Epav: sì a maggioranza, anche a 18, ma no alle urne
“Una scelta che va nella direzione della storia che ha accompagnato culturalmente la nascita dell’Associazione e per evidenziare la consapevolezza che l’appartenenza all’Unione Europea rappresenta un elemento positivo, pur sottolineando che è quantomai necessario un processo di riforma“, leggiamo sulla nota diramata al termine dell’incontro.
È stato approvato lo Statuto dell’associazione e sono stati nominati gli organismi dirigenti.
Presidente è stato nominato Ettore Vierin, coordinatore Marco Curighetti, vice coordinatori Giuseppe Grassi e Alessandro Tillier. Successivamente l’Assemblea ha nominato i 64 membri del Comitato regionale, il Comitato esecutivo formato da 15 aderenti e i tre membri del Collegio dei garanti.
Il dibattito si è poi sviluppato sugli aspetti organizzativi dell’Associazione e soprattutto sui prossimi appuntamenti, tra cui l’organizzazione di un incontro pubblico dal tema: “La quotazione in borsa di CVA”.
Inoltre l’Assemblea ha preso atto dell’accordo politico siglato da Union Valdôtaine, Union Valdôtaine Progressiste, Alpe e Stella Alpina esprimendo parere positivo al documento e auspicando “che anche altre forze presenti in Consiglio regionale possano trovare una ragionevole condivisione sui temi principali per giungere ar una rapida soluzione della crisi politico-amministrativa“. Infatti, secondo Epav, “la Valle d’Aosta non può più aspettare” e auspica “che il senso di responsabilità possa prevalere sulle vicende del passato e che i 18 Consiglieri regionali che hanno siglato il documento dei rappresentanti dei Gruppi consiliari di Union Valdôtaine, Union Valdôtaine Progressiste, Stella Alpina, Pour Nôtre Vallée, Alpe e Gruppo Misto, trovino la sintesi per addivenire a un accordo per comporre, con tutte le forze responsabili, una maggioranza in grado di affrontare le tante urgenze della Valle d’Aosta“.
L’assemblea ha solletitato il Consigliere Mauro Baccega a farsi portavoce delle istanze che l’Assemblea e i sostenitori di Epav hanno evidenziato, “ritenendo indispensabile trovare un accordo concreto, in quanto sarebbe inconcepibile il ritorno alle urne a distanza di sei mesi e solo per questioni di poltrone“.
Pubblicato / aggiornato
il 18/11/2018 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione
