la minoranza assiste allibita“.

Si è dunque passati alle comunicazioni del presidente della Regione. A novembre sono fissate le udienze relative al contenzioso con il Governo romano in relazione al Bilancio, ha detto Nicoletta Spelgatti. Le interlocuzioni con i Ministeri competenti proseguono e non vi sono al momento novità sostanziali da comunicare. Poi un lngo intervento politico: “oggi, finalmente, c’è il sole e possiamo fare il punto della situazione di questi tre mesi. Perché sta venendo fuori tutto ciò che è accaduto. Tre mesi nei quali mi sono chiusa in un silenzio totale e altrettanto hanno fatto gli altri elettri della Lega. Abbiamo lavorato sodo ma subito un attacco inaudito da parte di tutti gli altri consiglieri. Abbiamo continuato a lavorare senza rispondere. Perché abbiamo un’incrollabile fede nei Valdostani e in quello che è il compito di responsabilità che ci hanno dato. Ci è stato chiesto di guardare al futuro e a ciò che possiamo fare per la Valle d’Aosta. Questa Valle ha tutte le possibilità di rialzarsi e di guardare avanti. Non abbiamo neanche tentato di difenderci ma abbiamo cercato di portare avanti il cambiamento, con senso di responsabilità. Il nostro obiettivo è salvare la Casa da gioco rispettando le leggi laddove siano rispettati determinati requisiti. Siamo riusciti a ricompattare la vecchia politica, che risponde in maniera convulsa al nostro silenzio. E tutto questo essendo semplicemente lineari. Voi ci chiedete cos’abbiamo fatto in tre mesi. Ma cos’ha fatto chi è stato al governo fino a ieri? I Valdostani capiranno che non ci è permesso lavorare. Ma continuiamo a lottare per dare risposte concrete e non parole. Con dignità siamo qui perché abbiamo voluto assumerci l’onere di cambiare le cose. Se non ce lo lasciate fare è un vostro problema. Nel tempo, il cambiamento arriverà, perché i Valdostani sanno che hanno bisogno di risposte concrete e non di giochi di palazzo e della politica. Noi siamo fermi, tranquilli, sereni e determinati“.
Luigi Bertschy ha chiesto al presidente Fosson di chiarirgli se si fosse ancora in Consiglio regionale o in campagna elettorale, perché: “Le parole di Spelgatti non sono state quelle di un presidente di Regione quelle di un esponente di partito. Spelgatti ha paralizzato il sistema con la sua incompetenza amministrativa e non si può permettere divenire qui a fare la vittima. Vittime sono i cittadini Valdostani“. Rivolgendosi poi alla Lega e a Spelgatti, ha aggiunto: “Voi non fate le cose per incompetenza e mancanza di coesione sui temi. Non si permetta di dire che tutto ciò che ha trovato non funziona. Ogni governo migliora ciò che funziona e cerca di sistemare ciò che non funziona. La Valle d’Aosta non è tabula rasa e non occorre partire da zero. Non è il modo di rivolgersi a colleghi che come voi sono stati eletti senza l’ondata mediatica nazionale alle spalle“. E, per chiarire la posizione del suo partito, ha concluso: “L’Uvp non farà stampella a maggioranze zoppicanti” (vedasi videointervista).
Mauro Baccega, di Epav, si è detto felice che si parli, dopo 100 giorni di silenzio assoluto, esibendo la pochezza di questo Governo.
Renzo Testolin ha affermato che il clima surreale in aula deriva dal fatto che la maggioranza è cosciente di non aver fatto nulla. E si avrà modo di affrontare tema per tema, nelle interrogazioni e nelle interpellanze. Tutto ciò, “Anche per mancanza di lungimiranza frutto di un programma sommario e scarsa visione prospettica“. Ha affermato che Uv non vuole mettere in evidenza gli aspetti negativi che sono palesi a ogni Valdostano ma vuole evitare che questa situazione si ripercuota sulla Valle d’Aosta più di quanto già non sia accaduto. Ha colto l’occasione per criticare l’assenza di Spelgatti e Sammaritani alla Rencontre valdôtaine, che ha denotato una mancanza di sensibilità che ha toccato tutta la comunità valdostana.
Maria Luisa Russo, del Movimento 5 Stelle, ha detto che i cittadini non sono interessati ai giochi di potere e agli scambi di accuse ma interessa solo che s’inizi a lavorare.
Alessandro Nogara, Uvp, ha detto che gli piacerebbe sentir fare e dire nomi e cognomi senza far riferimento a una generica vecchia politica. Si tratta di persone che hanno lavorato con serietà e che sono accusate da chi ha appena iniziato.
Chiara Minelli (IC) ha voluto esprimere «disagio, perché una maggioranza sorta tre mesi fa è già esplosa; questo accade anche perché dobbiamo subire le conseguenze di un sistema elettorale inadeguato. Già la scorsa Legislatura abbiamo dovuto assistere ad una serie di cambiamenti di maggioranza ed ora ne assisteremo ad un altro. C’è una mortificazione di progettualità e di progettazione. Noi non abbiamo sostenuto e non sosterremo mai questa maggioranza raffazzonata, ma temiamo il ritorno dell’Union Valdôtaine che ha governato per tanto tempo e per cui abbiamo avuto modo di riconoscere un mal governo durato decenni. Torniamo dunque all’ordine del giorno e cerchiamo di non proseguire in questa pessima figura che stiamo facendo di fronte ai valdostani
Luca Bianchi ha smentito Spelgatti affermando che i suoi stessi assessori dicono che la Giunta è ferma, che non vi è cambiamento nei metodi, che questa maggioranza non è stata voluta dai Valdostani ma è frutto di una spartizione di poltrone, accordo peraltro saltato per l’immobilismo del presidente.
Laurent Viérin ha detto che se Spelgatti vede il sole, lui vede solo nebbia. Anche con risorse limitate, si sarebbe potuto rilanciare alcuni settori: “Noi avevamo scelto di lasciarvi lavorare e siamo rimasti silenti durante tutta l’estate ascoltando lei che denigrava la Valle d’Aosta su ogni pulpito leghista o arrivando alle sagre in auto blu. La politica di cercare a tutti i costi un nemico è vostra“. Ha invitato la maggioranza a fare un’ennesima riunione per capire come mai non riesce a lavorare, “Anche perché questa maggioranza ha dimostrato di non avere più i numeri per portare avanti i dossier amministrativi di cui la Valle d’Aosta ha bisogno e la tiene dunque in ostaggio“.

Pubblicato / aggiornato il 03/10/2018 alle 12:00
Categoria: Archivio Articoli