Consiglio Valle: ancora quattro ore di lavanderia politica
Ha invitato «les membres du Gouvernement et les Conseillers à prendre la mesure de nos responsabilités à l’égard de la Vallée d’Aoste et de sa communauté. Nous exerçons nos fonctions dans le cadre du mandat que les électeurs nous ont confié, tout en n’oubliant jamais que notre rôle est celui de représenter toute la communauté, en travaillant pour le bien-être et l’intérêt général de la collectivité, pour la défense de notre particularisme, pour le développement de notre territoire. La période que nous sommes en train de vivre n’est pas facile: les citoyens attendent de nous des réponses et sur la planche il y a des dossiers très délicats. Des dossiers qui imposent un travail sérieux et un climat de sérénité. C’est pourquoi, je veux aujourd’hui vous exprimer un souhait. Le souhait que cette saison politique soit marquée par une dialectique animée par le respect des positions politiques de chacun. Une dialectique qui ne soit ni arrogante ni offensante. Une dialectique inspirée par des comportements qui soient digne de cette Assemblée. Faisons en sorte que notre Institution soit un modèle et un exemple d’engagement, d’équité, de dialogue et de rapports personnels correctes et respectueux. Car le respect pour notre Institution passe par ce que nous sommes et ce que nous disons. Chaque charge comporte des responsabilités particulières et proportionnelles à ses fonctions. De plus, permettez-moi de le rappeler, le Président de la Région a aussi des fonctions de préfecture: pour cette raison, il doit peser ses mots avec un soin tout à fait particulier. Tout comme doivent le faire les Assesseurs et les Conseillers. Nous ne pouvons pas prétendre du respect pour notre Institution et pour notre rôle si nous sommes les premiers à lui porter atteinte. Même sur des positions et des visions différentes, travaillons ensemble, en toute responsabilité pour l’intérêt général de la Vallée d’Aoste. Soyons constructifs, car c’est l’essence même de notre engagement public. C’est ce que les Valdôtains attendent de nous.»
Alberto Bertin ha preso atto delle sue parole e rilevato con stupore l’intervento del presidente Fosson al congresso dell’Union valdôtaine in quanto rappresentante di partito: “Non si era mai visto e spero che non si vedrà di nuovo”. “In certi momenti, come consigliere, anch’io sono chiamato a dire la mia”, gli ha Antonio Fosson.
Rispondendo al richiamo del presidente, Fosson, il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta Nicoletta Spelgatti ha affermato che il rispetto per le istituzioni è fondamentale ma il rispetto per la politica e quello per i colleghi è qualcosa che deve essere conquistato sul campo. “In questi tre mesi la politica ha dato un pessimo esempio di se stessa – ha proseguito Spelgatti -. Abbiamo vissuto una situazione di trincea con comportamenti mai visti: un processo nei confronti di un assessore e dei dirigenti regionali. Un comportamento irrispettoso. Il presidente della Giunta ha subito una quantità di enorme attacchi da parte anche della sua stessa maggioranza. Il gioco è stato di addossare le responsabilità di qualunque cosa al presidente della Regione e alla Lega. C’era un bene superiore da tutelare (Casino e risorse dei Valdostani tutti). Dunque sono stata in silenzio per non far strumentalizzare le mie affermazioni. Speravo anche che, superato lo scoglio Casino, questa maggioranza avrebbe potuto ricominciare a lavorare. Se non si riesce a governare né a costruire una maggioranza alternativa presentando una mozione di sfiducia costruttiva, l’unica cosa seria sarebbe rassegnare le dimissioni e tornare alle urne. Noi siamo pronti a farlo oggi se ci sono altre undici firme. Bisogna ritrovare la dignità della politica che non sono i giochi dei numeri e palazzo ma è data dalle risposte che si danno ai cittadini. Dico a questa maggioranza che c’è la possibilità di continuare a lavorare ma non sta a me deciderlo“.
Alessandro Nogara (Uvp) ha chiesto di poter replicare con gli stessi tempi a disposizione occupati dal presidente. Fosson ha proposto cinque minuti a consigliere. Laurent Viérin ha presentato una mozione d’ordine per affermare che non si trattava di un tempo sufficiente. I lavori sono stati dunque sospensi per consentire alla conferenza dei capigruppo di trovare un accordo sulla prosecuzione dei lavori.
Alla ripresa, il Capogruppo dell’Union Valdôtaine, Renzo Testolin, ha affermato: «Se per ‘attacchi’, si intendono le sottolineature da parte dell’opposizione di situazioni non risolte, allora è vero, abbiamo fatto degli ‘attacchi’ per sollecitare il Governo regionale. Abbiamo evidenziato degli scivoloni eclatanti, non ultimo l’approvazione del bilancio consolidato, che la maggioranza aveva clamorosamente dimenticato, confermando la poca professionalità, in primis del Presidente della Regione, in quanto coordinatore di dossier trasversali ai vari Assessorati. Capisco che si voglia spostare il mirino perché non si è in grado di discutere di aspetti tecnici per risolvere poi a livello politico i problemi. Siamo preoccupati per i ritardi gravissimi che ci stanno portano alla fine dell’anno senza avere risposte. Scendere di nuovo a Roma per discutere di una tematica vitale per la nostra regione come il contenzioso con lo Stato è il minimo sindacale. A tutt’oggi, non abbiamo indicazioni sulle priorità del bilancio e mi chiedo se dovremo andare in gestione provvisoria. È una questione davvero preoccupante. Abbiamo lavorato per sollecitare scelte, per capire dove si voglia andare, non di certo per mettere i bastoni tra le ruote e fare populismo. Le Président de la Région, aujourd’hui, encore une fois, a confirmé son attitude de ne pas comprendre les nécessites d’un peuple qui maintient sa dignité.»
Emily Rini (indipendente) ha affermato: “Ancora una volta, invece che entrare nei temi di discussione, ci apprestiamo a consumare un’ennesima brutta pagina di questa legislatura. Non si può tacere. Sono state fatte accuse molto pesanti. Bene ha fatto il presidente Fosson a invitare a toni più consoni. Spero che non si renda conto degli effetti che le sue parole provocano“. Rivolgendosi a Spelgatti, ha detto: “Magari lei fosse silente, come rivendica. Credo che l’assessore Aggravi si sappia difendere da solo. Noi non siamo qui per fare i colleghi sciocchi, alzare la manina e votare. Nessuno di noi le ha impedito di lavorare“.
Luigi Bertschy (Uvp) si è così espresso: “Avete pagato l’inesperienza. La politica è anche dialogo soprattutto quando i numeri sono di difficile gestione. Lei non è stata capace e oggi si trova senza maggioranza e in una situazione politica confusa. Se avessimo voluto fare un ribaltone lo avremmo già fatto: non vogliamo fare una manovra di palazzo a una seria operazione di cambiamento di governo, con un percorso trasparente“.
Albert Chatrian (Alpe) ha ringraziato gli assessori Borrello, Certan, Gérandin e Restano che hanno cercato di lavorare bene in questo periodo per dare risposte ai Valdostani. “E con loro tutti i dirigenti, funzionari e dipendenti che, in assenza di indirizzi, sono comunque stati in grado di lavorare per dare corso all’ordinaria amministrazione. Ma è bene che si sappia che noi ci siamo sempre stati portando le nostre proposte. Però a metà ottobre non c’è nessuna traccia del Def né del Bilancio di previsione. Ci sono state materie che non sono mai state neppure prese in considerazione. Però ci sono decisioni prese in contrasto con le linee date dal Consiglio Valle. E se il metodo è questo come si può affrontare una programmazione pluriennale?“.
Luca Bianchi (Uv) ha sostenuto che questa maggioranza non poteva durare perché era fatta solo contro qualcuno e non sulla base di un programma. L’unico merito attribuibile a Spelgatti – ha detto – è di essere riuscita a far nuovamente parlare le forze autonomiste.
Pierluigi Marquis (Stella alpina) ha affermato che non si può venire in quest’aula a fare gli incendiari, perché significa avere poco senso di responsabilità: “I Valdostani ci pagano per trovare soluzioni ai problemi, non per studiare. I cinque mesi non ci si è potuto confrontale su lavoro, fiscalità, scuola. Ci eravamo fatti convincere dal gioco di squadra ma, a oggi, bisogna ammettere che non ha funzionato“. Ha invitato Spelgatti a riflettere e a non tenere la Lega in ostaggio, pensando a soluzioni che siano all’altezza del momento.
Augusto Rollandin (Uv) ha messo in guardia dal fatto che il blocco dell’Amministrazione significa anche blocco degli enti locali e quindi dell’intero sistema: “Più che insistere su quello che è stato bisogna dire quale può essere la rapida soluzione. Bisogna provare a riprendere il filo logico di un dibattito che è stato fatto a spizzichi e bocconi per presentare una proposta che abbia la possibilità di trovare i consensi giusti per recuperare il tempo perso e dare soluzioni. Andare a elezioni con questo sistema elettorale non sarebbe una soluzione“.
Luigi Vesan (M5S) si è detto perplesso di ascoltare l’ennesimo dibattito privo di costrutto: “Ho faticato a capire chi faccia parte della maggioranza e della minoranza. Della minoranza è condivisibile che l’attuazione del programma di governo viaggia a rilento e bisognerebbe urgentemente affrontare il discorso della legge elettorale. Della maggioranza sappiamo che il programma è vago con una spinta al rinnovamento invisibile. Marquis ha detto che si sono fatti convincere dal gioco di squadra. Ma noi non lo abbiamo mai visto. L’unica cosa che vediamo è il balletto delle persone retribuite, in cui il manuale Cencelli è stato applicato in modo rigoroso. Ma se la maggioranza non esiste più, perché non si rinuncia alle cariche? Con le relative indennità di funzione“.
Andrea Manfrin (Lega VdA) ha invitato gli autonomisti a guardare a se stessi prima di cercare di impartire lezioni agli altri.
Mauro Baccega (Epav) ha affermato che questa squadra non è in grado di lavorare perché il condottiero non è tale. Alessandro Nogara (Uvp) ha accusato Spelgatti di fare affermazioni offensive che non sono consone al proprio ruolo istituzionale.
Alberto Bertin (Impegno civico) ha detto che si sta vivendo l’ennesimo psicodramma di una maggioranza che sciacqua i suoi panni in live streaming.
Elso Gérandin (Mouv’) ha perentoriamente affermato: “O questa maggioranza riesce a lavorare o ne nasca una nuova. Se non si riesce si vada al voto. Non ci possiamo permettere di andare in esercizio provvisorio. Noi proveremo a predisporre il bilancio e lo porteremo in Consiglio. Dopodiché considererò cessato il mio compito perché questo Governo non ha più una maggioranza alle spalle. Credo che queste discussioni interessino poco ai cittadini. Noi dobbiamo risolvere il contenzioso finanziario e gli altri problemi veri“.
Laurent Viérin (Uvp) ha detto a Spelgatti che ha cercato di far luccicare ciò che non ha fatto: “Dai diamanti non nasce niente ma dal letame nascono i fiori. Non fate finta dia dare avanti e assumetevi la responsabilità del vostro non agire“. Roberto Luboz (Lega VdA) ha detto: “quelle tristesse que d’être ici pour cette discussion au lieu de travailler. Je suis persuadé que chacun de nous a de bonnes intentions mais l’orgueil et la présomption les ruinent. Démontrons d’être dignes de cette institution, de notre communauté et de son progrès. Nous n’avons plus beaucoup de temps mais la responsabilité de la situation doit être partagé à 18 et elle n’est pas seulement de Mme Spelgatti“.
Poi è iniziata la trattazione dell’ordine del giorno.
Pubblicato / aggiornato
il 17/10/2018 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione
