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La mozione di sfiducia sarà discussa il 10 dicembre

La mozione di sfiducia sarà discussa il 10 dicembre
 

Nel corso della riunione della conferenza dei capigruppo che ha preceduto i lavori del Consiglio Valle, mercoledì 5 dicembre, la nuova maggioranza ha chiesto a Nicoletta Spelgatti, agli assessori della Lega e a Elso Gérandin di rassegnare le dimissioni per accelerare la transizione di governo. 

È anche stato chiesto di rinviare i lavori del Consiglio Valle. Proposte respinte per indisponibilità e per mancanza dei numeri necessari. 
Allora, all’inizio dei lavori, Emily Rini ha rinnovato la richiesta di poter dare un nuovo governo e, siccome nuovamente inascoltata, si è appellata all’art. 61, chiedendo la sospensione dei lavori consiliari e il loro rinvio.  “Spelgatti ha sempre detto che se ci fosse stata una mozione di sfiducia si sarebbe dimessa”, ha ricordato Rini.
Sulla richiesta, il i capigruppo avevano deciso che si esprimessero un consigliere a favore e uno contro, prima del voto.
Andrea Manfrin (Lega) ha detto che Lega e Mouv’ erano contrari perché sarebbe un atto di irresponsabilità non discutere leggi che sono urgenti e che avevano avuto ampio consenso in Commissione.
Renzo Testolin (Uv) ha replicato che, per la nuova maggioranza la vera priorità resta il bilancio. 
Luigi Vesan (M5S) ha presentato una mozione d’ordine per chiedere che ogni gruppo consiliare potesse esprimersi, anche se la Conferenza dei capigruppo aveva indicato diversamente. Gli è stata concessa la parola e ha sostenuto che il potere legislativo dovrebbe essere indipendente rispetto alla maggioranza. Ha dunque chiesto che i lavori andassero avanti, per rispetto nei confronti dei cittadini che i consiglieri rappresentano. Ha aggiunto che il suo gruppo avrebbe voluto discutere le dimissioni dell’Ufficio di presidenza, sostenendo che non dovrebbe rientrare nella dialettica politica in quanto organismo di garanzia.
Laurent Viérin ha replicato che la richiesta era di discutere in questo Consiglio sia la nuova maggioranza, sia il nuovo ufficio di presidenza, sia le commissioni sia i quattro disegni di legge. Tutto ciò sarebbe stato reso possibile solo dalle dimissioni del presidente. Quindi Vesan avrebbe dovuto rivolgere le proprie rimostranze non alla nuova bensì alla vecchia maggioranza.
Alberto Bertin (Impegno civico) si è accodato alla richiesta di discutere i quattro disegni di legge.
18 consiglieri si sono espressi a favore della questione pregiudiziale e i lavori consiliari sono stati sospesi. 
I capigruppo si sono dunque riuniti per definire la data della nuova adunanza. E hanno deciso che il Consiglio tornerà a riunirsi lunedì 10 dicembre, dalle ore 9. All’ordine del giorno la mozione di sfiducia, la ricomposizione dell’ufficio di Presidenza e delle Commissioni, i quattro disegni di leggi rinviati mercoledì. 

Pubblicato / aggiornato il 05/12/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione