Ndrangheta: il Consiglio Valle vota una mozione condivisa ma ne esce ulteriormente spaccato
Rini: serve una presa di posizione
La presidente Emily Rini si è espressa in questi termini: “Colleghi è per me un onere non facile riprendere i lavori dopo la sospensione disposta questa mattina, a seguito delle notizie emerse dall’operazione anti ‘ndrangheta avviata all’alba dai Carabinieri coordinati dalla DDA di Torino. I fatti gravissimi di cui siamo venuti a conoscenza stamattina hanno profondamente colpito il cuore della massima Assemblea rappresentativa valdostana. Motivo per cui, proprio al fine di tutelare la credibilità e l’onorabilità di questo Consiglio regionale che noi tutti rappresentiamo, proporrei ai colleghi una sospensione dei lavori, per poter subito condividere il testo di una risoluzione attraverso il quale quest’assemblea possa assumere una presa di posizione chiara e ferma in riferimento ai gravissimi fatti emersi nel corso della mattinata senza, con questo, entrare nel merito delle singole contestazioni mosse alle singole persone coinvolte nel procedimento penale, che avranno tutto il diritto e il dovere di difendersi e di produrre le eventuali giustificazioni nelle sedi competenti, che non sono certo l’aula di un Consiglio regionale. Qui non si vuole parlare di persone, ma di fatti. Dopodiché, è giusto che la giustizia faccia il suo corso e che la magistratura faccia piena chiarezza sulle vicende ipotizzate in sede di indagine, perseguendo le persone ritenute eventualmente responsabili di condotte penalmente rilevanti le quali, a loro volta, avranno tutto il diritto di difendersi nelle sedi deputate. Nel frattempo però, il Consiglio è tenuto a esprimere la propria posizione su quanto venuto oggi a conoscenza, anche al fine di poter adottare tutte le azioni necessarie a contrastare qualsiasi eventuale tentativo di condizionamento esterno dell’attività amministrativa a qualunque livello”.
Una mozione condivisa
Dopo la sospensione, la presidente ha annunciato un’inversione dell’ordine del giorno, passando alla trattazione del punto 40. Una mozione dal titolo Censura di metodi e atteggiamenti lesivi della libertà di scelta degli elettori valdostani. Roberto Cognetta ha letto il testo della mozione, modificato per attualizzarlo e firmato da tutti i capigruppo: “Preso atto dell’operazione Geenna coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Torino contro la malavita organizzata di stampo mafioso in Piemonte e Valle d’Aosta; sottolineata la gravità delle ipotesi investigative che delineano inquietanti scenari di infiltrazione criminale nelle istituzioni valdostane; ricordate altresì le notizie diffuse nei giorni scorso dagli organi di informazione sul presunto acquisto di voti da parte di due candidati alle elezioni regionali, risultati non eleti in Consiglio regionale; ritenuto che tali pratiche illegittime e antidemocratiche, qualora confermate, oltre a offendere gli elettori ledano anche i principi fondanti della democrazia il Consiglio regionale esprime la propria fiducia e della comunità valdostana nell’operato della magistratura e delle forze dell’ordine nella lotta contro la criminalità organizzata anche a tutela della credibilità e dell’onorabilità delle istituzioni valdostane. Ribadisce l’assoluta convinzione che la società civile, il mondo economico e le istituzioni valdostane debbano essere immuni da infiltrazioni criminali e per questo debbano essere adottate tutte le misure necessarie per contrastare qualsiasi tentativo di condizionamento esterno a tutela della legalità amministrativa e politica a tutti i livelli. Esprime preoccupazione per i fatti di cui in premessa e censura l’adozione di metodi e atteggiamenti lesivi della libertà di scelta e della dignità degli elettori valdostani“.
Il dibattito consiliare
Nel dibattito che è seguito alla presentazione, Roberto Cognetta (Mouv’) ha espresso la propria rabbia per la situazione, che vede accomunati in un’unica ombra tutti coloro che sono in politica. Alberto Bertin (Rete civica) ha annunciato l’intenzione di ripresentare la proposta di creazione di un Osservatorio contro le mafie. Andrea Manfrin (Lega VdA) ha detto che questa giornata passerà alla storia per essere la prima nel quale si è verificato l’arresto di un politico valdostano per ‘ndrangheta: “Si è aperto uno dei tanti vasi di Pandora. Spero si faccia luce sull’intera vicenda e mi auguro che chi sa parli“. Manuela Nasso (M5S) ha affermato che la più grave conseguenza di tutto ciò sarà l’aumento dell’astensionismo e ha auspicato un cambio di rotta al quale tutti partecipino. “Quelle envie de résurgir après tout cela” ha detto Roberto Luboz (Lega VdA).
Nicoletta Spelgatti (Lega VdA) ha ricordato di aver parlato di sistema mafioso quando era presidente della Regione e di aver chiesto l’aiuto ai magistrati, alle forze dell’ordine, alla Corte dei conti e alle Pubbliche amministrazioni affinché si facesse pulizia. Affermazioni a seguito delle quali “si era scatenato il finimondo” perché “certe cose un presidente della Regione non le deve dire e non si possono dire“. Ma, ha aggiunto, “Quale valdostano si stupisce realmente di quello che viene fuori da questo tipo di indagine? e quale può dire di essere immune a questo sistema dicendo di non esserne consapevole?“. “Le cose stanno cambiando perché la gente sta capendo che ci può essere un altro modo di fare politica: solo ed esclusivamente nell’interesse dei cittadini e della comunità, senza chiedere e senza dare niente in cambio. Perché si può essere uomini liberi e uomini con dignità. Questo sistema politico è morto e saranno i Valdostani a decretarne la morte“, ha concluso.
Alessandro Nogara (Uvp) si è detto infastidito dall’intervento della collega Spelgatti perché “tutti noi facciamo parte di questo sistema politico e bisogna avere il coraggio di fare nomi e sigle“. Ha sostenuto che la Lega, quando è stata al governo, ha adottato il medesimo meccanismo nelle nomine effettuate. “Non accetto che lei si erga come paladino della correttezza sulla base di generalizzazioni offensive“, le ha detto. Spelgatti gli ha risposto per fatto personale: “Se si è sentito offeso, il problema è suo. E gli ha chiesto di fare i nomi e i cognomi delle nomine che avremmo fatto in una logica inappropriata“.
Pierluigi Marquis (Stella alpina) ha affermato che non è corretto fare di tutta un’erba un fascio e che alcuni contenuti sono andati oltre il significato della mozione della quale si stava discutendo. “Non abbiamo bisogno di prendere lezioni di pulizia da nessuno“, ha aggiunto e ha evocato le vicende giudiziarie nazionali della Lega. Daria Pulz (Adu VdA) ha affermato che quanto accaduto non ha, per l’ennesima volta, fatto buona pubblicità alla Valle d’Aosta: “un’indagine con un nome evocativo: Geenna, ovvero l’immondezzaio. La mafia ha infiltrato e condizionato la vita politica ed economica della nostra regione. Eppure al convegno di Libera con Don Ciotti c’erano pochi esponenti politici. Solo i giovani sanno porre in evidenza il coinvolgimento nel fenomeno della sfera politica. Ma tutti i cittadini hanno il diritto di essere tutelati da tali fenomeni e non solo con il lavoro della magistratura ma con quello di tutti noi“.
Stefano Aggravi (Lega VdA) ha detto che “la nostra coscienza politica e morale deve guidare il nostro agire. Le scelte devono avvenire secondo le regole e nel rispetto delle persone che ci votano“.
Luca Bianchi (Union valdôtaine) ha affermato che “condanniamo in maniera categorica i fatti accaduti in questa giornata“. Ha aggiunto di essere garantista nei confronti del collega, al quale augura di sapersi difendere, ma poi ha precisato: “Sono le singole persone e non i movimenti che fanno queste cose, quindi ognuno di noi è responsabile di se stesso“.
Patrizia Morelli (Alpe) ha detto “fa male dover riconoscere che la nostrea regione non è immune da questi fenomeni ma è il primo passo per avversarli“. Chiara Minelli (Rete civica) ha detto che questa non è una giornata solo triste bensì drammatic perché rende reale ciò che da tanto tempo alcune persone hanno denunciato. Luciano Mossa (M5S) ha ribadito la richiesta di inserire nella riforma delle legge elettorale dell’incandidabilità di coloro che sono condannati perché se no “si uscirà da quest’aula senza nulla di concreto in mano“.
Paolo Sammaritani (Lega VdA) ha suggerito di non farsi prendere troppo dall’emotività poiché “la reazione corretta è essere sempre attenti, non minimizzare e svilire certe problematiche, mettere in atto azioni preventive. Perché, se no, perderemo tutti“. Elso Gerandin (Mouv’) ha affermato che “se è vero che oggi la politica è parte offesa, non tutta la politica può essere messa allo stesso livello“. E ha concluso: “Non illudiamo i Valdostani e chiariamo che qualsiasi nuova legge elettorale non potrà essere applicata prima di sei mesi dalla sua approvazione“.
Jean-Claude Daudry (Uvp) ha ricordato che l’innovazione del voto centralizzato è stata frutto, in primis, di una decisione dei consiglieri di Union valdôtaine e del suo partito. Così come questa maggioranza ha proposto l’innovazione del voto elettronico. Luigi Vesan (M5S) ha detto che questa non è stata una brutta giornata per la Valle d’Aosta ma una giornata che ha spazzato l’ipocrisia: “La verita, per quanto faticosa e terribile da sopportare, è venuta fuori ed è una cosa positiva”. Ha poi fatto un discorso in numeri: numeri che hanno portato probabilmente a falsare le elezioni a Saint-Pierre, ad Aosta e in Consiglio Valle, numeri che hanno probabilmente falsato la nascita della maggioranza che, ora, non è tale poiché conta su 17 consiglieri, tanti quanti la minoranza.
Chantal Certan (Alpe) ha proposto di concludere la giornata con un pensiero del procuratore Vella legato all’avvenire della Valle d’Aosta: “fare cultura fra i giovani vuol dire rendere liberi e permette loro di non essere strumentalizzati“. Luca Distort (Lega VdA) è intervenuto citando Tommaso Moro e chiedendo di distinguere fra ciò che è cambiabile e ciò che è ineluttabile e di imparare da questa giornata ciò che può essere fatto a beneficio della comunità. Diego Lucianaz (Lega VdA) ha detto che in Valle d’Aosta non ci deve essere la ‘ndrangheta e gli amministratori devono svolgerge il loro ruolo sociale, culturale e amministrativo.
Il dibattito è stato chiuso dall’intervento del presidente della Regione, Antonio Fosson (Pour notre Vallée): “È vero che la Valle d’Aosta non è così e anche i Calabresi non sono così. Noi dobbiamo cambiare, svegliamoci! E dobbiamo impegnarci a lavorare bene. Io devo fare di più ed essere più attento, lavorando con gli altri. Penso che le cose cambieranno solo se cambieremo ni e più siamo insieme a combattere questa mentalità e più siamo forti. I 17, se non sono sufficienti per governare, ce ne andiamo: non faremo ricerca di voti. Siamo qui solo per dimostrare che si può far bene“. Spelgatti, ancora per fatto personale, gli ha replicato: “Io non ero adeguata come presidente della Regione ma si può fare una difesa questo sistema dicendo che ciò accade ovunque e non solo in Valle d’Aosta“. Gerandin, in sede di dichiarazione di voto, ha invece ribadito a Fosson che “non tutti, in quest’aula, hanno le stesse responabilità“. Bertin, anch’egli per fatto personale, ha precisato che Fosson è stato “preciso ma piuttosto impreciso: in Valle d’Aosta c’è stata una condanna per voto di scambio“. Per fatto personale è intervenuto anche Manfrin, dicendo a Fosson: “bisogna spiegare ai cittadini che non c’è bisogno di andare dal politico di turno a chiedere di intercedere. Ma esiste la legge e la si rispetta. La politica stabilisce le regole comuni nelle quali ci si deve muovere. Quindi facciamo tutti quanti un esame di coscienza ma non dimentichiamo che esistono le responsabilità“. Per dichiarazione di voto, Augusto Rollandin (Uv) ha affermato che molte situazioni sono gestite dalla politica sul supporto di pareri della struttura e di consulenti: “dobbiamo imparare ed essere più prudenti, riflettendo sull’impegno che ognuno di noi deve portare. Si può sbagliare in buona fede ma bisogna cercare di non incappare in errori tragici“.
La mozione è stata votata alll’unanimità dai 33 consiglieri presenti.
Pubblicato / aggiornato
il 23/01/2019 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione
