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403 firme contro la chiusura della stazione di Antagnod, ma non è stata decisa

403 firme contro la chiusura della stazione di Antagnod, ma non è stata decisa

In apertura dei lavori del Consiglio regionale della Valle d’Aosta, martedì 18 ottobre, è stata annunciata la presentazione di una petizione popolare per il mantenimento degli impianti sciistici di Antagnod.

I contenuti della petizione
403 cittadini hanno scritto: “Siamo venuti tardivamente a conoscenza della decisione del Consiglio di Amministrazione della società Monterosa spa che prevederebbe la totale chiusura della stazione sciistica di Antagnod senza che ci sia stato un preventivo confronto con la popolazione e con l’Amministrazione comunale. Siamo preoccupati e allarmati da questa decisione che non condividiamo, perché riteniamo che decisioni di tale gravità debbano essere prese soltanto dalla proprietà (Regione  Comune) previo assenso della popolazione interessata“.
Numerose le ragioni a sostegno della petizione: “È noto a tutti che le due seggiovie esistenti ad Antagnod sono vitali per la località poiché non sono soltanto fonte di lavoro ma anche di un fiorente indotto (…). Tali impianti permettono ai residenti di vivere dignitosamente nel proprio paese di origine senza essere costretti ad abbandonare la montagna per cercare lavoro altrove“. “I due impianti sciisitici di Antagnod, alla stregua delle strade, dell’acquedotto, della fognatura ecc. sono le infrastrutture che consentono alla nostra località di vivere e di prosperare“.
Non solamente ragioni economico-sociali ma anche un rischio di danno erariale: “La Regione nel tempo ha investito ingenti risorse per la costruzione dei due impianti, delle magnifiche piste da sci e del moderno impianto di innevamento, denaro che, nella malaugurata ipotesi di chiusura, verrebbe letteralmente buttato via con conseguente danno per la località e danno erariale per l’ente pubblico, senza contare che una parte dell’investimento è stato sostenuto dai privati locali“.
I firmatari sostengono che, in caso di chiusura, la clientela non si riverserebbe su Champoluc ma sceglierebbe altre località a sé confacenti, dunque la società Monterosa Ski taglierebbe i costi ma non ricaverebbe benefici. “Le stazioni di Antagnod e di Champoluc sono inoltre complementari tra di loro e non in competizione, tant’è che, in caso di chiusura per vento degli impianti di Champoluc, parte degli sciatori si riveersano su Antagnod“. Quindi, complessivamente, “il ritorno alla Regione e al Comune dalla tassazione delle attività che gravitano sugli impianti compensano ampiamente le eventuali perdite“.

Nulla del genere è stato deciso
Il presidente del Consiglio di amministrazione di Monterosa SpA, Giorgio Munari, smentisce che una decisione del genere sia mai stata presa.
Nel 2013 – ricorda Munari – all’interno di Monterosa SpA sono confluite le piccole stazioni di Antagnod, Champorcher, Estoul e Saint-Jean. È stato fatto per ridurre i costi di gestione e razionalizzare gli acquisti, ma ciò non ha radicalmente modificato la loro situazione e continuano a essere in passivo. Il 30 ottobre scorso, abbiamo presentato a Finaosta il nostro Piano strategico, nel quale chiediamo – fra le altre cose – che una riflessione su queste quattro piccole stazioni sia aperta. La Giunta della Regione autonoma Valle d’Aosta e le Commissioni competenti del Consiglio Valle dovranno darci le loro risposte“.
L’ammontare esatto del passivo sarà reso noto dopo l’Assemblea per l’approvazione del Bilancio, che è convocata per il 10 gennaio. Per quanto riguarda Antagnod, è attestato intorno ai 200mila euro.
Ma non possiamo permetterci di guardare a prospettive temporali limitate – spiega Munari – perché gli investimenti devono essere fatti sulla base di prospettive venti o trentennali. Dobbiamo ragionare su innevamenti e servizi, con grande attenzione alle conseguenze che il cambiamento climatico potrà generare“.

Ma nel Piano precedente c’era
La proposta di chiusura del comprensorio di Antagnod non figura nel Piano depositato il 30 ottobre, dice il vicesindaco di Antagnod, Maurizio Obert, ma c’era in quello precedente, nel quale si faceva esplicito riferimento non solo allo smantellamento (poiché 4 km di distanza non giustificano il mantenimento degli impianti) ma anche al trasferimento della seggiovia di Pian Peraz al Belvedere del Crest (creando così una pista blu). Ed era in quel momento che la raccolta delle firme era partita.
Le decisioni devono essere condivide prima di essere prese – dice Obert – perché hanno conseguenze che vanno al di là della gestione societaria“.

Mossa strategica?
Il 10 gennaio, in Assemblea, non solamente sarà posto in approvazione il Bilancio di Monterosa, ma ne sarà anche rinnovato il Consiglio d’Amministrazione. I curricula dei candidati sono già pervenuti e il CdA di Finaosta sarà convocato, un paio di giorni prima, per le determinazioni del caso.

Pubblicato / aggiornato il 18/12/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione