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Legambiente: no a nuovi impianti idroelettrici in VdA

Legambiente: no a nuovi impianti idroelettrici in VdA

Il circolo Legambiente della Valle d’Aosta ha inviato una lettera aperta dal presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, al ministro dello Sviluppo economicoe al  Ministro dell’Ambiente.

Al centro il decreto riguardante gli incentivi agli impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile.
La richiesta è che siano seguite due linee di principio: innanzitutto che gli incentivi destinati al settore dell’idroelettrico siano attribuiti  ai grandi impianti storici (perché possano procedere alla realizzazione delle opere di ammodernamento e di efficientamento di cui necessitano) e ai piccoli impianti che i Comuni potranno costruire sugli acquedotti e sulle condotte esistenti e che i Consorzi di miglioramento fondiario vorranno realizzare sugli impianti di irrigazione esistenti. Secondariamento che non siano attribuiti incentivi a futuri piccoli impianti, non ancora costruiti, che andrebbero a sottrarre le acque ai torrenti ancora allo stato naturale.
Legambiente si riferisce ai torrenti di alta montagna “che costituiscono una risorsa ambientale preziosa per le comunità locali che basano la loro economia sul turismo”e sostiene che produrrebbero una “quantità irrisoria di energia a fronte di impatti spesso severi“. L’invito è a “evitare di incorrere nella procedura di infrazione europea per il mancato rispetto della Direttiva Quadro Acque“.
Legambiente suggerisce anche alcune riflessioni: “Considerato che continueranno comunque a ricevere gli incentivi tutti gli impianti idroelettrici oggi funzionanti per tutti gli anni previsti (20) e considerato che l’attuale ingente spesa (1 miliardo l’anno) continuerà a ricadere ogni anno sui contribuenti attraverso il pagamento delle bollette, riteniamo opportuno che i nuovi stanziamenti aggiuntivi siano finalizzati in modo mirato a promuovere le nuove tecnologie più efficienti e le modalità di produzione di energia che presentano un maggiore spazio di sviluppo in modo compatibile con l’ambiente“. Il Circolo ricorda che “la Valle d’Aosta dà un notevole contributo alla produzione di energia idroelettrica con i grandi e vecchi impianti collegati alle dighe storiche. Negli ultimi 10 anni si sono aggiunti numerosi piccoli impianti ad acqua fluente che hanno derivato le acque di tutti i torrenti della regione con un notevole impatto ambientale, al punto che dal 2012 e fino ad oggi l’Amministrazione regionale ha deliberato una moratoria delle nuove domande di concessione, per salvaguardare gli ultimi corsi d’acqua rimasti allo stato naturale“.
Nei giorni precedenti l’incontro della Conferenza Stato-Regioni nel corso della quale il decreto è stato illustrato, Legambiente avea attaccato il precedente assessore alle Attività produttive, Stefano Aggravi, sostenendo che aveva chiesto la reintroduzione degli incentivi. “Gli emendamenti che avevo presentato – spiega Aggravi – erano in linea con quelli di Altro Adige, Trentino, Lombardia e Veneto e avevano la finalità di riequilibrare la peculiarità alpina di produzione di energia idroeletrica rispettoai più favoriti impianti eolici e fotovoltaici. Un emendamento chiedeva di tenere in considerazione la stagionalità con la quale, in Valle d’Aosta, possono essere effettuati i lavori edili“. Poco di politico, specifica Aggravi: “Gli emendamenti sonos tati proposti dai tecncii, dopo un’analisi del documento proposto dal Governo e delle possibilità di migliorarlo a tutela dell’idroelettrico valdostano“.

Pubblicato / aggiornato il 18/12/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione