Consiglio Valle: liste d’attesa, promozione dell’agroalimentare e Monte Bianco
In apertura dei lavori, la presidente dell’Assemblea ha comunicato all’Aula la decisione assunta dalla Conferenza dei Capigruppo circa il rinvio alla prossima adunanza consiliare di diversi punti iscritti all’ordine del giorno.
Gli interventi per la risoluzione del problema delle liste d’attesa in campo sanitario sono stati oggetto di un’interpellanza illustrata dal Movimento 5 Stelle. La Consigliere Maria Luisa Russo, richiamato «il decreto legge n. 14 del 20 febbraio 2017, che sancisce definitivamente, e non più in via interpretativa, il divieto di somministrazione e vendita di bevande alcoliche ai minori di 18 anni», ha voluto sapere «chi si è occupato, dalla data dell’emanazione della legge in questione, di comunicarne il contenuto ai pubblici esercizi, nonché dell’opportunità di affiggere appositi cartelli; quanti e quali interventi sono stati svolti nel 2018 nelle scuole e quali sono in previsione nel 2019; quanti controlli sono stati effettuati nei pubblici esercizi. Ci chiediamo, infine, se l’Amministrazione regionale intenda sollecitare i proprietari /gestori dei pubblici esercizi ad un coscienzioso rispetto di questa legge.»
L’Assessore alla sanità, Mauro Baccega, premesso che l’abuso dell’alcol «è sicuramente la causa più diffusa di dipendenza, ed è preoccupante soprattutto nei giovani, atteso che le statistiche ci dicono che i ragazzi non bevono vino in genere, ma bevande meno naturali, soprattutto superalcolici», ha spiegato: «Il decreto legge n. 14 del 2017 disciplina la possibilità per i Sindaci di stabilire limitazioni agli orari per la vendita e la somministrazione di alcolici, alzando definitivamente l’età minima per il loro consumo a 18 anni. Dalla ricognizione sugli atti emanati in tal senso dai Comuni valdostani, è emerso che non sono scaturite ordinanze, eccezion fatta per alcune emesse in occasione di eventi particolarmente significativi, ad esempio la Fiera di Sant’Orso. Le Associazioni di categoria hanno invece fatto campagne informative e di comunicazione presso i rispettivi associati.» «Per quanto attiene agli interventi posti in essere – ha proseguito l’Assessore Baccega -, continua il progetto di prevenzione secondaria, ovvero di screening, avviato nel 2014 dal SERD dell’Azienda USL in collaborazione con le Istituzioni scolastiche, che coinvolge le scuole secondarie di primo e secondo livello, rivolgendosi a insegnanti, educatori e famiglie con il proseguimento dello sportello di ascolto permanente e la costituzione di gruppi di supervisione clinica. Inoltre sono numerosi gli interventi sulle dipendenze, anche se non sono specifici sull’alcol. L’argomento viene sempre trattato (come anche le sostanze, le dipendenze digitali, il tabacco e il gioco d’azzardo). Tengo a sottolineare che si è appena conclusa, con esito soddisfacente, la settimana della legalità, con numerosi eventi di informazione e sensibilizzazione ai giovani e, in generale, alla popolazione. Le varie iniziative sono state anche l’occasione per procedere a una pianificazione di ulteriori azioni.» In merito ai controlli nel corso del 2018, l’Assessore alla sanità ha riferito: «I Carabinieri – Gruppo Aosta ci hanno comunicato di aver effettuato circa 50 controlli (nessuna sanzione elevata); il Corpo forestale della Valle d’Aosta ha dato riscontro negativo in quanto non rientra tra i compiti ordinari; la Polizia locale del Comune di Aosta non ha elevato sanzioni; la Guardia di finanza ha effettuato una serie di interventi, da incrementare nel 2019; la Polizia di Stato ha effettuato 14 controlli.» L’Assessore ha quindi concluso sottolineando: «La nostra azione politica consiste nell’attenzionare questo problema preoccupante, individuando tutti i possibili strumenti di contrasto e di attenuazione del fenomeno. Un plauso, infine, alle Forze dell’ordine e ai servizi di soccorso.»
Nella replica, la Consigliera del M5S, Maria Luisa Russo, ha espresso due perplessità: «Innanzitutto, ho notato che pochissimi locali espongono il cartello di divieto di somministrazione di bevande alcoliche ai minorenni, per quanto questo non sia un obbligo; ma ciò che mi sta più a cuore è l’esigenza di rendere maggiormente efficaci le modalità di controllo, in modo dar poter prendere adeguatamente in carico un problema che, purtroppo, nella nostra regione è sottovalutato.»
Con un’interpellanza del gruppo Mouv’ si è fatto il punto sulla questione dell’erogazione ai dipendenti del rimborso chilometrico loro spettante dal 2011. «Il 10 dicembre scorso la Corte di Cassazione ha condannato la Regione Valle d’Aosta al rimborso chilometrico nei confronti di diversi suoi dipendenti, in particolare agli operai forestali che dal 2011 non percepivano più il rimborso – ha spiegato il Consigliere Roberto Cognetta -. Vorrei quindi sapere a quanto ammonta la spesa non erogata dal gennaio 2011 ad oggi e se l’Amministrazione regionale intenda erogare le spettanze dovute. Io credo che ci sia stato un sopruso.»
Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, ha riferito che «alle due domande poste non può essere data una risposta perché non ve ne sono i presupposti. Infatti, gli uffici competenti dell’Amministrazione regionale ricordano che l’ordinanza della Cassazione fa stato esclusivamente tra le parti del giudizio – e non può essere estesa ad altri soggetti perché vi è il divieto per le Pubbliche Amministrazioni, introdotto dalla legge n. 311 del 2004, di estendere le decisioni giurisdizionali in materia di personale – e che nel caso specifico è relativa ad un contenzioso promosso da un operaio forestale, non soggetto quindi all’applicazione delle disposizioni contrattuali delle categorie del comparto unico ma al contratto integrativo regionale di lavoro degli operai e impiegati forestali. Ad oggi, peraltro, non sono quantificate neppure le indennità per rimborso chilometrico oggetto del ricorso in questione, in quanto il dipendente si è riservato di quantificarle con un giudizio separato, nell’ambito del quale dovrà anche provare di aver effettuato le trasferte.» «Dal punto di vista generale, invece – ha concluso il Presidente – dal 2011 in avanti il Dipartimento personale e organizzazione ha contabilizzato e corrisposto le indennità per rimborso chilometrico dovute e pertanto non vi sono dipendenti o ex dipendenti che debbano ricevere delle indennità di rimborso chilometrico non erogate.»
Nella replica, il Consigliere Cognetta ha evidenziato: «È grave che gli uffici non possano dare una risposta. Ora tutti gli operai forestali, che giustamente reclameranno quanto spetta loro di diritto, faranno ricorso e potranno vincerlo a fronte di una sentenza che è chiarissima, con tutte le conseguenze di spesa per la Regione. Quella di allora è stata una scelta politica scellerata che serviva a fare cassa, e come al solito si è colpito i più deboli, e adesso ci arriverà il conto. Sarebbe opportuno trovare delle soluzioni economiche adeguate e annuncio che noi come Mouv’ supporteremo chi vorrà fare ricorso su questa cosa, visto che è un loro diritto ed è giusto che venga loro riconosciuto: usavano la macchina e lavoravano per l’Amministrazione. In altri settori aiutiamo sempre e comunque, ma chi lavora con stipendi da fame mai.»
Il Movimento 5 Stelle ha trattato della promozione e della valorizzazione di prodotti del comparto alimentare valdostano. «Chiediamo di fare il punto sulle iniziative già intraprese o in programma per promuovere sui mercati italiani ed esteri questo comparto che a livello nazionale presenta i migliori risultati dal punto di vista dell’export e della crescita economica – ha evidenziato il Consigliere Luigi Vesan -. Vorremmo conoscere anche gli investimenti attuati nel 2018 e programmati per il 2019 per la tutela dei DOP e delle DOC valdostane, oltre alle azioni si intendano intraprendere per il riconoscimento e la relativa valorizzazione di ulteriori marchi di origine (DOC, DOP o IGP) su prodotti di provenienza valdostana.»
L’Assessore all’agricoltura, Laurent Viérin, ha concordato «sull’importanza del comparto alimentare in Italia e del grande potenziale per la Valle d’Aosta; motivo per cui una delle iniziative di riorganizzazione alla base del nuovo Assessorato è stata l’unione del comparto del turismo con quello dell’agricoltura, anche per quanto riguarda la promozione dei prodotti. Un’azione, questa, propedeutica alla riforma del turismo, con la nascita del nuovo Office del tourisme che sarà braccio operativo. Nell’ottica di un maggiore raccordo tra l’Amministrazione regionale e i settori di competenza, sono stati istituiti vari tavoli (turismo, turismo e marketing, filiera e agricoltura, montagna e ambiente, sport, cultura e artigianato). » A proposito delle iniziative da mettere in campo nel 2019, l’Assessore Viérin ha comunicato «la recente approvazione di un investimento di 174 mila euro relativo ad azioni mirate fuori dalla Valle, al fine di individuare nuove occasioni dal grande potenziale (basti pensare al Salon de l’agriculture di Parigi e il Vinitaly con la novità del Vinitaly in the city cheese). In merito alle azioni locali, la strategia è di proporre una serie di iniziative con risvolto turistico (appuntamenti di show cooking, il Marché au fort, il concorso mieli, la valorizzazione dei Vins extrêmes). Stiamo anche rilanciando un accordo siglato con gli operatori turistici di Alba: quest’anno presenteremo il Modon d’or con abbinamenti della fontina al tartufo e ai vini. Un esempio del nostro progetto di instaurare sinergie coi territori limitrofi, in modo da promuovere sia i prodotti enogastronomici sia pacchetti turistici. Tra le altre azioni, stiamo studiando altri mercati, anche per implementare la vendita all’estero di prodotti di qualità: in questo senso, nei giorni scorsi ho incontrato la Chambre. Procederemo poi all’abbinamento dei grandi eventi organizzati in Valle (quali la Coppa del mondo di sci a Cogne e il Giro d’Italia) alla promozione dei nostri prodotti.» L’Assessore Viérin, sottolineato di «accordare la massima priorità e tutta la nostra attenzione al grave fenomeno della contraffazione», ha concluso: «Tutto il lavoro puntuale di questi ultimi anni sul comparto alimentare, non solo DOP, ci fa riaprire la discussione sulla mela valdostana, prodotto di eccellenza da valorizzare prioritariamente, oltre alla filiera del pane. Si lavorerà quindi per il riconoscimento della Mela DOP della Valle d’Aosta.»
Nella replica, il Consigliere Vesan ha sottolineato: «L’apertura di vari tavoli non è sufficiente, così come l’investimento di 174 mila euro, per quanto rilevante, non basta, tenuto conto del valore della sola fontina, che si aggira sui 40 milioni di euro. La crisi ha certamente inciso pesantemente sul settore e sulle risorse a bilancio, ma non si può rinunciare alla promozione dei nostri prodotti. Finché la politica resterà ripiegata su un sostegno a fondo perso che non mira alla conquista di nuovi mercati e alla vendita dei prodotti ad un giusto prezzo, il comparto agricolo non potrà reggersi sulle proprie gambe. E questo, per una regione come la nostra, è un grande ostacolo piuttosto che un vantaggio.»
Il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha voluto approfondire le criticità riscontrate sull’edificio Palazzo Cogne ad Aosta. In particolare, il Consigliere Stefano Aggravi, ricordato come «già nel 2016 siano state evidenziate numerose criticità sulla fruibilità dell’edificio, rendendolo incompatibile con il normale utilizzo dei locali», ha sottolineato che «nell’agosto 2018, a seguito di sopralluoghi che avevano fatto emergere l’ulteriore aggravamento della situazione strutturale, gli uffici regionali avevano disposto lo sgombero del fabbricato nel più breve tempo possibile e, da Assessore, avevo promosso una serie di interlocuzioni con i fruitori del Palazzo e con il Comune di Aosta per identificare soluzioni alternative al fine di contemperare i disagi. Chiedo quindi quali siano gli intendimenti della Giunta regionale attuale in merito a questa struttura tuttora utilizzata da numerosi utenti e tenuto conto dell’importanza che “Palazzo Cogne” riveste per l’associazionismo valdostano.»
L’Assessore alle opere pubbliche, Renzo Testolin, ha risposto che «c’è una difficoltà oggettiva, irrisolta dall’agosto 2018, di far collimare la prioritaria tutela dell’incolumità degli attuali fruitori con l’individuazione di una loro ricollocazione in nuovi scenari. Approfondimenti tecnici e sopralluoghi hanno fatto emergere delle criticità, che hanno effettivamente condotto nel mese di agosto 2018, in via cautelativa, ad allertare gli occupanti del palazzo stesso. Gli uffici dell’Assessorato hanno avviato una trattativa con il Comune di Aosta, per capire se ci fosse la disponibilità a dislocare le sedi delle associazioni ospitate al Palazzo Cogne in altro luogo di proprietà comunale. L’Amministrazione comunale si è resa disponibile, salvo esigenze da verificarsi. Parallelamente la Regione ha chiesto la collaborazione dell’Associazione nazionale Alpini al fine per vedere la disponibilità ad ospitare alcune associazioni ad esse affini nella sede che la Regione concede loro in comodato d’uso. Al momento si sta lavorando per approfondire queste opportunità. Segnalo, inoltre, che le strutture dell’Assessorato delle opere pubbliche, essendo venuti a conoscenza che erano state organizzate delle attività nell’immobile, hanno diffidato gli organizzatori dal proseguire. In tempi brevi, sarà affidato un incarico di aggiornamento e completamento della perizia svolta nel 2016, che interesserà l’intero immobile. Inoltre, gli uffici sono al lavoro per valutare la definizione di un bando per la valorizzazione del fabbricato, che riveste una particolare importanza nel tessuto urbanistico di Aosta.» L’Assessore ha quindi concluso: «Rimane prioritaria la tutela dei fruitori dell’immobile, con una contestuale attenzione all’iter per la valorizzazione del Palazzo, che va intrapresa con celerità.»
Il Consigliere Aggravi ha espresso soddisfazione perché «la strada tracciata da noi era buona e la si vuole proseguire. Seguire con attenzione una situazione dove ci sono tanti fruitori è difficile, ma crediamo sia importante recuperare e valorizzare l’immobile oltre che trovare soluzioni alle diverse associazioni. Mi rincuora il fatto che ci sia l’intenzione di proseguire sulla perizia complessiva. Vigileremo sul bando ma sono sicuro che tutto andrà a buon fine.»
Il Capogruppo della Lega, Andrea Manfrin, ha aggiunto: «Bisogna mettere l’accento su di un aspetto: le criticità riguardano l’intero edificio e bisogna quindi pensare all’incolumità dei fruitori. Se il Comune di Aosta è a conoscenza di queste criticità, sarebbe opportuno che evitasse di organizzare eventi al fine di non esporre la struttura a sollecitazioni eccessive, come ad esempio la festa di Capodanno organizzata un mese fa. È importante fare una verifica sulle condizioni dello stabile.»
Il Consigliere Luca Distort ha inoltre segnalato che «il gruppo Lega VdA è a disposizione per dare un contributo: il fabbricato avrà bisogno di un’attenzione particolare proprio per l’interesse che riveste, sia dal punto di vista architettonico – è stato progettato da Giò Ponti – sia dal punto di vista storico. Altra attenzione va data all’urgenza del problema. Il distacco di intonaco ipotizzato in perizia può creare un pericolo significativo: ricordo che 1 metro quadro di intonaco pesa circa 30/40 kg e l’intonaco a soffitto di un’aula di 20 mq porta un peso complessivo di 600-800 kg. Da qui la richiesta di attenzione.»
Il tema delle tariffe autostradali in Valle d’Aosta è tornato all’attenzione del Consiglio con un’interpellanza illustrata dal Movimento 5 Stelle. Il Capogruppo Luciano Mossa ha ricordato: «La società RAV che gestisce la tratta Aosta/Monte Bianco ha previsto un aumento graduale dei pedaggi autostradali del 430%, a partire dal 2009 al termine della concessione nel 2032. Sia la RAV che la SAV applicano tariffe che sono le più care di tutta la rete autostradale italiana, rendendo la Valle d’Aosta meno appetibile per i turisti e insostenibile per i pendolari valdostani. Visto che i gruppi politici che compongono l’attuale maggioranza, in campagna elettorale, avevano promesso l’emissione dellavignette valdostana con sistema di tariffazione agevolata, la regionalizzazione della tratta valdostana e sconti sull’Aosta/Pont-Saint-Martin vorremmo sapere quale delle loro proposte saranno realizzate e in quanto tempo.»
L’Assessore ai trasporti, Luigi Bertschy, ha riferito: «Le concessioni attuali e le tariffe applicate rendono improponibile l’utilizzo dell’autostrada in Valle d’Aosta. La nostra proposta è quella di un abbonamento annuale che prevedrà un mantenimento del progetto d’impresa delle concessionarie, grazie alla diminuzione dei costi delle tratte e l’aumento dei passaggi. Abbiamo già svolto due riunioni politiche con i vari attori per mettere in campo un’azione di forte protesta della comunità valdostana, fortemente danneggiata. Stiamo cercando di unite tutte le forze politiche, sociali ed economiche per ottenere finalmente un risultato positivo. Stiamo anche studiando la legislazione a livello europeo. Il Governo regionale intende istituire coi Parlamentari la dovuta collaborazione affinché la Valle d’Aosta, attraverso le sue Istituzioni, possa rappresentare a livello nazionale i problemi ma anche i progetti e le proposte per il futuro. Invito quindi i Consiglieri del M5S a sostenere a partire dal livello locale il progetto nazionale di revisione delle concessioni e di abbassamento delle tariffe.»
Il Capogruppo Mossa, in sede di replica, ha dichiarato: «Chiedo che le forze di maggioranza mantengano gli impegni assunti per contrastare gli aumenti delle tariffe autostradale.»
il Consiglio regionale ha designato, con 28 voti, Franco Vietti quale magistrato della sezione di controllo della Corte di conti per la Regione Valle d’Aosta per la durata di sette anni.
Franco Vietti è attualmente Direttore generale dell’Università della Valle d’Aosta. Laureato in scienze politiche all’Università di Bologna, ha conseguito un Master in diritto amministrativo e un Master universitario di secondo livello in organizzazione, management e innovazione nella pubblica amministrazione”.
La scelta è avvenuta in base alla decisione della Conferenza dei Capigruppo di consentire a coloro che fossero in possesso dei requisiti richiesti di manifestare il proprio interesse inviando il proprio curriculum, pur non essendo tale procedura prevista dal decreto legislativo 179/2010.
Tale carica è attualmente ricoperta da Flavio Curto, che era stato nominato dall’Assemblea valdostana il 27 luglio 2011.
La designazione è prevista dalla norma di attuazione dello Statuto speciale concernente l’istituzione di una sezione di controllo della Corte di conti (decreto legislativo n. 179 del 5 ottobre 2010). Tale sezione è composta da un presidente e da cinque magistrati, due dei quali con la qualifica di consigliere della Corte medesima. Gli altri tre magistrati sono nominati, sentito il Consiglio della Presidenza della Corte dei conti, dal Consiglio dei ministri, su designazione uno della Giunta regionale, uno del Consiglio regionale e uno del Consiglio permanente degli enti locali.
La sezione di controllo regionale esercita “il controllo sulla gestione dell’amministrazione regionale e degli enti strumentali, ai fini del referto al Consiglio regionale, nonché il controllo sulla gestione degli enti locali territoriali e loro enti strumentali, e delle altre istituzioni pubbliche di autonomia aventi sede nella regione, per riferirne agli organi rappresentativi di detti enti.” Inoltre, “a richiesta del Consiglio regionale, procede alla valutazione degli effetti finanziari delle norme legislative che comportino spese.”
Il Consiglio Valle ha respinto con 17 voti contrari (UV, UVP, SA, ALPE, GM), 8 astensioni (Lega VdA, Mouv’) e 7 a favore (RC-AC, M5S, ADU-VdA) una mozione presentata dal gruppo Rete Civica-Alliance Citoyenne volta a ribadire la contrarietà dell’Assemblea valdostana al raddoppio del Traforo del Monte Bianco. Il testo intendeva inoltre impegnare il Presidente della Regione a riportare tale contrarietà nelle sedi istituzionali opportune, oltre che a informarsi presso la società di gestione della struttura e a riferire alla Commissione consiliare competente in merito ai lavori di manutenzione e messa in sicurezza effettuati in questi anni e ad eventuali interventi futuri. «Già in passato il Consiglio regionale ha espresso la propria contrarietà ad un’eventuale raddoppio del Tunnel, realizzazione che comporterebbe inevitabilmente un’intensificazione del traffico. Il raddoppio e la chiusura, per ragioni diverse, sono assolutamente da evitare, bisogna trovare soluzioni alternative», ha osservato il Capogruppo Alberto Bertin illustrando all’Aula il provvedimento.
Nel dibattito sono intervenuti per esprimere parere contrario alla mozione il Capogruppo di GM Claudio Restano – «Noi politicamente, fatti i dovuti accertamenti tecnici, siamo assolutamente a favore della costruzione della doppia canna del Monte Bianco, perché siamo dalla parte dei valdostani e non degli altri Paesi» -, il Vicecapogruppo dell’UV Luca Bianchi – che ha definito l’approccio della mozione «sbagliato, perché la seconda canna, che sulla base di pareri tecnici non aumenterà i problemi ambientali, è soltanto una possibilità per scongiurare la chiusura del Tunnel; chiusura che comporterebbe evidenti danni economici per tutta la Valle d’Aosta » – il Capogruppo di Stella Alpina, Pierluigi Marquis – secondo cui «nei prossimi decenni l’inerzia di oggi rischia di divenire pericolosa e potrebbe portare anche alla chiusura di questa via di comunicazione perché non disporrebbe più di standard di sicurezza analoghi a quelli delle altre infrastrutture; non è poi corretto affermare che una seconda canna incrementerebbe il traffico, perché gli studi affermano la non esistenza di questa correlazione» -, la Capogruppo di ALPE, Patrizia Morelli – che ha definito la mozione «inopportuna in questa fase, perché bisogna affrontare la questione del merito, esplorando tutte le soluzioni tecnologiche possibili per evitare la chiusura del Tunnel, che avrebbe effetti devastanti su tutta l’Alta Valle, e anche valutando l’opportunità che la costruzione della seconda canna non sia poi così effettivamente necessaria».
Parere favorevole è stato espresso dalla Consigliera di ADU-VdA Daria Pulz – per la quale «non si tratta di una posizione ideologica, bensì di spirito critico; oltre tutto il raddoppio, come ci ricordano i francesi, è incompatibile con la candidatura del Monte Bianco a patrimonio mondiale dell’UNESCO» – e dal Vicecapogruppo del M5S Luigi Vesan, che ha ribadito che «l’intervento comporterebbe costi economici e ambientali troppo elevati, quindi mantenere la posizione di non raddoppiare il Tunnel è ad oggi la scelta più oculata, visto che non è ancora chiaro cosa succederà e soprattutto sarà importante rimanere informati sugli interventi futuri».
Per il Consigliere di Mouv’ Elso Gerandin, «bisogna avere un quadro molto preciso degli interventi da realizzare e delle soluzioni tecniche da prevedere prima di prendere qualsiasi decisione» e ha chiesto di ritirare l’impegno sulla contrarietà al raddoppio mantenendo invece quello relativo all’illustrazione in Commissione sui lavori di manutenzione; il Consigliere della Lega VdA Stefano Aggravi ha osservato che «così come scritta, la mozione non è approvabile, perché noi riteniamo prioritario scongiurare la chiusura del Traforo, anche per qualche anno, e porre un’attenzione concreta e forte per la valorizzazione dell’area dell’alta Valdigne e in particolare verso gli abitati di Entrèves e la Palud.»
L’Assessore all’ambiente, Albert Chatrian, ha replicato che «ad oggi, nessuna scelta è stata fatta e all’ordine del giorno della società vi sono le pianificazioni sulle manutenzioni della canna esistente. Le valutazioni sono su come evitare la chiusura per un periodo troppo lungo del Tunnel, pensando principalmente alla sicurezza dei transiti. In merito alla candidatura dell’Espace Mont Blanc, che rientra nella tipologia del paesaggio naturale, nulla è precluso o messo in discussione», mentre l’Assessore ai trasporti, Luigi Bertschy, ha aggiunto che «problemi come questi non possono essere affrontati con una mozione: sarà serio fare un lavoro approfondito e dire al mondo degli operatori economici – che ieri ci hanno espresso le loro preoccupazioni rispetto ad una ipotesi di chiusura prolungata del Tunnel – che creeremo le condizioni per evitare momenti di interruzione dei collegamenti. Porteremo la nostra posizione alla prossima adunanza: no a lavori che portino alla chiusura del traforo, sì ad un’attenzione volta alla sicurezza e all’ambiente.»
Il Consiglio Valle ha respinto, con 17 astensioni (UV, UVP, SA, ALPE, GM), 13 contrari (Lega VdA, M5S e Mouv’) e 3 a favore (RC-AC e ADU-VdA), la mozione presentata congiuntamente dai gruppi RC-AC e ADU VdA in merito all’applicazione del decreto sicurezza, ed in particolare sul tema dell’immigrazione, intendendo impegnare l’Amministrazione regionale a promuovere un ricorso alla Corte costituzionale, oltre a riferire nell’apposita Commissione consiliare e a coinvolgere gli Enti locali, tramite il CELVA, al fine dell’adozione di linee di condotta comuni.
Come ha specificato la Consigliera Chiara Minelli (RC-AC) nell’illustrazione, la mozione è «complessa, ma siamo convinti che la nostra Regione possa prendere in considerazione impegni di questo genere per riaffermare non solo il valore dell’accoglienza, ma anche la potestà legislativa di cui disponiamo», mentre la Consigliera Daria Pulz (ADU VdA) ha parlato di «discriminazioni e lesioni della dignità umana, ma anche, riferendoci all’ambito giuridico, delle competenze regionali; è fondamentale tutelare l’autonomia valdostana e difendere i principi di solidarietà e accoglienza.»
Per il Capogruppo del M5S, Luciano Mossa, «la proposta di ricorso costituzionale ci sembra strumentale, visto che il decreto sicurezza non mostra alcuna distorsione civica, è un testo normativo dettato dal buon senso»; il Capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, ha spiegato i motivi del voto contrario «ad una mozione con presupposti minati alla base: stiamo parlando non di indirizzi politici, di ideologie o di razzismo, bensì di leggi per cui non esiste obiezione di coscienza se non si è d’accordo.»
Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, ha replicato: «Abbiamo fatto effettuare agli uffici approfondimenti sui vari contenuti del decreto, anche prendendo contatto con le altre Regioni. Un ricorso alla Corte costituzionale presenterebbe molte criticità; scartata questa idea, continueremo a difendere le nostre peculiarità e a monitorare gli effetti di questo decreto. Il modello della Valle d’Aosta è inclusivo, ma l’immigrazione va regolata e l’accoglienza è tale solo se garantisce dignità.»
I gruppi consiliari di minoranza hanno poi ritirato una risoluzione riguardante un’ordinanza del Sindaco di Aosta relativa alla rimozione della copertura in amianto di uno stabile sito in viale Partigiani a fronte dell’impegno del Presidente della Regione ad accelerare gli adempimenti.
I lavori del Consiglio sono conclusi. L’Assemblea tornerà a riunirsi martedì 5 e mercoledì 6 febbraio.
Pubblicato / aggiornato
il 16/01/2019 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione