Vai al contenuto

Bomba d’acqua ad Aosta

Bomba d’acqua ad Aosta

Ed è ricominciato lo scambio di colpi di fioretto tra il consigliere del gruppo misto di maggioranza Vincenzo Caminiti e il sindaco Fulvio Centoz, rispetto al’adesione o all’esclusione dalla maggioranza del consigliere, in conseguenza di aver firmato la mozione di sfiducia.

Morosità
Giovedì 21 febbraio, durante Consiglio comunale di Aosta, è stata discussa la mozione presentata dai consiglieri comunali Vincenzo Caminiti, Pietro Diego Verducci e Antonio Crea (Gruppo misto di maggioranza) all’assessore al Servizio idrico Delio Donzel di spiegare pubblicamente quali siano state le ragioni che non l’hanno indotto ad intervenire tempestivamente nella riscossione dell’imposta sull’acqua.
Durante il dibattito è infatti emerso che le bollette non pagate ammonterebbero a 2 milioni di euro circa (dal 2014 al 2018).
I morosi non sarebbero solo privati cittadini, ma anche enti pubblici (i nomi dei quali l’assessore si è rifiutato di rendere pubblici): “siamo d’accordo che un conto è chi non può pagare l’acqua perché è povero o pieno di debiti, un conto e chi ha i soldi ma fa il furbo perché tanto non gli puoi tagliare l’acqua” ha riassunto il consigliere Caminiti.
Donzel ha comunque annunciato la volontà di dedicare una riunione di Commissione per per sanare la situazione.
Prima della votazione della mozione (respinta) erano state fatte alcune dichiarazioni di voto: i consiglieri Gianpaolo Fedi (Rete civica), Carlo Marzi (Stella Alpina) e Luca Girasole (Epav) avevano annunciato l’astensione. Étienne Andrione (Lega), Lorenzo Aiello (CasaPound) e Vincenzo Caminiti (Gruppo misto di maggioranza) avevano invece dichiarato che avrebbero votato a favore.
In merito, si veda il videoservizio linkato all’articolo.

Attacchi personali
La consigliere comunale Josette Borre (Union valdôtaine), rivolgendosi al consigliere Vincenzo Caminiti ha precisato: “ha detto più volte che l’Uv l’ha messo gentilmente alla porta. Ma è stato lei ad approdate nell’Uvp, perché forse qui non trovava spazio.” Il sindaco Fulvio Centoz, appena prima della votazione della mozione sulle bollette insolute del servizio idrico, si è rivolto a Caminiti con queste parole: “lei continua a raccontare la favoletta che lo abbiamo cacciato, ma è stato lei ad andarsene. La invitiamo pertanto a dare le dimissioni dalla maggioranza perché lei è, a tutti gli effetti, un consigliere di minoranza, avendo firmato l mozione di sfiducia”.
Caminiti, come già affermato nella seduta di mercoledì 20 febbraio, ha risposto: “io rimango in questa maggioranza. È lei a dire che sono fuori, non io. Sennò mi sembra il bimbo piccolo di Pol Pot come ho detto ieri.” Il sindaco, visibilmente irritato, ha rimarcato: “non sono il bimbo piccolo di Pol Pot, io non l ho cacciata, è lei che con le sue scelte si è posto fuori dalla maggioranza.”
La presidente del Consiglio Sara Favre, con difficoltà, ha dovuto chiedere la discussione e riportare l’attenzione sulla votazione della mozione in discussione.

Pubblicato / aggiornato il 21/02/2019 alle 12:00
Visualizzato volte
Categoria: Politica e Amministrazione