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Pulz: illegittima la delibera sul bando affitti, discrimina gli stranieri

Pulz: illegittima la delibera sul bando affitti, discrimina gli stranieri

Secondo quanto annunciato dalla Lega, nel nuovo bando per il sostegno agli affitti sono state previste diverse modalità di certificazione delle proprietà immobiliari all’estero.

Sarebbe stato previsto, per i cittadini di Paesi non appartenenti all’Unione Europea, l’obbligo di comprovare di non essere titolari di eventuali proprietà all’estero solo attraverso attestazioni o certificati rilasciati dalle autorità estere, con traduzione in lingua italiana, senza possibilità di ricorrere alla dichiarazione sostitutiva, come è invece previsto per i cittadini italiani ed europei.
Una decisione che Daria Pulz definisce “Un colpo di coda finale non proprio inaspettato da parte dei leghisti valdostani, che si adeguano così al continuo, pervicace e crudele lavoro di discriminazione cui quotidianamente si dedicano i leghisti nazionali“.
Pulz attende di vedere il testo della delibera “per verificare – anche alla luce delle pronunce della Corte costituzionale che, ancora di recente, hanno condannato le discriminazioni fra italiani e stranieri – fino a che punto si siano spinti i leghisti valdostani“. L’esclusione della dichiarazione sostitutiva per gli stranieri avrebbe, scrive Pulz in una nota “il risultato di ostacolare scientemente il loro accesso alle agevolazioni“.
Il consigliere eletto nella lista di Impegno civico ritiene si tratta di una “disposizione incostituzionale che confligge con quanto previsto dalla fonte sovraordinata secondo cui ‘allo straniero è riconosciuta parità di trattamento con il cittadino relativamente alla tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi, nei rapporti con la pubblica amministrazione e nell’accesso ai pubblici servizi, nei limiti e nei modi previsti dalla legge’”. Pulz sostiene che in termini analoghi si esprime  anche il diritto europeo poiché l’articolo 11 della Direttiva n. 2003/109/CE, relativa allo status dei cittadini di Paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo prevede che “il soggiornante di lungo periodo gode dello stesso trattamento dei cittadini nazionali per quanto riguarda: […] le prestazioni sociali, l’assistenza sociale e la protezione sociale ai sensi della legislazione nazionale.
Quindi Pulz sostiene sia “illegittimo pretendere l’attestazione o la certificazione dallo straniero e non dal cittadino, anche quando l’attestazione o la certificazione da parte dello straniero sia difficoltosa o impossibile, come spesso accade nei Paesi devastati da guerre“.
Dunque Pulz annuncia che vigilerà la delibera regionale e promuoverà “in tutte le sedi, anche giudiziarie” le azioni necessarie “per garantire il rispetto del principio di uguaglianza“.

Pubblicato / aggiornato il 08/12/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione