Gli enti locali bocciano l’assestamento del Bilancio RaVdA
Una convocazione troppo urgente
Una riunione urgente, convocata per esprimere il parere del Cpel in relazione all’Assestamento del Bilancio di previsione della Regione autonoma Valle d’Aosta per il triennio 2018/20.
Il Consiglio d’Amministrazione si è riunito alle ore 12 per approvate l’ordine del giorno, la Consulta competente alle 12.30 per predisporre una bozza di parere, l’Assemblea si è riunita alle ore 14.30.
Inevitabile, dunque, l’espressione del disagio degli enti locali per tempistiche ritenute irrispettose dell’importanza che alcuni argomenti rivestono e della necessità di analizzarli compiutamente. Lorenzo Graziola, sindaco di Morgex, si è espresso in merito come un Grillo parlante: “l’inveterata abitudine ad approvare, pur con paletti, determinate determinazioni regionali porta raramente da qualche parte“.
Una variazione inapprovabile
Nel corso della discussione sono stati principalmente lamentati tre aspetti.
Innanzitutto, sono state salutate con favore le sentenze che hanno giudicato incostituzionale il prelievo forzoso degli avanzi di amministrazione. Però non sono state rimosse le sanzioni per gli enti che non completino le procedure di gara almeno per il 90% di quanto richiesto con gli spazi finanziari. E, in ogni caso, l’intero regime degli spazi finanziari non è stato cancellato. “Gli enti locali devono tornare a poter gestire le proprie risorse nella maniera che ritengono opportuna“, ha detto il sindaco di Pré-Saint-Didier Riccardo Bieller.
Secondariamente, anche se sono stati disposti ulteriori fondi, il settore agricolo ha ricevuto dotazioni, rispetto al 2017, inferiori del 2017. E ciò nonostante – a parere dei sindaci, rivesta un’importanza fondamentale e strategica.
Infine, la situazione delle emergenze idrogeologiche e dei fondi a ciò destinati è intollerabile. In situazione di difficoltà finanziaria, la prevenzione diventa impossibile e anche far fronte ai dissesti che continuano a verificarsi è difficile. La situazione è ulteriormente peggiorata dalla franchigia a carico dei Comuni sui fondi regionali a ciò destinati. Una franchigia che gli enti locali avevano approvato, ma prima che i loro Bilanci fossero portati allo stremo.
Una bocciatura unanime
Il parere contrario è stato espresso all’unanimità sia dalla Consulta sua dall’Assemblea, nonostante entrambi gli organismi siano espressione di sensibilità politiche differenti, alcune anche vicine all’attuale Governo regionale.
Il testo che accompagna l’espressione di parere contiene tutti gli elementi del dibattito. In primis esprime il disagio per quella che gli enti locali considerano una mancanza di rispetto istituzionale: “L’Assemblea del CPEL, pertanto, sottolinea come non sia accettabile procedere con l’espressione dei pareri di competenza secondo tempistiche che non permettono agli enti locali una congrua ed approfondita analisi degli atti amministrativi, tenendo inoltre conto che il CPEL trasmette mensilmente la programmazione della seduta dell’Assemblea al Consiglio regionale e all’Amministrazione regionale. Si ribadisce che l’operare sempre in condizioni di emergenza, anche su atti e provvedimenti ordinari, non rappresenta un metodo adeguato e costruttivo per il consolidamento dei rapporti istituzionali, e di fatto, sminuisce il ruolo del Consiglio permanente degli enti locali e dei Sindaci valdostani“.
Dopodiché si passa alle motivazioni specifiche, in larga parte mutuate dal parere espresso nel marzo 2018, quando era stato espresso parere favorevole condizionato alla prima variazione al Bilancio regionale: “Rimarca come, rispetto alle richieste avanzate, le uniche risorse allocate, anche se con un’importante riduzione del 37% rispetto al 2017, con il disegno di legge in oggetto riguardano il settore agricolo da noi auspicato per la salvaguardia e il mantenimento del territorio mentre poco o niente si è fatto rispetto alle leggi di settore che finanziano gli interventi di salvaguardia del territorio. A tal proposito, anche in considerazione delle criticità legate al rischio idrogeologico di questi ultimi giorni, il mancato finanziamento della legge regionale 18 gennaio 2001, n. 5, della legge regionale n. 26/2009 e del Piano straordinario di investimenti per i Comuni, di cui all’articolo 12 della l.r. 24/2016, non permette ai Sindaci valdostani di governare il territorio di cui sono responsabili e di mettere i propri cittadini nelle condizioni di sicurezza.“.
Rispetto agli spazi finanziari: “L’Assemblea del CPEL, richiede, inoltre, per quanto riguarda l’art. 2 “Disposizioni in materia di utilizzo dell’avanzo di amministrazione” della proposta di legge, che le sanzioni previste per il mancato utilizzo degli avanzi di amministrazione, non vengano applicate e che tale previsione venga riportata nel deliberato di detto articolo, annullando ciò che riguarda le procedure degli spazi finanziari verticali“.
E c’è anche la questione del contenzioso con lo Stato
L’Assemblea del Cpel esprime dunque “l’assoluta contrarietà e grande preoccupazione in merito alla rinuncia al contenzioso finanziario con lo Stato e al conseguente accordo approvato dalla Giunta regionale, per complessivi 123 milioni di euro in sette anni, di cui 10 milioni nel 2019 e nel 2020 e 20 milioni dal 2021 al 2025, rinunciando per controparte ai 244 milioni di euro richiesti con il contenzioso. Si ricorda che l’Assemblea del CPEL aveva sostenuto pienamente il ricorso promosso dall’Amministrazione regionale alla Corte Costituzionale per richiederne l’illegittimità costituzionale, ritenendo ancora oggi di avere pieno titolo all’ottenimento di tali risorse.
Pericolo rave party
In apertura dei lavori, il presidente Franco Manes aveva segnalato che il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta ha richiesto che, entro 10 novembre, siano inviate le segnalazioni di occupazione arbitraria di mobili da parte di giovani per l’organizzazione di rave party ed eventi consimili.
Pubblicato / aggiornato
il 06/11/2018 alle 12:00
Visualizzato volte
Categoria:
Politica e Amministrazione
