Annullamento del bando affitti o ricorso
Si allarga il fronte degli eletti e delle organizzazioni contrarie alla versione del Bando affitti deliberata dalla Giunta Spelgatti.
Il consigliere regionale Daria Pulz, il consigliere comunale di Aosta Carola Carpinello e altri 24 cittadini politicamente impegnati erano stati i primi, il 15 dicembre, a muovere guerra all’ultima formulazione del bando affitti.
Avevano scritto in una nota: “Ci auguriamo vivamente che la Valle d’Aosta non abbia a vivere molto presto situazioni simili a quelle del Comune di Lodi (dove il Comune è stato condannato per discriminazione, avendo escluso alcuni figli di cittadini stranieri dal servizio mensa e scuolabus, n.d.r.) a seguito dell’applicazione del bando affitti introdotto dalla Giunta Spelgatti, come ultimo atto prima dell’addio. Attendiamo un chiaro segnale di svolta dal nuovo governo Fosson, non in nome della carità cristiana, ma in nome della legge italiana. Se non verrà inserita la doverosa marcia indietro, dovremo appellarci anche in Valle d’Aosta alla condotta discriminatoria già evidenziata dall’ASGI: la stessa per cui l’Amministrazione di Lodi dovrà pagare le spese processuali e modificare il regolamento che ha escluso i bambini immigrati dalle condizioni previste per i cittadini italiani”.
Martedì 18 dicembre, è arrivata la presa di posizione della Rete antirazzista, composta da Espace / ARCI, Associazione Forme Vitali, Associazione Refugees Welcome – Comitato di Aosta Associazione Solidarietà Pace e Sviluppo, Legambiente Valle d’Aosta, Associazione Valle Virtuosa, Associazione Dora Donne in VdA, Associazione Baobab, Attac VdA, Emergency VdA, Arcigay VdA, Associazione Foguni Burkina Faso onlus TandemParty VdA, Libera VdA, CGIL VdA, Chiesa Valdese di Aosta, Gruppo giovani Amnesty circoscrizione Piemonte-Valle d’Aosta Associazione Impò, Movimento per la decrescita felice e Associazione L’Agro.
Sostengono che il Bando sia discrimonatorio perché “agli italiani è richiesta una semplice autocertificazione su eventuali proprietà, mentre i cittadini di paesi terzi (per altro, ammessi solamente se in possesso di un titolo di soggiorno ovvero un permesso dell’Unione europea per lungo soggiornante UE, escludendo, in tal modo, tutti i possessori di titolo di soggiorno diverso, dal permesso per lavoro a quello familiare, alla protezione umanitaria al lavoro autonomo) devono presentare attestazioni o certificati rilasciati dalla competente autorità dello Stato di provenienza, corredati da legalizzazione e traduzione in lingua italiana autenticata dall’autorità consolare che ne attesti la conformità all’originale“.
Rete antirazzista spiega che “In alcuni paesi del mondo i documenti richiesti dal bando sono difficili, se non impossibili, da reperire e le rappresentanze diplomatiche sul territorio italiano non rilasciano certificati. Il tempo concesso, anche con la proroga, è inoltre troppo breve sia per consentire un ritorno, non sempre possibile, ai Paesi d’origine per procurarsi i documenti sia per attivare le pratiche di traduzione e conformità richieste“.
La Rete afferma di essere “pronta a resistere anche sul piano legale mobilitando le reti nazionali che si stanno occupando di episodi analoghi di discriminazione illegittima. L’eventuale bocciatura del bando, come anticostituzionale, causerà il blocco dei fondi per tutti i beneficiari, con conseguenze negative per tutti coloro – italiani e no – che hanno fatto domanda“.
Dunque la richiesta, rivolta all’attuale Governo regionale, è che si proceda con “l’annullamento immediato del provvedimento e la rielaborazione di un nuovo bando non discriminatorio“.
Pubblicato / aggiornato
il 15/12/2018 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione
