Autonomisti e progressisti al lavoro per nuovo Governo RaVdA
I consiglieri di Alpe, Stella Alpina, Pour notre Vallée, Union valdôtaine, Union valdôtaine progressiste e l’indipendente Emily Rini hanno siglato, giovedì 11 ottobre, un documento d’intenti.
“Non una mozione di sfiducia costruttiva – spiega Antonio Fosson, di Pour notre Vallée – ma un punto di partenza per cercare una novità politica. Non un documento di chiusura ma un inizio di discussione“.
Un documento che hanno firmato i 18 consiglieri, non i loro partiti di appartenenza, che saranno coinvolti in questa fase successiva. “Ci sarà un giro d’incontri – dice Roberto Cunéaz, presidente di Alpe – finalizzati alla costruzione di un percorso che porti alla stesura di un programma (light o strong) alla base di una maggioranza (light o strong)“.
Infatti se, a oggi, non si è arrivati alla presentazione di una mozione di sfiducia costruttiva è perché non si riesce ad andare oltre ai 18 voti. Che sarebbero sufficienti per rimuovere il Governo attuale ma non sufficienti per garantire governabilità (come si è più volte dimostrato negli ultimi anni).
“Un primo passo nella direzione da noi indicata” approva Philippe Milleret, di Pays d’Aoste souverain, che aveva cercato di aggregare gli autonomisti in un unico progetto politico prima delle elezioni regionali.
Mouv’ non è stato coinvolto e non ha dunque firmato, probabilmente in considerazione della loro rinnovata fiducia alla maggioranza in essere.
Per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle e Impegno civico, le posizioni restano inviariate. M5S non entra in maggioranza che non accetti i suoi quattro picchetti programmatici. Impegno civico non ha una posizione definita come gruppo: “Ci vedremo, come gruppo, il 15 ottobre. Al momento non abbiamo ancora avuto contatti se non molto informali. Attendiamo gli sviluppi“, dice Daria Pulz.
D’altro canto, 60 sottoscrittori (dell’area Alpe, Pd, Impegno civico, associazionismo civico) hanno firmato un appello ai politici del campo progressista per dare vita a un progetto unitario alterntivo agli schieramenti attuali e “per costruire un progetto unitario forte, credibile e di medio periodo. Un progetto che metta al bando le divisioni del passato, le diffidenze e le asprezze, i giudizi e le singole identità particolari per unirsi in un Patto di collaborazione strutturato, concreto e fatto di impegni precisi e scadenze“.
Nello specifico “Bisogna prepararsi per offrire ai valdostani un’alternativa seria che solo il campo progressista, unendo le proprie ricchezze (ed elaborando le proprie debolezze), può fornire. Un appello accorato a tutti i movimenti politici progressisti e di sinistra per dare, finalmente, il meglio di sé in un progetto unitario”.
Pubblicato / aggiornato
il 12/10/2018 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione
