Bilancio RaVdA: posizioni differenziate ma critiche in seconda Commissione
L’ordine del giorno
I commissari avrebbero dovuto audire il presidente del Consiglio permanente delgi enti locali in relazione al disegno di legge 9 e il presidente del Comitato Regionale per le Relazioni Sindacali in merito alle problematiche emerse in sede di rinnovo contrattuale del comparto unico regionale per il triennio 2016/2018. Poi si sarebbedo dovuti confrontare sul disegno di legge concernente la “Manutenzione del sistema normativo regionale. Modificazioni di leggi regionali e altre disposizioni” e sulla proposta di atto amministrativo concernente l'”Approvazione del programma di dismissione di beni immobili di Vallée d’Aoste Structure s. a r.l.”.
La posizione della Commissione
«La trattazione degli argomenti – spiegano i Commissari di Lega VdA, Mouv’, UV, UVP, ALPE e IC – è stata rinviata per una loro più opportuna valutazione alla luce del bilancio che è stato approvato dalla Giunta regionale lunedì 26 e di cui la Commissione competente non è ancora stata portata a conoscenza. Analogamente, sono state rimandate le audizioni del Consiglio permanente degli Enti locali e del Comitato regionale per le relazioni sindacali: una scelta, questa, rafforzata dal fatto che i rappresentanti di questi Enti hanno denunciato una mancanza di concertazione da parte del Governo regionale in merito proprio al bilancio.»
La seconda Commissione, sempre all’unanimità, ha sottolineato «di non aver ancora ricevuto copia del bilancio triennale e del Documento di economia e finanza regionale, che invece sono già stati illustrati pubblicamente dal Governo regionale in una conferenza stampa e, paradossalmente, sono già oggetto di dibattito sui social e nell’opinione pubblica.»
«In questa situazione politica delicata, in cui non esiste più una maggioranza – continuano i Commissari –, ci sarebbe parso utile e sensato adottare, da parte della Giunta, un atteggiamento di maggiore coinvolgimento della Commissione cui spetta l’approvazione del documento più importante per l’Amministrazione regionale. Così non è stato e, oggi, non si tenti di imputare la responsabilità di un’eventuale mancata approvazione del bilancio ad una Commissione, che ha invece chiesto di poter disporre di tutte le informazioni necessarie per svolgere correttamente il proprio ruolo.»
Le critiche delle opposizioni
I consiglieri Renzo Testolin (UV), Laurent Viérin (UVP), Patrizia Morelli (ALPE) e Daria Pulz (IC) precisano ulteriormente: «Oggi siamo rimasti attoniti dall’atteggiamento della Giunta regionale che, senza numeri ma sperando non si sa come nell’approvazione del bilancio, non ha avuto la lungimiranza di condividere prioritariamente almeno le linee generali dei documenti contabili, ma ha invece preferito mediatizzare questo fondamentale momento per l’Amministrazione regionale, cercando pretestuosamente di scaricare anche sulla seconda Commissione la responsabilità di approvare o meno un bilancio a scatola chiusa. Noi respingiamo al mittente questa provocazione, e ricordiamo che l’eventualità di portare la Regione all’esercizio provvisorio sta in capo a questo Governo, che ha approvato un bilancio senza avere i numeri e senza ricercare le necessarie convergenze.»
Il distinguo di Daria Pulz
Il commissario di Impegno civico ha poi diramato un’ulteriore nota, per meglio precisare la propria posizione: “vorrei sgomberare il campo da possibili dubbi e fraintendimenti: ferma restando la forte critica alle modalità e alle tempistiche con cui il disegno di legge di stabilità sarà portato in Commissione, sono consapevole, come dovrebbero esserlo tutti i Consiglieri sebbene non abbiamo ancora ricevuto alcun documento, che l’iniziativa legislativa della Giunta regionale è un atto obbligatorio, previsto dal nostro stesso Statuto, come lo è il parere della Commissione che, una volta approfonditi i contenuti della proposta dell’esecutivo, deve consentire, seppur formulando tutte le critiche ritenute necessarie, che l’iter legislativo prosegua, arrivando in aula affinché possa esservi un confronto costruttivo. Non farlo sarebbe un atto profondamente antidemocratico, funzionale esclusivamente a esacerbare la lotta politica in corso tra fronte leghista e fronte autonomista, che non deve essere giocata, come purtroppo sta avvenendo, sulla pelle delle valdostane e dei valdostani. E’ infatti evidente che proprio su di loro finirebbero per ricadere, qualora vi fosse una condotta ostruzionistica in Commissione e in Consiglio, pure le conseguenze di un eventuale esercizio provvisorio o, peggio ancora, di una gestione provvisoria“.
Pubblicato / aggiornato
il 28/11/2018 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione