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La maggioranza al contrattacco di Mossa su Cva

La maggioranza al contrattacco di Mossa su Cva

Da Nogara, continue interruzioni
Dopo l’esposizione da parte dei vertici del Gruppo, si è aperto il confronto tra Commissari e CVA.
Il capogruppo del Movimento 5 stelle aveva predisposto nove articolate domande. Che in parte non sono state poste.
Spiega Luciano Mossa: “Il presidente della Commissione ha ritenuto opportuno interrompere ripetutamente i miei interventi, pur essendo le mie domande pertinenti e specificatamente rivolte alla Società partecipata: mi sono quindi visto costretto a rinunciare a parte delle mie richieste a causa di questo atteggiamento“.
Il gruppo MoVimento 5 Stelle ritiene che un argomento “così delicato e importante per la Valle d’Aosta” meriti tutto l’approfondimento tecnico possibile “senza essere ostacolato da chi invece dovrebbe promuovere il dibattito e l’attività ispettiva da parte dei singoli membri della Commissione“.

Le nove domande del M5S
Ma quali erano le domande di Mossa?
Il suo ragionamento partiva dall’ipotesi che – a causa del cambiamento climatico – in pochi anni le riserve idriche si ridurranno e la distribuzione delle precipitazioni varierà i flussi idrici. Il primo quesito era dunque se il Piano strategico di Cva contempli questa situazione, chiedendo di specificare quali sono la sua articolazione temporale e la sua dotazione economica.
Il Movimento 5 Stelle ha consultato uno studio recente della Bocconi, svolto sull’industria europea della distribuzione dell’energia, secondo il quale alcune conseguenze all’entrata nel capitale di investitori di diverse tipologie sono la diminuzione degli investimenti strutturali e l’aumento dei profitti basati sugli aumenti di prezzo al consumo. Il secondo quesito era dunque come si porrebbe la Cva quotata di fronte a queste esigenze del territorio (prezzi contenuti, sviluppo e incentivazione della e-mobility)?
Altro documento consultato è il rapporto 2016 del World Energy Council, che ha evidenziato un forte trend di sviluppo tecnologico e di investimento nello storage. Il terzo quesito era allora come si posiziona CVA in questo ambito, importante fattore di attrattività sul mercato.
La quarta domanda era quale siano il punteggio medio e quello minimo degli impianti Cva rispetto alla valutazione di sostenibilità idroelettrica.
L’introduzione alla quinta domanda è che CVA compete nel mercato italiano dell’energia, in particolare nel comparto della produzione da fonti rinnovabili, ma ha attualmente dimensioni molto limitate rispetto ai leader di mercato. Supponendo che la quotazione in borsa di un 25-30 % del capitale consenta di acquisire risorse finanziarie da dedicare allo sviluppo, Mossa ha chiesto in che modo tali risorse saranno coerenti con l’obiettivo dichiarato di divenire leader nel mercato.
Era interesse del Movimento 5 stelle ascoltare, da parte dei veritci di Cva, l’illustrazione delle best practice e delle bad practice di quotazione di società simili a Cva, poiché i confronti aziendali che gli erano stati mostrati in precedenza non li ritene coerenti con la tipologia aziendale di Cva.
La settima domanda era se la governance della società energetica ritenga di aver fornito tutte le informazioni basilari per una valutazione consapevole da parte del Consiglio Valle.
Riferendosi all’instabilità attuale del mercato azionario e alla volatilità delle azioni, l’ottava domanda era se questo sia il momento più propizio per condurre questa operazione.
Infine, in considerazione del fatto che anche aziende molto rinomate si sono quotate in borsa e poi si sono ritirate, la nona domanda era se il Piano strategico contempli l’ipotesi di un “fallimento” della quotazione (cioè la mancata collocazione della quota iniziale) o, nel caso in cui la collocazione raggiunga l’obiettivo, quella che le quotazioni del titolo abbiano prezzi continuamente calanti.
Le risposte, quelle date, sono coperte da segreto.

Il contrattacco della maggioranza
La risposta della maggioranza al consigliere Mossa è arrivata in apertura dei lavori del Consiglio Valle di mercoledì 9 gennaio.
Patrizia Morelli (Alpe) ha affermato che l’incomorensione fra Nogara e Mossa si sarebbe potuta risolvere al termine della riunione. “Mossa ha lettouna serie di domande molto circostanziate che sarebbero state utili al dibattito ma si è creato un dialogo a senso unico di 45 minuti, che ha ostacolato il lavoro degli altri consiglieri – ha detto Morelli -. Nogara, con buon senso, ha interrotto il collega Mossa tutelando gli altri commissari. L’interpretazione di Mossa è fuorviante e non vorrei compromettesse il buon esito e la discussione serena nella Commissione. Un atteggiamento che richiede cultura politica che i corsi di formazione non danno”.
Luciano Mossa (M5S)ha replicato che dalle sue domande è emerso che la società non è pronta a compiere il passo che intende fare. “Questa Commissione sta rischiando di diventare una semplice formalità e ,per i colleghi di maggioranza ,sarebbe auspicabile il silenzio da parte dell’opposizione – ha poi detto -. Noi stiamo cercando di valutare se questa sia la scelta migliore per la società e la Valle D’Aosta. Evidentemente abbiamo una sensibilità diversa rispetto a quella della collega Morelli”.
Pierluigi Marquis (Stella alpina) si è inserito nel dibattito affermando: “Non credo che Mossa sia riuscito a mettere in difficoltà la governance. Se abbiamo secretato i verbali abbiamo fatto un favore a lui e non a Cva. Qual è l’attinenza del cambiamento climatico con la quotazione in borsa di Cva? Bisogna risolvere i problemi concreti e non cercare consensi di breve respiro”.
Claudio Restano (PnV) ha affermato che se i quesiti fossero stati consegnati prima, gli auditi avrebbero avuto modo di prepararsi invece di trovarsi di fronte a toni da inquisizione. “La Commissione non serve per mettere in difficoltà i tecnici ma per acquisire informazioni funzionali a compiere scelte consapevoli. Bisogna essere il più possibile obiettivi nel porre le domande”, ha concluso.
Chiara Minelli (Rete civica) ha lamentato il fatto che la durata della riunione sia stata inattesa e non programmata. 
Joêl Farcoz (Uv) ha auspicato che questo spiacevole inconveniente non faccia venire meno l’importanza del lavoro che si sta portando avanti in Commissione.
Alessandro Nogara (Uvp)si è detto stupito delle affermazioni di Mossa quando parla di censura. “Nella prossima riunione chiederò ai commissari di poter rendere pubblica l’audizione di ieri. Così smaschererò la malafede di quanto è stato detto”, ha concluso. 
Luigi Vesan (M5S) ha replicato a Nogara che nessuno ha parlato di censura ma gli argomenti presentati meritavano approfondimenti. Si è espresso contro il contingentamento degli interventi nelle riunioni e ha ricordato che, se non fosse stato per l’intervento del collega Mossa e di quattro altre domande della minoranza, l’audizione si sarebbe conclusa assai rapidamente. Si è espresso a favore della pubblicazione dei contenuti dell’incontro ma, ha detto, “se si vuole togliere il segreto che sia pubblicazione integrale, dando alla possibilità di inserire gli omissis a Cva sulle parti che sono segreto industriale”.

Pubblicato / aggiornato il 08/01/2019 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione