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Gossip congressuale: dietro le quinte del congresso Uv

Gossip congressuale: dietro le quinte del congresso Uv
Foto psmag.com –

Il congresso di Union valdôtaine era possibile seguirlo in live streaming ma ci sono cose che, se non ci sei non vedi e altre che, magari, non noti.

Ecco dunque qualche curiosità, per nulla seria ma da divertissement domenicale sull’evento politico di sabato, scritta da una Bilancia del secolo scorso.
In apertura i saluti delle altre forze politiche. Formalità (formalismo?) vorrebbe un abbigliamento adeguato. Promuovo a pieni voti Roberto Luboz (impeccabile). Promuovo Antonio Fosson (in giacca e cravatta però un po’ stropicciato) e Silvana Cerise (con la giacca). Sufficienza per Carlo Marzi e Roberto Cunéaz (indossavano la giacca ma uno con la polo e l’altro con la camicia ma senza cravatta). Rimando Luca Lattanzi, Luigi Vesan e Carola Carpinello (troppo casual). Boccio Mauro Caniggia Nicolotti (no al giubbotto con collo in maglia). Ma boccio anche il presidente uscente e l’entrante di Union valdôtaine: ai padroni di casa la mancanza della cravatta sotto la giacca non si può perdonare.
Neppure Rollandin aveva la cravatta, ma era difficile accorgersene perché sembrava in incognito.
Mi fa difetto una solida preparazione cerimoniale e vorrei chiedere soccorso ad Anna Fosson. Mi pare però che a un congresso elettivo di una forza politica dovrebbero intervenire presidenti o coordinatori. Forse giustificabile la Lega (se non erro ancora commissariata e quindi priva di una guida locale) ma incomprensibile che Pour notre Vallée abbia un coordinatore (Fabio Gradi, che era presente) ma è intervenuto Antonio Fosson, prendendosi lui i mugugni della platea in quanto ex unionista (ma molto più marcati sono stati quando ha fatto il nome di Claudio Restano).
Ha stupito l’intervento di Mauro Baccega nello spazio dedicato ai delegati. Si è tesserato? No. Allora a che titolo ha parlato? Spiegazione ufficiale: esistono non adhérant che possono partecipare a pieno titolo a ogni fase congressuale tranne che al voto su variazioni statutarie. Chi altro ha questo status? Comunque politically incorrect che abbia risposto al collega consigliere Luigi Vesan (peraltro non più presente in sala) definendolo “ricciolino“. Vero che Vesan aveva definito Baccega “oriundo“, in considerazione della sua posizione politica (in quanto non iscritto all’Uv ma inserito nel suo gruppo consiliare).
Nulla possiamo dire sul cibo: pranzo riservato ai delegati (non ricordo se ci sia mai stato un tempo in cui era aperto ai giornalisti) e nessuna eco al rientro in sala. Buono o cattivo segno?
Union valdôtaine ha cambiato guida ma ora deve cambiare deejay: la scelta degli intermezzi musicali meglio si adattava a un night club anni Settanta che a una riunione politica.
E, infine, primo scivolone del neo presidente Erik Lavevaz nei confronti del suo staff: neanche una parola di ringraziamento per chi ha organizzato il congresso e ne ha gestito la sala. Male, molto male. Anche le formiche lavoratrici hanno dignità e, soprattutto, sensibilità.
I miei lettori zero mi rimproverano che non ho inserito un sufficiente numero di aspetti positivi. Allora: Lavevaz era autenticamente emozionato e, come lui, anche qualche altro intervenuto; la par condicio di altezza era garantita da uno sgabello dietro il pulpito degli oratori; l’intervento di Paolo Contoz è stato uno spasso; per noi giornalisti è stata creata un’apprezzata area stampa con tavoli, sedie e prese di corrente; il congresso è finito presto ed è durato un giorno solo; è bello che si concluda sempre cantando Montagnes valdôtaines.

Pubblicato / aggiornato il 07/10/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione