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Costituita una Commissione speciale per la quotazione di CVA

Costituita una Commissione speciale per la quotazione di CVA

Giovedì 20 dicembre, la terza giornata di lavori del Consiglio Valle è stata aperta osservando osservare un minuto di silenzio in ricordo di Antonio Megalizzi, il giovane morto a seguito dell’attentato terroristico di Strasburgo.

Passando a trattare le interrogazioni a risposta immediata, il Movimento 5 Stelle ha voluto approfondire la questione della sostituzione di personale vacante da parte degli enti del comparto unico, chiedendo in particolare, come ha evidenziato il Consigliere Luigi Vesan, «le tempistiche per poter attingere dalla graduatoria del concorso concluso a fine luglio 2018, in modo da coprire i posti vacanti nei servizi finanziari associati dei Comuni di Châtillon e Saint-Vincent.»
Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, ha spiegato: «Il Dipartimento del personale ha evaso progressivamente le richieste avanzate dagli Enti del comparto unico per l’utilizzo di graduatorie regionali, compresa la domanda in questione dei Comuni di Châtillon e Saint-Vincent, e il 7 dicembre la Giunta regionale ha deliberato l’approvazione della convenzione con il Comune di Saint-Vincent per l’utilizzo delle graduatorie. Il 18 dicembre, il Dipartimento del personale ha contattato i 15 idonei ancora presenti nella graduatoria del concorso di luglio cui si fa riferimento. È stata verificata la loro disponibilità ad essere assunti negli Enti locali che hanno manifestato il loro interesse (Ayas, Valtournenche, Nus e l’Unité des Communes Walser), oltre ad altre opportunità in Regione e nelle scuole. Purtroppo, nessuno ha manifestato interesse ad essere messo a ruolo nel Comune di Saint-Vincent, il cui Segretario è già stato informato dagli uffici regionali competenti.»
Il Consigliere Vesan ha replicato: «Questa situazione evidenzia una delle infinite problematiche derivanti dall’applicazione della legge regionale n. 6/2014 che ha disciplinato l’esercizio associato di funzioni e servizi comunali. Accorpare i Comuni al di sotto dei 15 mila abitanti comporta, tra l’altro, la scarsa appetibilità a ricoprire posti, a parità di retribuzione, ma con enormi responsabilità. Intendiamo occuparcene direttamente, ma invito quest’Aula a voler mettere mano al più presto alla revisione di questa legge regionale.»


Il gruppo Impegno Civico ha voluto approfondire la recente ordinanza di sgombero degli occupanti di una baracca lungo la Dora, emessa dall’Assessorato regionale alle opere pubbliche.
«Ci chiediamo quale potrà essere la sorte della famiglia una volta che lo sgombero sarà eseguito. Stiamo parlando di persone fuggite dal loro Paese devastato dalla guerra per raggiungere l’Italia», ha evidenziato la Consigliera Daria Pulz, manifestando grande preoccupazione per la sorte delle persone implicate. 
L’Assessore alle opere pubbliche, Stefano Borrello, ha risposto: «La baracca è abusiva sia per quanto attiene l’occupazione della superficie demaniale sia per i permessi di costruzione comunale. Sono state effettuate le dovute segnalazioni per trovare una soluzione provvisoria per la famiglia, che è stata informata per il tramite di una lettera affissa alla baracca, in quanto non è stato possibile rintracciarla diversamente. I nostri uffici segnalano che, oltre ad essere abusiva e rappresentare un intralcio per la pista dell’aeroporto, la permanenza in questa struttura è un pericolo per gli occupanti, in quanto è già stata raggiunta dell’acqua della Dora. I signori hanno rifiutato sistemazioni provvisorie proposte e abbiamo saputo che nei mesi invernali ritornano nel loro Paese d’origine. L’Amministrazione regionale sia per l’aspetto della gestione del territorio che per le politiche sociali pone in essere tutte le iniziative necessarie appena viene messa a conoscenza delle situazioni problematiche. Va però detto che le persone devono dare disponibilità ad essere aiutate. »
La Consigliera Pulz ha replicato: «La qualità del welfare valdostano per anni è stata espressione delle migliori prassi per il contrasto dell’emarginazione e della povertà. È interesse di tutta la popolazione che questa tendenza non regredisca. Vigiliamo perché ciò non accada, a partire da atteggiamenti cinici nei confronti degli ultimi, di persone accampate sotto un ponte o in strutture abusive.»


Il gruppo Mouv’ ha chiesto notizie della chiusura dell’ambulatorio di sanità pubblica presso il consultorio di Variney, a Gignod. «Abbiamo appreso che questa struttura chiuderà a partire dal 1° gennaio 2019 – ha evidenziato il Consigliere Roberto Cognetta: visto che questo ambulatorio svolge una serie di attività a servizio della comunità della zona (vaccinazioni, visite per il rilascio della patente, stati di buona salute, ecc.), chiedo al Governo di soprassedere alla chiusura, in modo da garantire un presidio strategico per gli utenti.» 
L’Assessore alla sanità, Mauro Baccega, ha risposto: «C’è una grave carenza di medici igienisti – si è passati da 13 a 5 medici in tre anni – dovuta alla nota carenza di medici specialisti non solo in Valle d’Aosta ma in tutta Italia, determinata dal mancato turn over a causa dei concorsi che vanno deserti. A partire dal 1° gennaio 2019, l’USL ha quindi predisposto la razionalizzazione dell’attività accentrando il più possibile i poli vaccinali (Morgex, Saint-Pierre, Aosta, Charvensod, Nus, Châtillon, Verrès, Donnas). Le altre attività ambulatoriali (certificazioni patenti, porto d’armi, ecc.) saranno erogate negli ambulatori limitrofi, che in Valle d’Aosta, per fortuna, sono ben distanti dalle medie di un ambulatorio di Igiene ogni 50-60 mila abitanti, come avviene nelle realtà limitrofe. In tal modo saranno garantiti i LEA. I servizi ridotti a Gignod si riferiscono in particolare al Dipartimento psichiatria. Ho chiesto una relazione approfondita e tornerò su questo argomento con la struttura regionale per verificare se ci sono gli elementi per ritornare sulle decisioni già assunte.»
Il Consigliere Cognetta ha replicato: «Il fatto che ci abbia rimesso Variney non fa piacere. Io le suggerisco una soluzione che è quella di spostare qualche operatore da Aosta a Variney per alcune ore alla settimana: non credo sia difficile da organizzare. E a questo proposito annuncio che presenterò una risoluzione all’Aula. O vogliamo difendere le piccole comunità o altrimenti raccontiamo bugie.»


Con un’interpellanza, il Movimento 5 Stelle ha voluto conoscere gli intendimenti del Governo regionale in merito all’utilizzo dei capannoni ad oggi in disuso di proprietà di Vallée d’Aoste Structure, società controllata regionale. «Sono numerosi sul tutto il territorio valdostano i capannoni di VdA Structure vuoti, in disuso e che talvolta versano in condizioni di degrado – ha spiegato la Consigliera Manuela Nasso -. Si tratta di strutture che potrebbero essere utilizzate da aziende valdostane che invece per criticità e questioni burocratiche si trovano costrette a fare la scelta di spostarsi fuori dalla nostra regione e ciò sarebbe davvero un grande fallimento. Vogliamo quindi sapere quali siano i criteri con cui VdA Structure dà in uso o meno i capannoni.»
L’Assessore alle finanze, Renzo Testolin, ha risposto: «Negli anni, il patrimonio immobiliare trasferito a VdA Structure dalla Regione è stato quanto mai vario e eterogeneo, comprendente fabbricati di recente costruzione, ma anche veri e propri reliquati industriali, cui si sono aggiunti fabbricati agricoli, necessitanti di consistenti migliorie e interventi di messa a norma. Di fatto, VdA Structure sta intervenendo con un piano di dismissioni degli immobili non più strategici e redditizi, oltre che con un piano di lavori. Teniamo presente che nessun capannone in disuso può essere affidato se non risulta essere a norma e a questi lavori spesso si sommano le personalizzazioni di cui necessitano le imprese; per questo, abitualmente si svolge una verifica per capire se tali lavori possano essere svolti direttamente dall’impresa. È nato un tavolo operativo sul modello gestionale degli immobili per cercare di dare soluzioni tecnico-amministrative per un maggiore snellimento delle procedure per rendere VdA Structure più efficiente e più solida economicamente con la razionalizzazione delle spese. I criteri seguiti per dare in uso i capannoni discendono dalla deliberazione di questo Consiglio dell’aprile 2007, che indica gli indirizzi strategici, tra cui la valorizzazione degli immobili, il consolidamento dello sviluppo delle imprese ospitate, l’incremento occupazionale, la trasparenza e l’equità di trattamento, l’applicazione di locazioni concorrenziali. L’Assessorato alle attività produttive segue un nuovo disciplinare per la concessione delle strutture afferenti all’ambito di competenza; invece, per le attività commerciali, VdA Structure ha autonomia funzionale. Ogni necessità rappresentata dalle aziende che intendono insediarsi ha esigenze specifiche che devono collimare con le situazioni oggettive sia degli immobili sia della zona di riferimento. Ritengo che un’interlocuzione diretta tra l’azienda interessata e VdA Structure, coinvolgendo anche l’Assessorato per supporto o mediazione, sia ben accetta e opportuna, in modo di dare risposte concrete a chi ha bisogno, nel limite di vincoli che non dipendono direttamente dall’Amministrazione regionale, ma sono dettati ad esempio dai piani regolatori. La nostra disponibilità resta massima.»
La Consigliera Manuela Nasso non si è detta soddisfatta della risposta: «Alcune aziende mi hanno rappresentato difficoltà a relazionarsi con gli Enti di riferimento. Non possono essere cavilli e trafile burocratiche a spezzare le gambe di chi cammina da solo, anche perché il messaggio che passa è che la Regione non aiuta le imprese. Ricordo che in città, e non solo, ci sono capannoni perfettamente a norma ma sfitti già da diverso tempo: non compromettiamo strutture che possono essere utilizzate fin da subito. Facciamo attenzione, perché sono diverse le imprese costrette a valutare lo spostamento della loro sede fuori Valle. Continuerò a vigilare su questa tematica.»


Con un’interpellanza, il gruppo Impegno Civico ha voluto conoscere le azioni intraprese dall’Amministrazione regionale per ottenere una rappresentanza della Regione in seno al Parlamento europeo. Il Consigliere Alberto Bertin, richiamato il fatto che, a seguito «dell’uscita dall’Unione europea del Regno Unito, all’Italia saranno assegnati ulteriori tre seggi in seno al Parlamento europeo», ha chiesto «quanto sia stato sinora realizzato in relazione all’impegno assunto con la mozione approvata da quest’Aula il 27 luglio scorso, proprio a proposito di questa tematica. Il tempo stringe, perché a maggio saremo chiamati ad eleggere il nuovo Parlamento.»
Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, ha osservato: «Il più grande problema politico in questi mesi, in attesa delle Europee, e proprio quello di ottenere una circoscrizione elettorale per la Valle d’Aosta: un parlamentare europeo per la nostra comunità è fondamentale. La legge di riferimento ha sempre penalizzato i nostri piccoli numeri: oggi c’è qualche possibilità in più e speriamo che la nostra Regione possa ottenere un parlamentare. Cosa abbiamo fatto in questi 10 giorni dal nostro insediamento? Sono stato a Roma e ho incontrato vari parlamentari, ma in particolare ho approfondito la tematica con il Senatore Lanièce, il quale ha riferito che si discuterà a gennaio 2019 di questo argomento: dovremo, quindi, raccordarci per un’azione sinergica fra tutte le forze politiche. E penso che quanto ha fatto di molto positivo la precedente Giunta, continuerà a farlo anche dai banchi dell’opposizione.»
Il Consigliere Alberto Bertin (IC), nella replica, ha evidenziato: «A me interessava sapere che cosa sia stato fatto in termini generali, non quello che ha fatto il Presidente Fosson in questi dieci giorni, anche perché egli rappresenta la continuità, visto che era già in maggioranza e occupava l’importante posto di Presidente del Consiglio. I nomi cambiano, ma la carica di Presidente resta e quindi mi sarei aspettato una risposta più puntuale. Visti i risultati inesistenti, invito il Presidente della Regione ad avviare un’azione politica forte, tenendo presente che i tempi sono strettissimi.»

Con un’interpellanza presentata dal Consigliere Stefano Ferrero (Mouv’), il Consiglio Valle ha affrontato la situazione della Cioccolato Valle d’Aosta Spa. In particolare, Ferrero ha rappresentato «la gravità della situazione in cui versa l’azienda Cioccolato Valle d’Aosta Spa di Pont-Saint-Martin, ex Feletti 1882 Spa» e si è chiesto quali siano «le motivazioni e le valutazioni che avevano indotto Finaosta a concedere un finanziamento complessivo di quattro milioni di euro, attribuendo agli immobili a garanzia dei mutui un valore di cinque milioni di euro, di gran lunga superiore a quello di acquisto da parte della stessa azienda.» Il consigliere Ferrero ha quindi voluto sapere «se sia stato effettivamente acquistato il nuovo impianto di imballaggio del valore stimato di 250 mila euro che faceva parte del finanziamento; se sussista una situazione di morosità nei confronti di Finaosta relativamente alla restituzione delle rate del mutuo; quali siano stati ad oggi gli incassi, la produzione industriale e le misure aventi riflessi positivi sull’occupazione; se il Governo regionale intenda valutare l’eventuale sussistenza di un danno erariale nei confronti dell’Amministrazione regionale.» 
L’assessore alle attività produttive, Renzo Testolin, ha risposto: «Il prezzo di acquisto dell’immobile ammonta complessivamente a circa di 4 milioni, sostenuti attraverso il mutuo ipotecario della durata di 15 anni concesso da Finaosta Spa e attraverso fondi versati dai soci aziendali. Il valore dell’immobile di 5 milioni di euro è stato stimato dai periti su valori di mercato. Il finanziamento concesso da Finaosta destinato all’acquisto dell’immobile è inferiore di circa 400 mila euro. Per quanto attiene al macchinario di imballaggio, la società Cioccolato VdA ha optato per l’acquisto di un altro modello diversamente da quanto inizialmente previsto, del costo di 104 mila euro. Al 4 dicembre, risultano insolute due rate del 2018 per circa 265 mila euro.»  L’assessore ha poi dettagliato l’attività di questi tre anni, «dai cinque mesi del 2016, quando si è preso in carico l’immobile ed è stata ripristinata la funzionalità dei macchinari, passando per il 2017 e la produzione di 19.7 tonnellate di cioccolato, per arrivare al 2018, quando a novembre sono stati licenziati i sei dipendenti.»  Testolin ha quindi concluso: «Su questa situazione critica, l’attenzione politica deve esserci, ma non sono queste le iniziative da un punto di vista tecnico da attivare o gestire direttamente. In merito alla valutazione di sussistenza di un danno erariale, ritengo che il quesito sia stato proposto provocatoriamente; comunque, la risposta spetta ad altri organi.» 
Il consigliere Ferrero ha osservato: «Non penso di aver sbagliato la mira ponendo queste domande. Stiamo parlando di una società che non ha intenzione di pagare le rate del mutuo. Se la Società finanziaria svolge istruttorie valutative ottenendo solo risultati negativi, cosa le facciamo a fare? Di quattro milioni, 300 mila non sono tornati indietro: cerchiamo di risolvere questa situazione. Ma la strada giusta non è di certo non concedermi l’accesso agli atti di questa vicenda.»


L’Assemblea approvato all’unanimità, così come emendata su proposta dell’assessore ai trasporti, Luigi Bertschy, una mozione iscritta congiuntamente dai gruppi Impegno Civico e Movimento 5 Stelle in merito alla ferrovia.
Il testo impegna la Giunta regionale e l’Assessore ai trasporti a organizzare, entro 60 giorni, un’apposita riunione tecnica sul progetto di “Porta del Canavese-Monferrato” con la partecipazione, oltre che della Regione Valle d’Aosta, della Regione Piemonte, della Città metropolitana di Torino, dell’Associazione Identità Comune di Chivasso, del Comitato “La Valle d’Aosta Riparte”, dell’Associazione “Pendolari stanchi” e delle organizzazioni sindacali di categoria.
Come ha specificato nell’illustrazione la Consigliera Chiara Minelli (IC), la stessa mozione prevede l’impegno ad aggiornare la Commissione consiliare competente in merito ai rapporti con la Regione Piemonte a proposito della realizzazione della “lunetta” di Chivasso e dell’utilizzo del fondo di 7 milioni di euro per avviare la progettazione definitiva dell’elettrificazione della tratta Ivrea-Aosta.

Il Consiglio dell’Università della Valle d’Aosta è stato invece l’argomento della mozione del gruppo Impegno Civico, respinta con 3 voti a favore (IC), 9 contrari (Lega VdA e Mouv’) e 21 astensioni (UV, UVP, ALPE, SA, GM, M5S), incentrata sulla nomina del professor Stefano Bruno Galli, ritenuta inopportuna, in ragione, come ha spiegato nell’illustrazione la Consigliera Daria Pulz, «del suo ruolo esplicitamente politico, oltre che del fatto che un Assessore della Regione Lombardia non può disporre del tempo necessario da dedicare al rilancio della nostra Università». La mozione era volta a richiedere le dimissioni volontarie del professore in ragione del mutato contesto politico e istituzionale; in subordine, a procedere con una nuova nomina, che sia anche più rispettosa dei principi di rappresentanza di genere. Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, ha annunciato l’astensione della maggioranza, rimarcando che l’inopportunità della situazione risiede nel ruolo politico ricoperto dal professore, senza per questo voler mettere in dubbio le sue competenze.


Una Commissione consiliare speciale per l’analisi a supporto delle decisioni in merito alla prosecuzione o all’interruzione del processo di quotazione in borsa della Compagnia Valdostana delle Acque, la società partecipata al 100% dalla Regione per la produzione di energia da fonti rinnovabili, è stata decisa dal Consiglio Valle approvando all’unanimità una risoluzione collegata alla legge di stabilità regionale per il triennio 2019-2021 depositata in Aula da tutti gruppi consiliari.
La Commissione dovrà svolgere il proprio mandato entro il 31 marzo 2019, al termine rimetterà all’Assemblea una relazione conclusiva in cui saranno riportati gli esiti dell’analisi evidenziando per ogni scenario punti di forza e criticità.
Il Consiglio, con la stessa risoluzione, ha anche nominato i componenti della Commissione speciale, di cui fanno parte nove Consiglieri, uno per gruppo consiliare, di cui uno Presidente. Sono stati nominati: Roberto Luboz (Lega VdA), Elso Gerandin (Mouv’), Chiara Minelli (IC), Luciano Mossa (M5S), Joël Farcoz (UV), Pierluigi Marquis (SA), Patrizia Morelli (ALPE), Claudio Restano (GM) e Alessandro Nogara (UVP), nominato Presidente.

L’Assemblea ha poi approvato all’unanimità una risoluzione sull’ambulatorio di Variney, sottoscritta da tutti i gruppi consiliari. Il testo invita l’Assessore regionale della sanità a scongiurare la chiusura del presidio di Variney dando indicazioni all’azienda USL affinché si realizzi una convenzione con uno o più medici di sanità pubblica al fine di mantenere aperto tale presidio e, nell’urgenza, a trasferire per mezza giornata o una giornata alla settimana un medico presso tale presidio.


È stata anche respinta con 16 voti favorevoli e 18 astensioni (UV, UVP, ALPE, SA, GM) una risoluzione depositata dai gruppi Lega VdA, Mouv’, M5S, Impegno Civico che intendeva invitare il Presidente della Regione a sospendere la nomina del nuovo Consiglio di amministrazione della Monterosa Spa o l’eventuale ri-nomina dell’attuale fino alla presentazione in seconda Commissione delle risultanze che perverranno dagli uffici in merito alle assunzioni effettuate dalla Società. Invitava, inoltre, il Consiglio regionale a dare sostegno alle piccole stazioni, invitando la Monterosa Spa a mantenerle attive nell’interesse del territorio della vallata e della regione tutta. Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, ha annunciato il voto di astensione della maggioranza, avendo confermato il proprio impegno a fare chiarezza prima di procedere alle nomine, così come l’intenzione di operare per il sostegno delle piccole stazioni sciistiche.


La Consigliera Pulz (IC) ha poi ritirato una risoluzione che era volta a impegnare il Governo regionale affinché fossero definiti con la massima precisione i criteri adottati per la concessione della Sala Maria Ida Viglino, a fronte dell’impegno del Presidente della Regione Fosson a verificare e chiarire le regole.  


Il Consiglio tornerà a riunirsi mercoledì 9 e giovedì 10 gennaio 2019.


 


 


 




Pubblicato / aggiornato il 20/12/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione