Aosta, una Commissione per valutare la modifica dei criteri di accesso all’emergenza abitativa
Giovedì 13 dicembre, durante i lavori del Consiglio comunale di Aosta, si è discusso della modifica ai criteri di accesso all’emergenza abitativa.
L’ordine del giorno
A portare all’attenzione dell’Assemblea, è stato il consigliere Lorenzo Aiello (Casapound), il quale intendeva impegnare la Presidenza del Consiglio comunale a trasmettere l’ordine del giorno al competente assessore regionale, per chiedere “di integrare la DGR 349/2017 punto 3, con l’introduzione dell’obbligo di presentazione, in allegato alla richiesta per accedere all’emergenza abitativa, per i residenti non in possesso della cittadinanza italiana di un certificato rilasciato dall’ufficio del catasto della città di provenienza che attesti l’effettiva assenza di proprietà immobiliari del richiedente nel paese d’origine e valutare l’introduzione di tale richiesta anche per i soggetti con cittadinanza acquisita“. Infine, Aiello ha precisato che, con la delibera della Giunta Spelgatti relativa al Bando affitti, “qualche passo avanti è stato fatto“.
La risposta della Giunta
La prima risposta è stata quella del sindaco, che ha commentato: “Si tratta di distizioni tra stranieri e italiani che io non ritengo accettabili“. Il primo cittadino ha poi aggiunto che “non si può richiedere dei documenti del catasto a persone che vengono da Paesi dove magari il catasto nemmeno esiste. L’obiettivo è intervenire contro la povertà”. Povertà che, come evidenziato da Vincenzo Caminiti (misto di maggioranza), “non ha colore“. Secondo il sindaco, inoltre, “delibere di questo tipo potrebbero anche essere in contrasto con la Costituzione“.
A dar man forte al sindaco è poi intervenuto l’assessore Luca Girasole, fornando una risposta “più tecnica“. L’assessore ha ricordato che esistono dei criteri per rientrare nell’emergenza abitativa, tra cui la perdita dell’alloggio e la perdita del reddito. Girasole ha poi evidenziato il fatto che si tratta di “emergenza abitativa, quindi l’obiettivo è far fronte a un emergenza. Potrebbe quindi essere un problema dover aspettare dei documenti che devono giungere da posti che, magari, hanno dei problemi oggettivi a reperire o inviare la documentazione“.
Replica di Aiello
Aiello ha risposto: “Mettendo da parte i discorsi petalosi, qui esiste una disparità di trattamento, l’obiettivo non è dividere l’umanità o fare preclusioni a priori“. Inoltre, il consigliere ha ribadito che “per i cittadini italiani non esiste possibilità di occultare eventuali proprietà, anche se si tratta di un rudere derivante dall’eredità di un parente defunto. Anche quattro pietre possono preclude l’entrata in graduatoria, mentre per i soggetti non in possesso della cittadinanza, la sola autocertificazione è sufficente per dichiarare di non essere proprietari di immobili“.
Il concetto di disparità è stato anche ripreso da Étienne Andrione (Lega): “Adesso c’è una divisione tra i cittadini, l’ordine del giorno chiede di mettere tutti sullo stesso livello. Spesso il razzismo è alimentato dalle disparità di trattamento. Se volete proseguire in questa direzione, prima o poi avremo delle risposte sgradevoli dalla cittadinanza”.
Odg ritirato, si va in Commissione
Caminiti, presidente della III Commissione, ha proposto ad Aiello di ritirare l’Ordine del giorno per approfondire il discorso in Commissione, perché “alcuni aspetti evidenziati sono interessanti e meritano di essere analizzati. Il discorso potrebbe essere anche ampliato alle case Erp“.
Aiello ha quindi deciso di ritirare l’Odine del giorno.
Pubblicato / aggiornato
il 13/12/2018 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione
