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I commenti della politica alla sentenza della Corte dei Conti

I commenti della politica alla sentenza della Corte dei Conti

La sentenza della Corte di Cassazione pubblicata giovedì 25 ottobre rispetto al finanziamento di 140 milioni al Casino de la Vallée di Saint-Vincent non lascia indifferenti.

Non lascia indifferenti i cittadini e non lascia indifferenti neppure i politici.
Fatta la doverosa premessa che le sentenze non si commentano ma si applicano (e, i diretti interessati, eventualmente si appellano in Cassazione), qualcosa però si può comunque dire.
In considerazione del fatto che il maggior numero di condannati è nelle fila di Union valdôtaine, la parola spetta per primo a Erik Lavevaz, che però preferisce tacere: “voglio capirci qualcosa, per quanto possibile“.
Si nega invece Carlo Marzi, segretario di Stella alpina, l’altra forza politica colpita.
La leghista Nicoletta Spelgatti dice: “La magistratura contabile ha fatto il suo corso e non ritengo di dover commentare o aggiungere nulla. È chiaro che quanto accade in Valle deve essere oggetto di grossa riflessione da parte di tutti, cittadini in primis“.
Elisa Bonin, presidente di Union valdôtaine progressiste non ritiene opportuno commentare, “tanto più in un momento in cui la politica è fatta da chi grida di più e da tante troppe urla. Per il rispetto che nutro verso le istituzioni, il profondo rispetto che nutro verso le istituzioni, di conseguenza anche verso la magistratura, meglio tacere“.
Mauro Caniggia Nicolotti, di Mouv’, dice: “non ce la sentiamo di commentare e attendiamo il decorso della questione“.
Meno abbottonato Luciano Mossa, del Movimento 5 Stelle: “Chi ha sbagliato è giusto che paghi. Soprattutto se si tratta di sbagli fatti con i soldi dei cittadini. Se non altro, con questi 30 milioni i cittadini recuperano una parte dei soldi sprecati con le grandi opere inutili: trenino Pila-Cogne, aeroporto, eccetera. La cosa scandalosa è che chi è stato condannato per danno erariale, anziché dimettersi, probabilmente, a breve, sarà nominato  presidente della Regione. Prevedo tempi molto difficili per la Valle d’Aosta“.
Daria Pulz, di Impegno civico, s’ispira a Francis Bacon: “La Corte dei Conti certifica ora quanto i cittadini, che hanno spesso più buon senso dei politici, avevano capito da tempo e che poche forze, come IC, hanno avuto il coraggio di denunciare con gli interventi in Consiglio e sul territorio a proposito degli ultimi  e dei nuovi finanziamenti al Casino in costante perdita. Se fossi nei panni di chi ha amministrato in questo modo il denaro di tutta la comunità, mi dimetterei senz’altro e, dopo aver risarcito il grave danno, mi ritirerei a vita privata, in nome del rispetto della cittadinanza e della fiducia riposta in me dagli elettori“.
Guarda al futuro Roberto Cunéaz, presidente di Alpe: “Nella divisione classica dei poteri della democrazia liberale, quando uno dei tre prevarica su gli altri si rischia il tracollo. Mi sembra evidente che, nel recente passato, la politica abbia dimostrato la sua debolezza. Quindi rimbocchiamoci le maniche e proviamo a ridarle dignità“.

Pubblicato / aggiornato il 25/10/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione