Legambiente: preoccupati per le polveri emesse dalla Cas
Gli esiti dello studio erano già stati presentati la primavera scorsa nell’ambito dell’Osservatorio sulla Qualità dell’Aria del Comune di Aosta. Legambiente VdA specifica che “un dato su tutti ci aveva preoccupato: l’enorme quantità di polveri emesse dalla CAS in modo diffuso, ossia non filtrate dai camini, ma fuoriuscite dalle numerose falle degli edifici industriali: su 200 ton/anno di polveri emesse, soltanto 8 vengono filtrate da camini dello stabilimento. Non eravamo i soli ad essere preoccupati: l’azienda in quell’occasione aveva annunciato uno studio di fattibilità per la ristrutturazione degli impianti di aspirazione: il dubbio era se gli edifici potessero strutturalmente sopportare gli interventi“.
Secondo quanto riporta Legambiente, la nuova esposizione dello studio ha confermato il dato sulle emissioni diffuse, e dal raffronto con gli altri stabilimenti emerge la gravità della nostra situazione, percentualmente la peggiore quanto ad emissioni diffuse. I rappresentanti della Cas hanno annunciato nel prossimo triennio interventi da 10 milioni di euro per la sostenibilità ambientale, specificando che l’anno prossimo saranno eseguiti lavori sugli impianti di aspirazione; è inoltre in atto un ulteriore studio per verificare la fattibilità di installazione nel 2020 di una dog house (l’incapsulamento del forno di fusione in una sorta di camera stagna, che costringe i fumi nella cappa di aspirazione).
I rappresentanti del cigno verde aggiungono: “Nei prossimi mesi continueremo a occuparci di questo tema e chiederemo alle autorità competenti se la sostituzione dei capannoni più vecchi non sia comunque non più differibile“.
In una nota, Legambiente fa anche presente il fatto di non aver condiviso l’impostazione dello studio: “Lo studio non prende in considerazione siti di fondo urbano posti ad una distanza intermedia tra i punti di massima e minima ricaduta, dove invece la presenza dei metalli pesanti sia nelle PM10 che nelle deposizioni atmosferiche è assai maggiore che nei siti di minima ricaduta, come bene attestano, ad Aosta, le serie storiche della stazione di Piazza Plouves“.
Pubblicato / aggiornato
il 12/11/2018 alle 12:00
Categoria:
Economia e Lavoro
