Incentivi per energie rinnovabili: Legambiente risponde a Lanièce
Nel question time di giovedì 22 novembre, in Senato, i senatori del Gruppo per le Autonomie hanno chiesto chiarimenti al ministro Di Maio sulla riduzione di incentivi per le energie rinnovabili e in particolare per il settore idroelettrico.
Il question time in Senato
Una questione che sta generando preoccupazione tra gli amministratori locali e le associazioni del settore. Quella idroelettrica è infatti un’energia pulita importante dell’economia dei territori di montagna
I senatori Meinhard Durnwalder, Albert Lanièce e Dieter Steger hanno spiegato: “La forte riduzione di incentivi prevista nell’ultimo schema di decreto ministeriale porterà anche a un abbassamento delle difese idrogeologiche. Inoltre, la mancata possibilità e convenienza ad accedere a una tariffa incentivante adeguata, potrebbe comportare una drastica riduzione di entrate autonome per le comunità locali. Noi crediamo che la Strategia Energetica Nazionale non possa fare a meno di questo settore che, da oltre 100 anni, contribuisce all’economia nazionale in termini energetici, ambientali ed economici. Speriamo quindi che, nel confronto con le Regioni e Province Autonome, si possa trovare una soluzione adeguata che non penalizzi il settore e che vada incontro alle richieste degli operatori e delle nostre comunità. Noi continueremo a seguire il tema e a sollecitare il Governo affinché questo accada”.
La risposta di Legambiente
A queste tesi risponde il Circolo Legambiente Valle d’Aosta: “il nuovo testo sugli incentivi alla produzione di energia idroelettrica prevede che:
– tutti gli impianti che godono già di incentivi continueranno a riceverli per tutti gli anni (20-30) previsti nella stessa quantità attuale;
– potranno ricevere degli incentivi, nella stessa quantità attuale, tutti coloro che vorranno costruire nuovi impianti su condotte esistenti (acquedotti, impianti irrigui e industriali) e su briglie esistenti;
– non potranno ricevere incentivi i nuovi impianti che saranno costruiti su fiumi o torrenti che si trovano ancora allo stato naturale.
In relazione ai torrenti valdostani la invitiamo a consultare il sito dell’ARPA VdA per verificare quanti sono i tratti di torrenti allo stato naturale che potrebbero essere ancora derivati a scopo idroelettrico. Potrà così scoprire che tutti i torrenti della regione sono già sfruttati al 70-80% e molti al 100%“.
Rispetto alla richiesta formulata al Governo Legambiente ritiene che l’appello “potrà essere sicuramente utile alle imprese dell’idroelettrico che vogliono raschiare il barile e derivare quella poca acqua che resta nei nostri torrenti; sarà ininfluente nei confronti delle comunità (Comuni e Consorzi) che potranno continuare a costruire nuovi impianti sulle loro condotte ricevendone gli incentivi; difficilmente lo condivideranno quei paesi e territori che desiderano mantenere la bellezza dei propri torrenti per incrementare il turismo, la pesca, le attività sportive e di divertimento; non potranno essere d’accordo i cittadini che ogni mese contribuiscono, pagando le bollette della luce, a fornire gli incentivi agli idroelettrici; bollette dove, a volte, gli oneri di sistema (incentivi) pesano più del consumo di energia; oneri che aumenteranno ancora per far fronte ai nuovi incentivi che si aggiungono ai vecchi“.
Legambiente spera che il Governo voglia mantenere il Decreto incentivi così come l’ha proposto.
Pubblicato / aggiornato
il 22/11/2018 alle 12:00
Visualizzato volte
Categoria:
Politica e Amministrazione
