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Rollandin e Restano: non abbiamo cercato di sottrarci ai sequestri della Corte dei Conti

Rollandin e Restano: non abbiamo cercato di sottrarci ai sequestri della Corte dei Conti
 

Nella mattinata di martedì 4 dicembre, nella sede della Corte dei Conti di Aosta, si sono svolti i due giudizi – in materia di responsabilità – relativi all’azione revocatoria nei confronti di Augusto Rollandin e Claudio Restano.

 

Azione revocatoria
Si tratta di un istituto di tutela del creditore dagli atti che il debitore pone volontariamente, allo scopo di sottrarre i suoi beni alla garanzia patrimoniale dei creditori. L’azione revocatoria, quindi, consiste in uno strumento – da far valere in giudizio -, con cui il creditore chiede al giudice di dichiarare inefficaci gli atti di disposizione del patrimonio, compiuti dal debitore, che abbiano arrecato pregiudizio al diritto di credito, a condizione che i suddetti atti gli facciano temere di non riuscire in futuro a recuperare il credito stesso.

Il fondo patrimoniale aperto da Restano
Secondo la Procura, i consiglieri avrebbero agito al fine di rendere non aggredibile una significativa parte del patrimonio.
Per quanto riguarda l’attuale assessore al turismo, Claudio Restano, l’accusa parla di “un atto volto ad anticipare gli effetti della decisione della Corte dei Conti” (concretizzata dalla sentenza n. 5/2018 della sezione di Aosta). In aula, il dibattimento si è concentrato principalmente su un fondo patrimoniale aperto da Restano. Fondo che, secondo la difesa dell’assessore – avvocato Massimiliano Sciulli -, sarebbe “volto a tutelare i figli“. Sciulli ha poi evidenziato l’assenza dell’eventus damni, cioè di un pregiudizio per il creditore, derivante dalla creazione del fondo. Infine, il difensore dell’esponente di Pnv ha portato il discorso sulla scientia fraudis: letteralmente, “consapevolezza della frode“. Secondo l’avvocato, quando Restano si è recato dal notaio per creare il fondo patrimoniale, non era a conoscienza dell’istruttoria, avviata dalla Procura della Corte dei Conti di Aosta, in relazione ai finanziamenti a favore del Casino. Quindi, non sussisterebbe la consapevolezza del debitore di ledere la posizione patrimoniale del creditore.

Per Rollandin l’accusa chiede la revoca di alcune donazioni
La Procura ha richiesto la revoca delle donazioni gratuite di immobili, azionate da Augusto Rollandin, a favore dei figli. L’accusa ha precisato che “all’epoca, l’istruttoria relativa ai finanziamenti al Casino era già stata avviata, quindi Rollandin non poteva non sapere“. Il procuratore ha anche ricordato che “con sentenza n. 5 del 2018, la Corte dei Conti ha accertato la sussistenza del credito, anche se poi vi sarà l’Appello“.
La difesa di Rollandin – affidata all’avvocato Gianni Maria Saracco – ha spiegato che “la sentenza della Corte dei Conti ha confermato l’assenza di dolo e ha ridotto gli importi richiesti ai vari amministratori regionali. Il 7 novembre, è stato notificato l’Appello e, il giorno seguente, il Tribunale di Aosta ha assolto gli imputati (tra cui Rollandin)“. L’assenza del del dolo risulta importante in quanto, se vi fosse stato dolo, l’assicurazione di Rollandin non coprirebbe il danno erariale. Il difensore ha poi aggiunto che “la sentenza di primo grado non è eseguibile e resta sospesa. L’usufrutto resta sequestrato e, di conseguenza, i beni non possono essere venduti“.

Pubblicato / aggiornato il 04/12/2018 alle 12:00
Categoria: Cronaca