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I lavori del Consiglio Valle del 19 febbraio

I lavori del Consiglio Valle del 19 febbraio

Emily Rini ha aperto i lavori dell’Assemblea esprimendo solidarietà nei confronti della Consigliera Manuela Nasso, «che ieri è stata vittima di inauditi e gravissimi insulti sui social. Ieri è stata scritta una brutta e triste pagina. L’onorabilità e la credibilità delle istituzioni vanno rispettate e promosse attraverso atteggiamenti consoni al ruolo che siamo stati chiamati a ricoprire. L’utilizzo delle reti social con toni sopra le righe, che sfociano nella baruffa se non nell’insulto gratuito, va a discapito della legittima discussione sui temi posti in discussione. La credibilità deve essere rispettata e promossa da tutti coloro che ne fanno parte, perché è bene ricordare che si è amministratori pubblici sia dentro che al di fuori della massima assemblea legislativa regionale. Sono stata vittima anch’io di insulti gratuiti che hanno leso la mia vita personale: ho provveduto immediatamente a sporgere denuncia e invito chiunque a farlo perché credo che si stia davvero degenerando. Quando ci candidiamo sappiamo che ci sono onori e oneri. Tra gli oneri non è previsto l’insulto. Purtroppo, vittime degli insulti sono spesso le donne e per questo dobbiamo tutti insieme, in maniera forte e chiara, essere coesi nel prendere le distanze da questi atteggiamenti. Insieme cerchiamo di fare quel salto di qualità che la nostra società richiede. Solidarietà quindi mia personale e di tutta l’Aula alla collega Nasso.»
Il Capogruppo della Stella Alpina, Pierluigi Marquis si è unito alla disapprovazione per quanto avvenuto: «Esprimo la massima solidarietà alla collega Nasso, vittima di un triste attacco social che è andato ben oltre ai limiti dell’educazione. Il vento sta cambiando anche in politica, che negli ultimi anni, anche con l’approdo sui social, ha cambiato linguaggio: un linguaggio diventato forse più chiaro, senza filtri, ma che troppo spesso sfocia nella maleducazione. Quest’Aula dovrebbe essere il luogo del confronto, anche duro, sui temi che devono portare all’adozione di provvedimenti legislativi; invece rischia di essere un podio per parlare alla gente col megafono, mortificando la democrazia rappresentativa. Si cerca sempre più il consenso giornaliero, piuttosto che tendere a migliorare il rapporto di fiducia con la gente. È vergognoso agire solo per ottenere un “mi piace” in più. Coloro che rivestono un ruolo pubblico hanno delle responsabilità, sono stati votati per risolvere i problemi della gente. Facciamo tutti autocritica, cercando di far scaturire qualcosa di positivo per la nostra comunità.»
La Consigliera Chiara Minelli (RC-AC): «La violenza maschile, anche verbale, è un fatto endemico della nostra società, gli stereotipi di genere resistono, anche nel 2019, rinvigoriti dai social, in cui il linguaggio è fortemente sessista. È da questi comportamenti che chi occupa ruoli e funzioni pubblichi deve assolutamente dissociarsi. Dobbiamo condurre un’azione politica per superare le discriminazioni di genere, in ogni settore. Mi aspetto che dai presenti in quest’Aula si metta la parola fine a sistemi inqualificabili.»
La Consigliera della Lega VdA, Nicoletta Spelgatti ha ricordato che «membri della passata maggioranza facevano diffondere notizie false e per giocare sul mio ruolo di Presidente anche in quanto donna. Non ho mai reagito e ho sempre sorriso di fronte a tanta pochezza e codardia, ma trovo davvero ipocrita da parte di alcuni il lanciarsi in parole a difesa delle donne.»
Il Consigliere Luca Bianchi, a nome del gruppo UV, ha espresso solidarietà alla collega Nasso, «perché ognuno di noi eletti deve essere libero di esprimere i propri pensieri, invece sembra che chi non resta nella linea tracciata dai propri partiti o movimenti viene subito estromesso dalla grande famiglia. Questa discussione purtroppo temo cadrà nel vuoto, visto che già in passato si sono fatte pesanti illazioni sui social e sempre dalle stesse persone.»
Il Capogruppo di UVP, Jean-Claude Daudry, ha ribadito l’importanza di «attenersi alla buona educazione, di permettere la libertà di espressione e di rispettare i colleghi. Ci alzeremo sempre in questa Aula ogni volta che ci saranno episodi di violenza verbale o come, in questo caso, tramite i social, perché tale tipo di violenza sovente ferisce molto di più delle armi e delle spade. Ci auguriamo quindi che questi episodi non accadano più.»
Il Capogruppo di ALPE, Patrizia Morelli, esprimendo la solidarietà del gruppo ALPE, ha sottolineato che «i social hanno sdoganato l’utilizzo gratuito e feroce degli insulti: insulti che rimangono scritti e feriscono profondamente. Io ho scelto di non utilizzare quel mezzo di comunicazione perché se qualcuno ha da dirmi qualcosa in merito alla mia attività, può contattarmi direttamente. L’utilizzo di questa comunicazione deviata è estremamente negativa. Tra gli eletti deve esserci consapevolezza non solo di quello che si scrive, ma anche delle reazioni che ne conseguono e dietro alle quali talvolta qualche eletto si nasconde in modo meschino. Ognuno deve farsi carico delle proprie responsabilità. Ces instruments de communication ne sont ni bons ni mauvais: c’est leur utilisation qui peut les rendre mauvais.»
Il Consigliere Elso Gerandin (Mouv’) ha manifestato vicinanza alla Consigliera Nasso, «che ha compiuto un atto di coraggio esprimendo il proprio pensiero. Il nostro movimento sarà sempre dalla parte di chi non ha paura di dire ciò che pensa, nei limiti dell’educazione. È inaccettabile l’uso distorto dei social, anche per offendere a livello personale.»
La Consigliera Manuela Nasso (M5S) ha dichiarato: «Ci sono rimasta male, ma mi sono fatta scivolare tutte le accuse. Ho scelto di usare i social, ma per il mio profilo facebook ho fissato delle linee guida di educazione, rispetto e confronto. Mi è già capitato di dover cancellare commenti non rispondenti a questa “policy” e controllo con frequenza quanto viene pubblicato. Ognuno è responsabile di ciò che accade nelle proprie pagine e profili. La gravità risiede nell’affermare “mi scrivono in troppi, non ho tempo per gestire i commenti” e non far nulla. Resto convinta del fatto che si possano usare i social in maniera intelligente ed educata. Confermo che sporgerò denuncia, anche per lanciare un segnale forte. Facciamo attenzione a come ci muoviamo, anche tenuto conto del ruolo istituzionale che ricopriamo.»


La Présidente Emily Rini a aussi communiqué que le 7 février dernier, «le Président du Parlement de la Catalogne, Roger Torrent i Ramió, nous a exprimé ses remerciements pour la motion de soutien à la cause catalane approuvée par notre Assemblée. Il fait appel à continuer à suivre avec attention l’évolution des faits politiques qui auront lieu en Catalogne dans un avenir immédiat. Votre soutien, il a écrit, est essentiel pour préserver la démocratie et les droits fondamentaux, non seulement en Catalogne, mais dans l’ensemble de la société dont nous sommes tous membres.»


Con un’interrogazione a risposta immediata, la Lega Vallée d’Aoste ha voluto approfondire le iniziative intraprese dal Governo regionale per favorire il rasserenamento dei rapporti tra Italia e Francia, «anche alla luce dell’avvenuto incontro informale tra il Presidente della Regione e il Console generale di Francia a Milano.»
Le Président de la Région, Antonio Fosson, a référé: «En diplomatie, l’absence de dialogue est la pire des choses. Mais heureusement, comme nous l’avons vu, il s’agissait d’une situation temporaire, qui est déjà résolue. Le dialogue, donc. C’est précisément de cela que nous avons parlé le 7 février dernier avec le Consul général de France à Milan, lors de notre rencontre informelle, organisée à sa demande. Nous avons eu un échange extrêmement cordial, au cours duquel nous avons abordé divers sujets, dont les relations entre la France et la Vallée d’Aoste et la façon de les développer encore, notamment pour ce qui est du tourisme, de la culture et des transports. Nous avons également parlé de santé et de secours en montagne : cette question présentait un intérêt tout particulier pour le Consul, qui a tenu à remercier tous les membres du système valdôtain de secours et de santé pour l’assistance qu’ils apportent aux citoyens français.» «C’est le consul en personne qui a suggéré l’idée que la Vallée d’Aoste puisse être un “trait d’union” entre la France et l’Italie. À ce propos, il entend mettre en place de nouvelles pistes de collaboration. C’est ainsi qu’il visitera la Maison du Val d’Aoste à Paris et qu’à notre invitation, il participera à la Fête de la Vallée d’Aoste, ce dimanche 24 février.»
Le Conseiller Stefano Aggravi a affirmé: «Je suis content d’apprendre que cette rencontre très utile pourra relancer l’utilisation de la Maison de la Vallée d’Aoste à Paris. Je pense que notre ambassade pourra représenter un lieu de dialogue avec la France.»


Con un’interrogazione a risposta immediata, la Consigliera Daria Pulz del gruppo Ambiente Diritti Uguaglianza Valle d’Aosta ha voluto conoscere le decisioni assunte dall’Amministrazione regionale in merito all’organizzazione dell’Istituto superiore di studi musicali della Valle d’Aosta «tenendo conto dei due decreti ministeriali dello scorso 8 febbraio che stanziano le risorse e stabiliscono i criteri per la statizzazione delle istituzioni dell’Alta formazione artistica musicale e coreutica italiane, in base alla quale tali istituzioni storiche vengono riconosciute dallo Stato come parte integrante del sistema formativo, uscendo dal limbo dell’incertezza e precarietà.»
L’Assessore all’istruzione, Chantal Certan, ha risposto che «non sono state assunte decisioni in merito all’Istituto musicale nell’attesa che i decreti fossero pubblicati. Ho fissato un incontro per il 28 febbraio prossimo con il Direttore, la Presidente e il legale rappresentante del Conservatoire oltre che con il Consiglio accademico. Ci auguriamo di poter analizzare i decreti del Ministro dell’economia, che dovrebbero stabilire le risorse per la statizzazione. Durante l’incontro avrò modo di conoscere le loro valutazioni, che non potranno prescindere dalle conseguenze di un’eventuale statizzazione. Nel 2006 furono fatte chiare scelte riguardo alla regionalizzazione dell’Istituto e bisognerà quindi valutare attentamente le scelte future. Il Conservatoire de la Vallée d’Aoste e la Valle d’Aosta hanno una norma di attuazione, la 136 del 2007, che aveva già definito le competenze e occorre ora misurare e valutare questo percorso di 12 anni in cui la Valle d’Aosta ha anticipato questi decreti ministeriali.»
La Consigliera Pulz (ADU VdA), nella replica, ha evidenziato: «La nostra preoccupazione nasce dal riconoscimento del grande lavoro svolto dal Conservatoire. Per permettere all’Istituto di continuare a lavorare con professionalità e serenità è importante che il Governo assuma una posizione chiara in merito.»


Con un’interrogazione a risposta immediata, il gruppo Rete Civica-Alliance Citoyenne ha chiesto delucidazioni sui toponimi di epoca fascista riportati sui documenti di identità elettronica di cittadini valdostani. «Un increscioso episodio – ha commentato il Capogruppo Alberto Bertin -, quello riferito dagli organi di stampa, secondo cui un valdostano si sarebbe recentemente ritrovato sulla carta d’identità, alla dicitura ‘luogo di nascita’, il toponimo ‘Porta Littoria’. Ci chiediamo se la Giunta regionale sia riuscita a ricostruirne i motivi.»
Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, ha spiegato: «Questa situazione grave e assurda è dovuta all’adesione da parte dei Comuni valdostani nel 2018 all’Anagrafe nazionale della popolazione residente, ovvero la banca dati nella quale stanno progressivamente confluendo le anagrafi dei Comuni italiani. La predisposizione della banca dati ha comportato un processo di reperimento di informazioni da tutti i Comuni, compresi quelli valdostani, applicando il principio della tracciabilità della denominazione storica dei Comuni, per cui il nome del luogo da riportare nelle certificazioni anagrafiche deve corrispondere a quello indicato nell’atto originale di nascita. Insomma, il luogo di nascita deve essere “storicizzato” ovvero riferito al momento in cui l’evento della nascita si è verificato.»
«Questo è il motivo per cui per i Comuni valdostani sono inserite nella banca dati dell’Anagrafe nazionale le denominazioni imposte dal regime fascista – ha continuato il Presidente Fosson -, che sono così automaticamente riportate nelle nuove carte di identità elettroniche per i nati durante il regime fascista, tra il 1939 e il 1946. Ribadisco che questa situazione non è accettabile: non si può dimenticare che l’italianizzazione delle denominazioni dei nostri Comuni non è stato un atto volontario, ma un’imposizione volta a cancellare l’identità francofona della Valle d’Aosta. Abbiamo provveduto ad invitare i Sindaci a dare indicazioni ai funzionari dei servizi di anagrafe e stato civile affinché inseriscano manualmente la corretta denominazione. Con l’occasione, abbiamo anche ricordato ai Sindaci che gli addetti all’anagrafe devono provvedere a selezionare la lingua francese subito dopo la lingua italiana nel rilascio delle carte di identità elettroniche, dato che di default è l’inglese.»
Il Capogruppo Alberto Bertin ha dichiarato: «Questo ritorno al passato è scandaloso ed è un’offesa alla nostra storia. È essenziale rimediare subito ed è importante intervenire sul database generale perché è altrettanto scandaloso che lo Stato riporti ancora certe diciture che rappresentano il retaggio di un passato che vorremmo dimenticare.»


Il referendum promosso il 12 e 13 febbraio scorsi dal personale professionista del Corpo valdostano dei Vigili del fuoco è stato l’argomento dell’interrogazione a risposta immediata posta dal gruppo Mouv’, che ha chiesto «quali siano le azioni concrete messe in campo dal Governo regionale alla luce del risultato plebiscitario a favore del ritorno alla gestione statale espressa dai Vigili del fuoco, anche in relazione al trattamento economico e alla previdenza.»
Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, ha risposto: «Bisogna superare le incomprensioni e le polemiche. Il percorso non è semplice. Prendiamo atto con grande rispetto di quello che i lavoratori chiedono. È chiaro che l’esito del referendum apre a nuovi scenari, tanto più che abbiamo letto anche una dichiarazione del CONAPO che chiede alla Regione di “intraprendere subito interlocuzioni con Roma per il transito dei servizi antincendi valdostani allo Stato secondo regole che garantiscano la migliore soluzione per i pompieri”. Non abbiamo mai interrotto il dialogo con le Organizzazioni sindacali per cercare di dare una risposta, nel limite delle nostre possibilità, alle richieste che ci venivano formulate e continueremo a essere aperti a ogni dialogo, ma il rispetto della volontà dei Vigili del fuoco che emerge chiaramente dal referendum ci impone di avviare anche un confronto con il Governo italiano, tanto più che il CONAPO ha annunciato di aver già previsto un incontro con il Sottosegretario all’interno, Stefano Candiani, per rappresentare al Ministero l’esito del referendum. Noi non eravamo stati fermi e abbiamo fatto riunione con il Capo dei Vigili del fuoco per valutare le ipotesi. Abbiamo fissato per giovedì un incontro con il Direttore dell’INPS della Valle d’Aosta. Ho avuto un’interlocuzione telefonica con il Sottosegretario Candiani e ho contattato il neo Presidente della Commissione paritetica Louvin, per studiare e analizzare un percorso e speriamo di farlo in collaborazione con i Vigili del fuoco e con chi si è occupato di questo.»
Il Consigliere Elso Gerandin, nella replica, ha affermato: «Non c’è ancora un percorso chiaro. Il tavolo tecnico era già aperto, non l’ha aperto il Presidente. Ci sono due problemi fondamentali: il trattamento economico e quello previdenziale. Annuncio che depositeremo una risoluzione per recuperare la situazione chiedendo che si faccia come ha fatto Trento e per dare mandato alla Commissione paritetica di occuparsi della questione previdenziale.»

Dopo l’approvazione della nuova legge elettorale, i lavori sono proseguiti


Nella seduta serale, il Consiglio Valle ha approvato all’unanimità una mozione sulla situazione delle tratte autostradali valdostane sottoscritta da tutti i gruppi consiliari. Il testo, nel ritenere che la situazione attuale non sia più sostenibile e che sia necessario agire subito per ridare all’autostrada Pont-Saint-Martin/Courmayeur quel ruolo di sostegno per l’economia e la società in cui la Valle d’Aosta ha fortemente creduto sostenendone la realizzazione, chiede, preliminarmente a qualsiasi aggiornamento delle attuali concessioni o dei relativi Piani economici e finanziari, l’istituzione di un tavolo di concertazione tra Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, società concessionarie SAV Spa e RAV Spa e Regione Autonoma Valle d’Aosta al fine di analizzare congiuntamente la situazione attuale e ridefinire il quadro gestionale delle tratte autostradali valdostane alla luce delle esigenze e delle legittime aspettative della Valle d’Aosta. Inoltre la mozione invita il Governo regionale ad avviare con le società concessionarie SAV e RAV una riflessione congiunta per migliorare, nell’ambito delle attuali concessioni, le agevolazioni tariffarie a favore dei residenti e dei frequentatori del territorio regionale.
Il Capogruppo dell’UVP, Jean Claude Daudry, nell’illustrare il provvedimento, ha evidenziato come «i continui rincari abbiano trasformato questa infrastruttura da un volano a una sorta di freno per la nostra regione, che deve ritornare ad essere un motore del nostro sistema viario attirando i turisti e agevolando i flussi di traffico dei residenti e dell’economia locale.»
Il Capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, condividendo appieno quanto scritto nella mozione, ha affermato: «Ho sempre detestato i politici che auspicano: l’auspicio è un augurio che ammette di essere impotenti rispetto ad una questione. Il Presidente Fosson ha chiesto l’apertura di un tavolo con lo Stato, ma malgrado gli annunci roboanti, i rincari ci sono stati. Oggi, grazie ad un’opera di mediazione, sono state coinvolte tutte le forze politiche, anche quelle che hanno punti di riferimento a livello nazionale. Qual è il vero punto di questa iniziativa? Quella di avere un mandato politico per l’apertura di un tavolo. Se ritenete utile sedervi al tavolo, sarebbe bene che i toni ipercritici nei confronti del Governo nazionale venissero smorzati. È inconciliabile una sinergia tra forze che continuano a denigrare il governo giallo-verde. Noi chiediamo di non utilizzare questa mozione per condividere le colpe, ma di considerarla come l’inizio di un percorso che ci vedrà impegnati in un costruttivo confronto.»
L’Assessore ai trasporti, Luigi Bertschy, ha osservato: «Il tentativo che tutti insieme stiamo mettendo in atto va nell’ottica di realizzare un percorso diverso dal passato, quando l’attività ispettiva in Consiglio non aveva una prosecuzione concreta. Nel presentare questa iniziativa, non vogliamo creare illusioni, ma costruire un cammino politico condiviso con tutti i gruppi ed esteso alla comunità valdostana nel suo complesso. L’approvazione di questa mozione non potrà risolvere da sola il problema, ma può metterci in condizione di segnalare con forza un problema che ha ricadute sociali ed economiche. Altri aumenti sembrano essere alle porte, ma confidiamo anche nel fatto che i gruppi che siedono in quest’Aula e rappresentati nel Governo nazionale possano condurre un’azione proficua anche a Roma. Vogliamo lavorare all’ottenimento di un nuovo sistema di autorizzazioni agli sconti e ragionare in maniera più ampia sulla questione delle concessioni.»
Per la Consigliera Chiara Minelli (RC-AC), «è importante intervenire sui pedaggi autostradali e migliorare la fruizione della rete autostradale. Nella fase successiva, quando si dovranno elaborare delle proposte concrete, ad esempio gli abbonamenti, per noi deve rimanere ben chiara la questione che nessun onere dovrà essere a carico dell’Amministrazione regionale.»
Il Vicepresidente Augusto Rollandin (UV) ha sostenuto l’opportunità «di seguire tutte le strade che possono portare risultati tangibili per un tema à la une come quello che stiamo affrontando. L’auspicio è che ci sia un’interlocuzione valida per consentire l’attivazione di tutti quei meccanismi necessari per arrivare finalmente ad una riduzione dei pedaggi, che ad oggi gravano sulle famiglie e sulle imprese. Va anche tenuto in considerazione il fatto che l’attuale scontistica prevede oneri a carico dell’Amministrazione regionale.»
La Consigliera di ADU-VdA, Daria Pulz, ha riferito: «I Sindaci della Valdigne hanno evidenziato che il caro dei pedaggi ha ricadute anche sulla salute, sull’ambiente e sicurezza, atteso che i tir si stanno spostando sulla strada statale 26. La nostra prospettiva è la gestione pubblica delle autostrade; nel frattempo, la politica valdostana deve pretendere riduzione dei pedaggi. Meno proficua, a nostro avviso, sarebbe l’acquisizione della società RAV da parte della Regione, anche al fine di evitare un “Casinò bis”.»
Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, ha rimarcato: «Auspichiamo di avere al più presto un incontro con il Ministro ai trasporti Toninelli, anche per il tramite dei Consiglieri del Movimento 5 Stelle e della Lega, in particolare del collega Manfrin grazie alle sue conoscenze romane.»


Il Consiglio Valle ha discusso tre mozioni rinviate dall’adunanza del 5 e 6 febbraio.
È stata approvata all’unanimità una mozione del M5S così emendata su proposta dell’Assessore alla sanità Mauro Baccega riguardante la riduzione del costo dell’abbonamento mensile per l’utilizzo del parcheggio di via Roma ad Aosta da parte del personale dell’ospedale. L’iniziativa, illustrata in Aula dalla Consigliera Manuela Nasso, impegna il Governo regionale a contattare il Comune di Aosta al fine di verificare la possibilità di rivedere le scelte adottate lavorando nella direzione di rendere più elastico il limite orario per i dipendenti dell’ospedale.
La Maison du Val d’Aoste di Parigi è tornata all’attenzione dell’Assemblea con una mozione del gruppo Rete Civica-Alliance Citoyenne: il testo, illustrato dal Capogruppo Alberto Bertin e approvato all’unanimità, invita il Governo regionale ad affidare a Finaosta Spa la realizzazione, entro 45 giorni, di uno studio finalizzato ad una diversa gestione della struttura e che dia attuazione alla mozione approvata all’unanimità in data 25 gennaio 2017 (riduzione dei costi, gestione affidata a terzi ed eventuale alienazione dell’immobile).
Il Consiglio Valle ha poi approvato sempre all’unanimità una mozione del gruppo M5S riguardante la gestione dei fondi europei. Il testo, illustrato dalla Consigliera Maria Luisa Russo, invita l’Assessore competente a riferire alla Commissione competente, con cadenza da definire, sul Programma per la Crescita e l’occupazione del Fondo sociale europeo-FSR (descrizione delle cause alla base del disimpegno delle risorse da parte dell’UE e relative soluzioni che il nuovo Assessorato intende mettere in campo per l’anno 2019, stato dell’avanzamento dei lavori rispetto alle soluzioni individuate ed eventuali criticità emerse in itinere) e sul Programma per la crescita e l’occupazione del Fondo europeo di sviluppo regionale-FESR (obiettivi prefissati dal nuovo Assessorato per il 2019, se sussistono particolari problematiche nell’attuazione di questo programma e lo stato di avanzamento dei lavori). L’Assessore alle politiche europee Luigi Bertschy ha inoltre annunciato la costituzione di un tavolo tecnico per approfondire le direttive UE e fare delle valutazioni ai fini di una loro modifica oltre che un gruppo di lavoro permanente.


Al termine della seduta serale, il gruppo Lega Vallée d’Aoste, con un’interrogazione, ha chiesto notizie sullo stato di avanzamento della procedura d’appalto a evidenza pubblica per la gestione della Cittadella dei giovani di Aosta e se questa sarà conclusa entro il 31 marzo prossimo, ossia entro la data di scadenza della proroga concessa all’attuale gestore.
L’Assessore alla cultura, Chantal Certan, ha riferito: «La concessione per la gestione di questa struttura, la cui scadenza naturale era il 7 settembre 2018, è stata prorogata a seguito di un’intesa tra le Amministrazioni pubbliche interessate. Nello specifico, il gruppo inter istituzionale composto dal Comune di Aosta, da un rappresentante dell’Assessorato alla cultura, da uno dell’Assessorato alle politiche giovanili e da un rappresentante del Celva, il 7 agosto 2018 ha stabilito una proroga tecnica fino al 31 marzo 2019, nelle more di dissipare alcuni dubbi, anche di carattere legale, e di convenire sui contenuti del protocollo d’intesa e delle linee guida, prima di procedere con la gara vera e propria.»
«Nel corso del mese di ottobre 2018 – ha proseguito l’Assessore -, i componenti di questo gruppo hanno proseguito in un’attività di confronto che ha lasciato aperta la possibilità di riproporre un contratto che sostanzialmente replicasse le condizioni della concessione in corso. Questa decisione è stata ratificata definitivamente il 7 febbraio scorso. Alla luce di quanto espresso dai legali del Comune, i documenti di gara andranno trasmessi entro il prossimo 31 marzo, da parte del Comune di Aosta, all’Inva in quanto centrale di committenza.»
Il Consigliere Manfrin, nella replica, si è detto stupito «perché è evidente che non sia molto chiara né alla Regione né al Comune di Aosta la normativa sull’utilizzo delle proroghe. A luglio 2018, il Vicesindaco Marcoz sosteneva che era in corso la predisposizione degli atti di gara, quando si sapeva che il contratto scadeva a settembre. La proroga doveva essere limitata allo stretto necessario, così come impongono le disposizioni dell’Autorità nazionale anticorruzione. Il Governo Spelgatti aveva quindi finanziato una proroga di sei mesi nell’attesa di bandire le procedure di gara. Oggi scopriamo che nessun provvedimento è stato adottato e la proroga scade a marzo. Anche se è il Comune a gestire l’appalto, voglio vedere come si comporterà la Regione quando sarà chiamata a finanziare l’ulteriore proroga: c’è un’evidente violazione delle disposizioni dell’Anac e faremo le dovute segnalazioni alle autorità competenti.»




Pubblicato / aggiornato il 14/02/2019 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione