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Rifondazione comunista chiede alla VdA di ricorrere contro il decreto sicurezza

Rifondazione comunista chiede alla VdA di ricorrere contro il decreto sicurezza

Sostiene si tratti di norme che tentano di forzare la Costituzione contro i diritti fondamentali delle persone.
La sfida lanciata da Leoluca Orlando, sindaco di Palermo si pone come un rimedio estremo alla aggressione ai diritti delle persone garantiti dalla Costituzione e dai trattati internazionali – scrive Francesco Lucat in una nota –.  La sua scelta, condivisa da numerosi altri sindaci, rilancia il protagonismo degli amministratori locali che rischiano di subire, indiscriminatamente, gli effetti devastanti delle scelte nefaste del governo ed apre un conflitto, tanto duro quanto salutare, per far emergere il marcio di una legislazione fondata sul disprezzo dei diritti umani
Un disprezzo che vediamo ampiamente condiviso da un’Europa lontanissima dagli ideali di solidarietà che secondo i padri dell’ europeismo ne dovevano costituire il fondamento“.
Rivolgendosi agli amministratori valdostani, Lucat scrive: “Non sarebbe male se una maggioranza regionale autonomista seguisse l’indicazione del senatore valdostano, che ha espresso voto contrario al decreto sicurezza, e quindi si rivolgesse alla Consulta, come è nei suoi poteri,  per porre la questione di costituzionalità. Né sarebbe male se il sindaco di Aosta si ricordasse che la conquista dei diritti e delle libertà fondamentali (lo sciopero, il voto alle donne….) è venuta da quelle e da quelli che contro le leggi ingiuste hanno saputo obiettare. Secondo Centoz è un errore trattare il problema migranti come un problema morale, una scelta etica. Con Carla Nespolo, presidente dell’ ANPI, gli ricordiamo che: Quando si tratta della vita delle persone, lo scontro politico anche il più duro richiede un’alta moralità“.

Rispetto al fatto che il ministro dell’Interno si è trincerato dietro il principio di legalità (una legge approvata dal Palamento e promulgata dal presidente della Repubblica). Lucat replica: “Anche le leggi razziali del 1938 sono state approvate secondo le procedure costituzionali del tempo. Poi è arrivata la Costituzione,  che ha cambiato la natura della legalità. Una legalità in cui non trovano posto norme disumane e criminogene, che puzzano di leggi razziali. Una puzza non avvertita dai grillini che nel loro farisaismo legalista scolano il moscerino e lasciano passare il cammello. Come la deputata Tripodi“. Rifondazione comunista ricorda la lezione di Lorenzo Milani, che scriveva nella Lettera ai Giudici: “Posso solo dir loro che essi dovranno tenere in tale onore le leggi degli uomini da osservarle quando sono giuste (cioè quando sono la forza del debole). Quando invece vedranno che non sono giuste (cioè quando sanzionano il sopruso del forte) essi dovranno battersi perché siano cambiate. E quando è l’ora non c’è scuola più grande che pagare di persona un’obiezione di coscienza. Cioè violare la legge di cui si ha coscienza che è cattiva e accettare la pena che essa prevede“.
Rifondazione comunista  sostiene che Leoluca Orlando e tanti altri stanno mettendo in pratica questo insegnamento e si schiera al loro fianco.
 

Pubblicato / aggiornato il 08/01/2019 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione