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RaVdA a rischio disimpegno automatico di 16 milioni di fondi UE

RaVdA a rischio disimpegno automatico di 16 milioni di fondi UE

Lo stato di avanzamento su impegni e spese 2014/20
Vi si legge che la Valle d’Aosta, visto l’approvazione del Por Fse (occupazione) da parte della Commissione europea nel dicembre 2014, mentre il Por Fesr (competitività) è stato approvato nel febbraio 2015.
Per quanto riguarda quest’ultimo fondo, la dotazione per il periodo di programmazione 2014/20 è di 64,35 milioni di euro e, al 31 dicembre 2017, risultavano impegnati 25,49 milioni di euro, con 15,92 già pagati. Quindi gli impegni si assestavano al 39,61% e i pagamenti dal 24,74%. Alla stessa data, per il Fondo sociale europeo (con una dotazione di 55,57 milioni di euro), l’utilizzo era di 2,3 milioni di euro e la spesa di 591mila, con percentuali di utilizzo del 4,17% e di spesa dell’1,07%.
Al 30 giugno 2018 la situazione si era evoluta in questi termini: l’impegno di fondi Fesr era salito a 26,92 milioni e la spesa a 18,95; le percentuali erano salite al 41,85% per gli impegni e al 29,46% per la spesa. Con questa percentuale, la Valle d’Aosta è in testa alla classifica nazionale, mentre al vertice della classifica per gli impegni c’è la Provincia di Bolzano (65,3%). Più significative le variazioni per Fse, che aveva impegnato 11,7 milioni di euro e aveva speso 1,11 milioni; le percentuali erano salite al 21,07 per gli impegni e al 2,01% per la spesa. Peggio della Valle d’Aosta solo la Provincia autonoma di Bolzano, con impegni Fse fermi al 4,86% e spese all’1,11%. La Regione che ha effettuato gli impegni maggiori è l’Emilia Romagna (61,43%) mentre la maggior spesa è in Piemonte (34,28%).
Al 30 ottobre 2018, I fondi Fesr erano stati impegnati per 32,66 milioni e spesi per 23,63 (percentuali del 50,76 e del 36,72%). Invariate le posizioni di classifica, con Bolzano ancora in testa per gli impegni (66,84%) e la Valle d’Aosta al vertice per la spesa (36,72%). In relazione ai fondi Fse, impegnati 16,14 milioni e spesi 5,44 (con percentuali del 29,05 e del 9,8%). Più staccata ancora Bolzano, ferma al 5,46% degli impegni e all’1,45% della spesa.

La Valle d’Aosta risulta aver completamente chiuso sia la gestione Fesr 2013/17 sia la Fse.

In relazione ai Fondi Feasr (agricoltura), la Valle d’Aosta partecipa alla ripartizione nazionale per l’1%, equivalenti a 139 milioni di euro, 60 dei quali provenienti dall’Union eeuropea e 79 dal cofinanziamento nazionale, al 31 dicembre 2017 erano stati dichiarati 3 milioni di spesa.

La relazione della sezione regionale di controllo sulla gestione dei cofinanziamenti riporta che “La politica regionale di sviluppo in Valle d’Aosta 2014-2020 conta su risorse per un valore complessivo pari a 277 milioni di euro. Tali risorse sono destinate a finanziare due Programmi operativi, entrambi relativi ad investimenti per la crescita e l’occupazione, nonché sei Programmi di cooperazione territoriale (FESR-CTE). Alla data del 31 dicembre 2016, i progetti presentati sono stati complessivamente n. 5.167; di essi n. 5.063 risultano approvati, ma solo n.420 sono classificati come avviati e meno di n. 300 come conclusi.
Con riferimento all’avvio della Programmazione 2014-2020, sono emerse criticità in relazione alla designazione delle Autorità di audit e di certificazione, allo stato quasi completamente superate“.
Sempre la relazione indica che, per quanto attiene al Programma Investimenti per la crescita e l’occupazione 2014-2020 (FESR), i progetti approvati e avviati sono stati 22 di cui nessuno è giunto a conclusione. Per il Programma Investimenti per la crescita e l’occupazione (FSE) risultano approvati 44 progetti.
I programmi previsti nell’ambito della Cooperazione territoriale (FESR CTE) che riguardano la Regione Valle d’Aosta sono sei: al 31 dicembre 2016, il costo programmato ad essi riferito si attesta intorno a 18 milioni di euro, valore che incide nella misura del 6,5% rispetto al complesso della Politica regionale di sviluppo correlata al ciclo di Programmazione europea 2014-2020. In tale ambito, al 31 dicembre 2016, risultavano approvati n. 27 progetti. Il Programma Italia-Francia, con diciannove progetti approvati, assorbe il 90% del costo ammesso (pari a circa 16 milioni di euro); degli altri programmi, i soli che presentano dinamiche di avanzamento fisico e finanziario significative sono: Spazio alpino, con circa 1,5 milioni di costo ammesso e sette progetti approvati; il Programma interregionale Interreg Europe, con circa 250.000 euro di costo ammesso e un progetto approvato. Quanto ai Programmi Italia-Svizzera, Europa centrale e Mediterraneo, alla data del 31 dicembre 2016, non risultano ancora progetti approvati“, leggiamo sul documento.
Dalle considerazioni che precedono, la Sezione regionale di controllo evidenzia dunque come “solo a fine 2017 i programmi oggetto dei finanziamenti europei 2014-2020 operanti in ambito regionale abbiano completato la fase degli adempimenti preliminari con l’insediamento delle previste strutture di gestione, certificazione e controllo e abbiano potuto dare avvio concreto ai progetti approvati“.

Il rischio di disimpegno
Il 2018 costituisce un momento di verifica particolarmente importante per l’intera Programmazione. La verifica sarà presumibilmente effettuata dalla Commissione a metà 2019. E vi è la possibilità di perdita di finanziamenti, in caso di mancato raggiungimento del target di spesa intermedio dei fondi europei. Attualmente è in vigore il meccanismo “N+3”. Questo significa che, se entro tre anni dall’impegno di spesa indicato dalla Regione che gestisce fondi strutturali non è stata presentata la domanda di pagamento all’Unione europea, Bruxelles cancella automaticamente la relativa quota di finanziamento. 

La Corte dei conti riporta i dati della Rete rurale nazionale che ha calcolato che, al 31 dicembre 2018, la Valle d’Aosta rischia di dover restituire all’Unione europea il 9,94% dei fondi Feasr se non avrà speso entro il 31 dicembre 2018 almeno 5.571.749 euro. Ciò significherebbe una restituzione di 5.573.564 euro.

Non sono invece forniti i conteggi del rischio di disimpegno per Fse.  Rete rurale nazionale, per Feasr, ha diviso ciò che rimane da spendere al 31 dicembre 2018 per la dotazione e, moltiplicando il risultato per 100, ha ottenuto la percentuale di disimpegno. Non disponendo del dato della spesa al 31 dicembre, abbiamo replicato il calcolo utilizzando il dato della spesa al 31 ottobre e il risultato è che Fse (salvo significativi miglioramenti negli ultimi due mesi dell’anno) rischierebbe di restituire il 19,24% delle risorse (pari a 10.692.158 euro).

 

 

 




Pubblicato / aggiornato il 19/01/2019 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione