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SIno al 2032, trattativa con Rav e Sav su tariffe quasi impossibile

SIno al 2032, trattativa con Rav e Sav su tariffe quasi impossibile

Sono stati sentiti i Parlamentari valdostani e i vertici societari delle due società.
«Il tema delle tariffe autostradali è oggetto di grande preoccupazione – riferisce il presidente della Commissione, Pierluigi Marquis (SA) -. Dal confronto con i parlamentari valdostani è emerso che, al di là del dibattito mediatico su scala nazionale e dell’introduzione di alcune procedure per un controllo più puntuale dei contratti, sotto il profilo pratico non ci sono novità. Infatti, il congelamento degli aumenti su parte della rete autostradale nazionale al 31 dicembre 2018, che non ha peraltro coinvolto le tratte valdostane, è solo temporaneo e sarà oggetto di una prossima negoziazione con le società interessate. Anche il precedente Governo aveva bloccato le tariffe per alcuni anni ma ha poi dovuto riconoscere un aumento cumulativo di quanto non precedentemente autorizzato, che ha portato nel caso della RAV a un incremento, nel 2017, del 52% delle tariffe sulla tratta Aosta-Monte Bianco. Inoltre, è emerso che le convenzioni in atto che regolano i rapporti tra l’ente concedente e la concessionaria sono contratti vincolanti e rigidi, che limitano lo spazio di intervento amministrativo, rispetto alla contrattazione che si potrebbe avere nel caso di una nuova convenzione. Nel nostro caso, le convenzioni di SAV e RAV scadono il 31 dicembre 2032».
«Tra le due delicate situazioni, quella che desta maggiore apprensione riguarda la RAV, la cui convenzione in essere prevede, da qui al 2032, aumenti tariffari non sostenibili – osserva Marquis -. A questo riguardo, occorre esplorare ogni possibilità nell’alveo della legislazione vigente, compresa quella di addivenire a un nuovo assetto societario interamente pubblico per poter estendere la durata della concessione e, conseguentemente, definire delle politiche tariffarie compatibili con lo sviluppo della mobilità interna alla Regione e l’accessibilità turistica. Questa via è già stata sperimentata dall’autostrada del Brennero. I rappresentanti dei vertici societari hanno anch’essi espresso, da una parte, la necessità di perseguire l’equilibrio finanziario delle società e, dall’altra, hanno dato la disponibilità a proseguire il confronto per recepire laddove possibile le istanze del territorio su cui gravano le infrastrutture.


«Gli aumenti ce li teniamo» è il commento del Consigliere del MOUV’ Roberto Cognetta al termine della riunione.
«Malgrado l’articolato spot su quanto fatto dal Governo nazionale che la deputata Tripodi ha letto alla Commissione – riferisce il Consigliere Cognetta -, non abbiamo nessuna speranza di ridurre i pedaggi, a meno che la Regione o lo Stato non investano 18 milioni di euro l’anno per compensare gli ammortamenti e i mancati guadagni. Oppure si può evitare allungando gli anni di ammortamento, ma questo si può fare solo se la società è pubblica. Conviene alla Regione acquisire la maggioranza delle quote societarie? Per noi la risposta è assolutamente no, anche se qualcuno della maggioranza attuale continua a insistere in tal senso. A questo, si aggiunge la certezza che il Tunnel del Monte Bianco chiuderà per lavori alla volta per almeno due anni. La chiusura del traforo non farà altro che aggravare il problema.»


 


 

Pubblicato / aggiornato il 21/01/2019 alle 12:00
Categoria: Politica e Amministrazione