I Vigili del fuoco valdostani vogliono tornare nazionali
Un plebiscito
Le urne si sono aperte alle ore 6.20 di martedì 12 e chiuse alle ore 21.30 di mercoledì 13 febbraio.
Alle 22.08 i risultati: 175 sì, tre no e tre schede bianche.
Lo scontro con la RaVdA sulla sede di voto
I sindacati Conapo e Cgil affermano di aver indetto il referendum sulla base del disposto dell’articolo 21 dello Statuto dei lavoratori, che recita: “Il datore di lavoro deve consentire nell’ambito aziendale lo svolgimento, fuori dell’orario di lavoro, di referendum, sia generali che per categoria, su materie inerenti all’attività sindacale, indetti da tutte le rappresentanze sindacali aziendali tra i lavoratori, con diritto di partecipazione di tutti i lavoratori appartenenti alla unità produttiva e alla categoria particolarmente interessata“.
Ma la Regione autonoma Valle d’Aosta, con una comunicazione inviata alle ore 19 di lunedì 11 febbraio, ha respinto la richiesta di utilizzo dei locali della Caserma e della votazione in orario di servizio ritenendo il referendum inammissibile “concernendo lo stesso i rapporti competenziali tra Stato e Regione, avuto riguardo alle materie attribuite alla competenza regionale a mente dello Statuto speciale e delle relative norme di attuazione, in quanto tali sottratti a qualsivoglia disponibilità o afferenza alla materia sindacale“.
“È l’ennesima dimostrazione della scarsa e irrispettosa considerazione che la Regione ha nei confronti del personale del Corpo Valdostano dei Vigili del Fuoco, già ribadita negli anni, e che non fa altro che confermare la necessità del percorso intrapreso”, commentano i rappresentanti sindacali Demis Martinod (Conapo) e Igor Belli (Fp-Cgil). E aggiungono: “Quanto accaduto è vergognoso e ce lo aspettavamo ma i vigili del fuoco che sono abituati alle varie emergenze non si sono certo persi d’animo e convinti del voto hanno subito ripiegato con la soluzione del camper. Ci chiediamo quale sarebbe stata la difficoltà per la Regione ad autorizzare il referendum in caserma visto che non son previsti costi a carico dei cittadini e i pompieri vi partecipano liberi dal servizio, ci auguriamo non sia un tentativo di repressione del pensiero mascherato da cavilli burocratici e sarebbe buona cosa che il presidente Antonio Fosson desse risposte ai suoi Vigili del Fuoco“.
Le accuse a Conapo e Cgil
Dura presa di posizione nei confronti dei sindacati Conapo e Cgil da parte di CISL/FP-SAVT/FP-UIL/FPL-FIALP/SIVDER perché “hanno chiamato al voto i lavoratori su di un tema che non è nella loro disponibilità, creando ulteriore confusione in un settore dove negli ultimi tempi c’è già stata grande fibrillazione. La competenza primaria della Regione Valle d’Aosta nei servizi antincendi è infatti prevista all’art. 2 del nostro Statuto Speciale di Autonomia e non può essere un referendum tra i lavoratori a mettere in discussione tale principio costituzionale o a far decidere se tale servizio debba essere gestito dalla Regione o dal Ministero“. Cisl, Savt, Uil e Sialp aggiungono che Conapo e Cgil “hanno sottovalutato le conseguenze che una ipotetica rinazionalizzazione potrebbe avere a livello organizzativo creando tra l’altro grossi disagi sui lavoratori e sulla loro vita familiare, visto e considerato che non si potrebbero escludere eventuali trasferimenti fuori dalla Valle d’Aosta“.
Aggiungono che “se esiste una problematica relativa agli appartenenti al corpo regionale dei vigili del fuoco va affrontata nelle sedi opportune a livello contrattuale e non con iniziative fini a se stesse che non possono trovare attuazione e portare a soluzioni. In questo senso da diverse settimane è al lavoro un tavolo di confronto che ha il compito di paragonare il trattamento contrattuale dei vigili del fuoco valdostani con quello dei loro colleghi nazionali. Nonostante sia piuttosto complicato fare il confronto tra due modelli contrattuali completamente diversi, a breve verranno resi noti i risultati di tale lavoro e sulla base di quelli si potrà operare per apportare le eventuali modifiche contrattuali laddove vi fossero reali differenze. Non bisogna poi dimenticare che in occasione del recente rinnovo del contratto regionale del Comparto Unico sono già state date alcune risposte ai lavoratori in questione“.
La problematica che bisogna affrontare resta l’equiparazione del trattamento pensionistico dei vigili del fuoco valdostani a quelli nazionali, “tematica che esula dalle competenze sindacali – concludono Cisl, Savt, Uil e Fialp -. In questo senso è fondamentale che il Governo Regionale e i parlamentari valdostani si attivino affinché questa evidente discriminazione venga risolta al più presto“.
La risposta
“Il referendum tra i vigili del fuoco della Valle d’Aosta ha unicamente lo scopo di consultare i pompieri su questioni che comunque hanno riflesso sulle loro vite lavorative, sulle loro retribuzioni e sulle loro pensioni. Non pensavo che i sindacati Cisl – Savt – Uil e Fialp arrivassero addirittura a schierarsi contro una libera consultazione notoriamente non vincolante. È una manovra in difesa dell’Amministrazione regionale oppure per quei sindacati è la prassi non consultare mai i propri iscritti?“, ha commentato Antonio Brizzi, segretario nazionale del Conapo.
In relazione ai risultati, scrivono invece i referenti regionali di Conapo e Cgil: “Finalmente i Vigili del Fuoco valdostani hanno potuto esprimere il loro parere, nonostante l’ostracismo da parte dell’Amministrazione regionale riguardo alla volontà di ritransitare alle dipendenze del Ministero dell’Interno mediante passaggio dei servizi antincendi valdostani allo Stato“.
Demis Martinod (Conapo) e Igor De Belli (Cgil) spiegano: “Si evince inequivocabilmente quanto la tematica sia sentita dal personale del Corpo. Sapere che il 97% dei Vigili del Fuoco professionisti preferisce tornare alle dipendenze della Stato la dice lunga su come, in questi diciannove anni, l’Amministrazione non sia stata in grado di ascoltare a dovere i propri Vigili del Fuoco che altro non chiedono di vedere riconosciuta la loro diversità e specificità rispetto ai comuni dipendenti regionali”. Infine ribadiscono “il senso dell’importanza eccezionale che ha avuto il risultato del referendum come espressione di libero pensiero dei Vigili del Fuoco valdostani“.
Vedi anche: Due giorni di voto per i Vigili del fuoco
Pubblicato / aggiornato
il 11/02/2019 alle 12:00
Categoria:
Economia e Lavoro