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Al congresso Uv, anticipato l’intervento di Lavevaz

Al congresso Uv, anticipato l’intervento di Lavevaz

Marco Sucquet (sindaco cdi Pont-Saint-Martin) e Ornella Badery (in rappresentanza della locale sezione Uv) hanno aperto, sabato 6 ottobre, il nono Congresso nazionale di Union valdôtaine. 

Ennio Pastoret, presidente uscente, ha affermato nel suo intervento che ci vuole una riflessione onesta sulle sorti della Valle d’Aosta e ci vuole un nuovo slancio, con una ricomposizione dell’area autonomista. Una ricomposizione su base programmatica, attraverso un patto federativo. Non si può pensare di vivere in una “querelle continuelle” perché se anche si è avversari, bisogna trovare mediazioni a beneficio della comunità della quale si è espressione. 


 


Hanno quindi preso la parola le forze politiche ospiti. Assente Impegno civico, che non ha ritenuto di partecipare in considerazione delle caratteristiche civiche più che politiche del proprio raggruppamento. 


 


Antonio Crea (Psi) ha ricordato di aver sempre difeso i valori dell’autonomia valdostana e intende proseguire.


 


Luca Lattanzi (Centro destra VdA)  ha augurato al nuovo presidente di saper cogliere il malessere che impera nella popolazione e si saperne fare la propria forza. E che il suo movimento non gli dia solo il volante, ma tutta la macchina da guidare. Ha detto a Uv che ci ha messo del suo per creare questo sentimento negativo nella comunità valdostana. Ha proposto di cambiare la legge elettorale con l’elezione diretta del presidente. In termini generali: basta parole, è il momento di fare i fatti. 


 


Carola Carpinello (L’altra VdA) ha chiesto di non ripetere gli errori del passato che hanno fatto percepire l’Uv come una forza conservatrice. Ha invitato il Movimento a lasciarsi alle spalle gli ultimi anni, guardando al futuro, alle nuove generazioni e alle donne (che, peraltro, al tavolo e in platea erano largamente minoritarie). 


 


Mauro Caniggia Nicolotti (Mouv’) ha affermato che oggi l’autonomia rischia di diventare muta perché i Valdostani sono slegati gli uni dagli altri quando dovrebbero essere comunità. Ha affermato che il suo vuole essere definito un partito identitario quindi se gli appelli all’unità non vengono dal basso rischiano di non sortire alcun effetto. Bisogna prima spegnere i personalismi e i capricci della politica. 


 


Luigi Vesan (M5S) ha ricordato che le proposte del suo partito non hanno trovato alcuna sponda in Uv. Se questo sarà un congresso di rinnovamento o di restaurazione lo vedremo solo nei fatti, ha concluso. 


 


Sara Timpano (Partito democratico) ha affermato che è possibile costruire una Valle d’Aosta migliore attraverso le risorse umane che ci sono e che hanno tanto da dire. 


 


Antonio Fosson (Pour notre Vallée) ha ricordato che è stata la prima volta che ha incontra togli unionisti dal momento della sua uscita dal movimento, saluti accolti con malessere dalla platea. Si è detto convinto che la comunanza di valori e principi deve prevalere per recuperare gli elettori che hanno guardato altrove. È in gioco la sopravvivenza del nostro particolarismo. Ha proposto la creazione di un lavoratorio di studio sul tema ne da Uv deve partire, in quanto cosa madre. 


 


Roberto Luboz (Lega VdA) ha affermato che una nuova fase politica si è aperta e non potrà essere fermata. Nuovi equilibri potranno essere trovati solo sulla base della condivisione. Se confronto deve essere, si potrà fare esclusivamente sulla base di un progetto per l’avvenire fra coloro che credono nella libertà del popolo valdostano. 


 


Carlo Marzi (Stella alpina) ha auspicato che questo congresso porti alla riapertura del dialogo politico, dal quale l’amministrazione deve discendere e non prevalere su di esso.


 


Roberto Cuneaz (Alpe) ha Sottolineato l’importanza dei movimenti quale momento di scambio e di individuazione di idee da porre sul tavolo del confronto. 


 


Marco Curigetti (Epav) ha auspicato che Union valdôtaine sappia tornare a essere punto di riferimento della politica valdostana. 


 


Silvana Cerise (Uvp) ha constatato l’avanzata dei partiti centralisti, sovranisti e populisti che hanno parlato alla pancia degli elettori in un momento di difficoltà. Gli slogan funzionano bene in campagna elettorale ma dopo bisogna lavorare e risolvere i problemi delle persone. Non basta dire “abbiamo preso anche la Valle D’Aosta”, bisogna saperla governare. 


 


Dopo aver deciso di anticipare al pomeriggio l’intervento del candidato alla presidente Erik Lavevaz e aver ascoltato i saluti del rappresentante dell’amore comunità del Jura, ha ripreso la parola Ennio Pastoret. 

Pubblicato / aggiornato il 06/10/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione