Educazione parentale Montessori in VdA
Dallo scorso mese di settembre, un gruppo di famiglie ha dato vita a un’esperienza di educazione parentale, in Valle d’Aosta, basata sul metodo Montessori.
A Gressan, otto bambini di età fino ai tre anni è seguito da due educatrici e due maestre seguono 22 bambini di età compresa fra i tre e i sei anni. A breve, questi ultimi si sposteranno ad Aosta, in via Malherbes. A maestre ed educatrici si affiancano altre due liberi professionisti, per impartire gli insegnamenti in lingua inglese e proporre la musicoterapia.
Si tratta, per la maggior parte, di personale formato presso l’Opera nazionale Montessori o l’AMI (l’associazione montessoriana internazionale), entrambe fondate da Maria Montessori.
L’Associazione di promozione sociale Montessori Valle d’Aosta, che è l’organizzatrice di questa esperienza, è stata fondata nell’agosto scorso, con la finalità di porre “al centro del progetto il bambino nel pieno rispetto dei principi di autonomia, libertà e responsabilità individuale per concorre- re ad attuare una formazione completa dell’essere umano“. L’obiettivo è di poter garantire una continuità didattica fino ad includere la scuola primaria, seguendo l’ispirazione della Convenzione tra M.I.U.R. e l’O.N.M.
Parallelamente è anche attuata un’azione di divulgazione delle t salaematiche e idee proposte. Alle ore 18 di venerdì 19 ottobre, presso il Salone Viglino di Palazzo regionale, la formatrice dell’Opera Nazionale Montessori nonché storica Direttrice della Scuola Montessori a Milano e attuale coordinatrice didattica, Costanza Buttavafa, affronterà il tema centrale del Bambino costruttore dell’uomo.
Ancora da definire la data di un seminario in collaborazione con l’Associazione Centro Studi Montessori di Genova e le formatrici Vanda Mazzarello e Doriana Allegri.
In fase di progettazione, infine, è un laboratorio didattico, tra insegnanti della scuola dell’infanzia e primo ciclo primaria, di condivisione di esperienze e buone pratiche montessoriane e della loro possibile applicazione all’interno della scuola pubblica. Il laboratorio sarà gestito da insegnanti diplomati nel Metodo e in collaborazione con docenti universitari. “Negli ultimi anni, infatti, – dice il presidente di AmVdA, Monia Rutigliani – è maturata, tra gli insegnanti, l’esigenza di trovare soluzioni didattiche alternative al metodo tradizionale che possano maggiormente rispondere ai bisogni del bambino e alle nuove aspettative di una scuola in cambiamento“.
Pubblicato / aggiornato
il 12/10/2018 alle 12:00
Categoria:
Cultura


