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Un nuovo pozzo per le sorgenti Monte Bianco

Un nuovo pozzo per le sorgenti Monte Bianco

La Società Sorgenti Monte Bianco S.p.A. – titolare di una subconcessione di acqua minerale naturale in località Peuterey di courmayeur – ha richiesto l’autorizzazione per la realizzazione di una perforazione di esplorazione.



È finalizzata a un successivo sfruttamento di acqua minerale di tipo “Monte Bianco – Fonte Mont Blanc” per far fronte ai fabbisogni dello stabilimento a causa del progressivo deterioramento dei pozzi sfruttati (P1 e P2).



La Conferenza di servizi, convocata dalla Regione autonoma Valle d’Aosta, ha espresso parere favorevole all’autorizzazione sotto l’osservanza di alcune prescrizioni e indicazioni:
a)  i prelievi stagionali dei campioni d’acqua dovranno essere eseguiti alla presenza di funzionari della struttura competente dell’Azienda sanitaria regionale USL della Valle d’Aosta e della struttura regionale competente in materia di attività estrattive;
b)  dovranno essere trasmessi, alla struttura regionale competente in materia di attività estrattive, i certificati delle analisi chimiche, chimico-fisiche e batteriologiche effettuate da laboratori ed istituti accreditati;
c)  dovrà essere trasmessa, alle strutture regionali competenti in materia di attività estrattive e di demanio idrico e all’ARPA della Valle d’Aosta idonea documentazione cartografica e stratigrafia, riportante l’ubicazione dei pozzi, dei piezometri e delle sorgenti in esercizio e di quelli dismessi, corredata da una relazione contenente le caratteristiche fon- damentali di detti manufatti;





d)  dovranno essere adottate tutte le misure idonee a proteggere la risorsa idrica da pericoli d’inquinamento;
e)  dovrà essere preventivamente comunicata alla struttura regionale competente in materia di attività estrattive e alla Stazione forestale territorialmente competente la data di inizio dei lavori;
f)  dovrà essere tenuto il giornale di sonda nel quale verranno annotati giornalmente il diametro del pozzo, gli avanzamenti conseguiti, la natura dei terreni attraversati, le tu- bazioni di rivestimento posti in opera ed ogni altra operazione eventualmente eseguita e le manifestazioni incontrate;
g)  al termine dell’esecuzione del pozzo dovranno essere comunicati, alla struttura regionale competente in materia di attività estrattive e all’ARPA della Valle d’Aosta, la stratigrafia dettagliata del pozzo; la profondità reale del pozzo; il diametro del tubo e caratteristiche; il tipo e posizione dei filtri e loro caratteristiche;  le granulometrie del drenaggio e relative quote; gli  eventuali materiali di cementazione e tamponamento con relative quote; il  posizionamento della pompa (una volta eseguite le prove di pompaggio);  i dati relativi alle prove di portata a gradino e di lunga durata con portata massima; i  diagrammi portata-abbassamento e per ogni portata diagrammi abbassamento- tempi; le  determinazioni relative alla permeabilità ed al coefficiente di immagazzinamento dell’acquifero; la  georeferenziazione della bocca foro pozzo in coordinate UTM ED 50;
h)  la zona di tutela assoluta del pozzo “P6” dovrà essere delimitata con idonea recinzione, la cui tipologia dovrà essere concordata con le strutture organizzative responsabili della tutela delle zone sottoposte a vincoli pubblicistici;
i)  l’impresa dovrà risarcire il proprietario del terreno dell’eventuale mancato guadagno derivante dal vincolo imposto dall’area di protezione igienico-sanitaria;
j)  l’impresa dovrà vigilare affinché nell’area di rispetto del pozzo “P6” non siano svolte attività agricole, antropiche e di trasformazione del suolo;
k)  lo sfruttamento della risorsa idrica (pozzo “P6”) è subordinata all’ottenimento dell’autorizzazione della Giunta regionale;
l)  nel caso in cui si rendesse necessario sigillare il pozzo dovrà essere eseguita una delle due modalità riportate negli schemi allegati al verbale della Conferenza di Servizi (Allegato 1 e 2).




 



Pubblicato / aggiornato il 13/11/2018 alle 12:00
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Categoria: Economia e Lavoro