Vai al contenuto

Salvini: misure rigide e rigorose contro le cosche in VdA

Salvini: misure rigide e rigorose contro le cosche in VdA

Elisa Tripodi ha così argomentato il proprio quesito: “il 23 gennaio 2019 si è compiuto l’arresto di un consigliere regionale della Valle d’Aosta (assessore uscente al comune di Aosta), di un consigliere comunale di Aosta e di un assessore comunale di Saint-Pierre, in seguito alle misure cautelari messe in atto nell’ambito dell’operazione «Geenna» dalla direzione distrettuale antimafia della procura di Torino; l’operazione si inserisce tra le numerose inchieste coordinate dalla direzione distrettuale antimafia di Torino nei confronti di appartenenti all’associazione di stampo mafioso di matrice e origine calabrese denominata ’ndrangheta; nella conferenza organizzata dalla direzione distrettuale antimafia in occasione dei suddetti arresti è stata evidenziata la modalità organizzativa della ’ndrangheta consolidatasi nella struttura e nelle modalità di funzionamento dell’attuale «locale» di Aosta, nel quale l’associazione criminale risulta ben collegata con esponenti del mondo politico e amministrativo valdostano, cui garantisce il proprio sostegno in occasione delle competizioni elettorali locali, per ottenerne utilità e vantaggi – dalla partecipazione a lavori pubblici, all’ottenimento di concessioni e appalti, dai posti di lavoro ad ogni altra utilità che dipenda dalle decisioni degli amministratori; sono stati ricostruiti i rapporti dell’associazione con esponenti politici, come Marco Sorbara, attuale consigliere regionale e, precedentemente, assessore alle politiche sociali del comune di Aosta, Monica Carcea, assessore alla programmazione, finanze e patrimonio del comune di Saint Pierre; uno dei partecipanti del «locale» di Aosta, Nicola Prettico, risulta eletto in consiglio comunale ad Aosta nel 2015; il «locale» di Aosta risulta ben radicato sul territorio e presenta caratteristiche particolarmente pericolose, in virtù dei contatti stretti e stabili che può vantare con esponenti del mondo politico e amministrativo valdostano, intervenendo sui soggetti a loro collegati che rivestono ruoli istituzionali; ancora, dalle indagini emerge che esponenti del «locale» di Aosta intrattengano rapporti con affiliati a logge massoniche, il che rappresenta un ulteriore elemento di collegamento con esponenti che ricoprono ruoli di rilievo nel settore economico, imprenditoriale e politico della società civile valdostana; appare agli interroganti necessario che siano garantiti il ripristino e la salvaguardia della legalità nell’operato delle amministrazioni comunali di Aosta e di Saint-Pierre: a fronte dei fatti esposti in premessa, quali iniziative intenda adottare, per quanto di competenza, nel rispetto del sistema delle autonomie in Valle d’Aosta con riguardo allo scioglimento dei consigli comunali, considerato che al presidente della regione spettano in tale ambito le attribuzioni che la disciplina vigente conferisce al prefetto?“.
Matteo Salvini ha risposto: “Ringrazio la Direzione distrettuale antimafia di Torino che ha portato all’arresto di 16 persone fra le quali un consigliere della Regione Valle d’Aosta, un consigliere del Comune di Aosta e un consigliere del Comune di Saint-Pierre. A testimonianza della preoccupante capacità delle criminalità organizzata di stampo mafioso di infiltrare il tessuto economico di ogni area del Paese. L’indagine ha consentito di documentare l’esistenza di una così detta ‘locale’ di ‘ndrangheta operativa nell’area di Aosta e nelle zone limitrofe facente capo alla cosca Nirta-Scalzone di San Luca (Regio Calabria). Dove peraltro, lo scorso Ferragosto, ho tenuto il Comitato per l’ordine e la sicurezza nazionale. Confido che la magistratura proceda con la massima celerità nell’accertamento delle responsabilità penali e al contempo assicuro che saranno attivati tutti gli strumenti previsti dalla legislazione nazionale a garanzia del buon andamento e della impermeabilità delle Amministrazioni di quel territorio da ogni forma di illecito condizionamento. Le misure da adottare, sia sul versante della sospensione cautelare degli amministratori coinvolti nell’inchiesta che relativamente all’avvio di procedure di accesso relativamente alla verifica della sussistenza di forme di infiltrazione o condizionamento mafioso dovranno trovare il necessario accordo con il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, cui l’ordinamento autonomo attribuisce l’esercizio delle funzioni sovracitate. In tale direzione il presidente della Regione mi ha informato – due giorni fa – che attiverà le procedure previste dalle legge per la sospensione degli amministratori sottoposti alla misura cautelare della custodia in carcere non appena avrà ricevuto dal Tribunale di Torino l’ordinanza del giudice delle indagini preliminari. Analoga collaborazione potrà essere fornita – a opera del Ministero degli Interni – nel caso di concessione di delega, anche ai fini della composizione della Commissione di accesso, tenendo opportunamente conto delle specificità territoriali e linguistiche della regione. Concludendo, desidero anche in questa occasione affermare che non esistono zone franche per la criminalità organizzata in nessuna area del Paese, da Nord a Sud. Sono convinto che la collaborazione tra le istituzioni statali e la Regione autonoma sarà piena ed efficace, consentendo di lanciare un segnale chiaro alle cosche: in Valle d’Aosta, come altrove, non c’è spazio per mafia, camorra e ‘ndrangheta e non ci sarà alcuna esitazione ad adottare tutte le misure, anche le più rigide e rigorose, e i provvedimenti più severi che la legge consente di mettere in campo. Ne approfitto per augurare buon Sant’Orso ai Valdostani, che meritano altro e di finire sui giornali non per questioni di ‘ndrangheta ma per la splendida terra dove abitano e lavorano“.

Pubblicato / aggiornato il 30/01/2019 alle 12:00
Categoria: Archivio Articoli