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Ausl VdA: riduzione finanziamenti non ha inciso significativamente sulle attività

Ausl VdA: riduzione finanziamenti non ha inciso significativamente sulle attività

Nella mattinata di martedì 18 dicembre, l’Ausl VdA ga presentato un resoconto dell’attività svolta quest’anno.

Finanziamenti
Il commissario Angelo Pescarmona, esaminando i finanziamenti, ha evidenziato come “dal 2012, qui la spending review è stata più severa che altrove”. Dai 271 milioni 239 mila euro, frutto di finanziamenti regionali correnti nel 2012, quest’anno si è passati a 245 milioni 198 mila euro: una diminuzione del finanziamento corrente del 10% (26 milioni). Passando ai finanziamenti per investimenti, la diminuzione è stata del 63% (11 milioni 800 mila euro nel 2012, 5 milioni 500 mila nel 2018).
Pescarmona ha spiegato che “nel 2012 avevamo 3 milioni di euro di investimenti in tecnologie, mentre nel 2018, abbiamo un miolione di euro. Questo rende difficile mantenere la qualità dei macchinari, perché dovrebbero essere sostituiti ogni 8 anni“.

Personale
Il personale medico non risulta diminuito in maniera importante nel periodo in esame. Nel 2012, vi erano 298 medici a tempo indeterminato e 11 a tempo parziale. I dati al 17 dicembre 2018, invece, contano 297 medici a tempo indeterminato e 4 a tempo parziale. Inoltre, vi sono 6 medici a tempo determinato.
Durante la conferenza stampa, Pescarmona ha commentato: “Il 2018 ci ha permesso di completare l’assetto organizzativo dell’azienda. Inizieremo il 2019 con un’impostazione definita e ci sono le premesse per gestire bene l’azienda“.
Riguardo al discorso della carenza di personale, il commissario Ausl ha spiegato: “Ormai ci confrontiamo quotidianamente con accuse relative alle liste d’attesa. Le criticità in realtà esistono in quattro settori: ortopedia, psichiatria, diagnostica e allergologia. Il problema è legato alla carenza delle risorse, ma anche all’esagerato consumismo sanitario presente in Valle. Rispondere alla domanda eccessiva incrementando l’offerta non è una soluzione utile“. Alla sua voce si è aggiunta quella del direttore sanitario, Pier Eugenio Nebiolo: “Non c’è corrispondenza tra le criticità delle liste d’attesa e l’attività libero professionale dei medici. Inoltre, la libera professione in Valle è minima rispetto ad altre regioni“.
Pescarmona ha poi posto l’accento sul fatto che “entro il 2021, il 30% dei medici di medicina generale (a livello nazionale) andrà in pensione. Dalle scuole di formazione ne escono meno della metà“.

Ricoveri
Per esaminare i dati relativi ai ricoveri, l’Ausl si è basata su nove mesi del 2016, del 2017 e del 2018. Partendo dai ricoveri ordinari, questi hanno registrano una riduzione dagli 11 mila 249 del nonestre 2016, ai 10 mila 389 del 2018.
Quelli in Day-hospital, invece, sono passati dai 4 mila 24 del 2016, ai 3 mila 589 del 2018.
In generale quindi, il numero dei ricoveri è in diminuzione, tuttavia, la Valle d’Aosta risulta ancora essere “una delle regioni con il più alto tasso di ospedalizzazione” ha precisato Pescarmona.
Nel 2018, sono aumentate le prestazioni specialistiche.

Pronto soccorso
Nel nonestre del 2018 esaminato, sono stati registrati 38 mila 641 accessi al Pronto soccorso. Di questi, 16 mila erano codici bianchi, 19 mila 496, 2 mila 794 gialli e 260 codici rossi.

Pubblicato / aggiornato il 18/12/2018 alle 12:00
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Categoria: Salute