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Il Consiglio comunale di Aosta salva Paron

Il Consiglio comunale di Aosta salva Paron

La mozione del M5S verteva sia sul rinvio a giudizio di Paron nell’aprile 2018 (per turbata libertà degli incanti e tentata turbativa d’asta) sia sugli ultimi fatti di cronaca nell’ambito dell’inchiesta Geenna e i legami tra ‘ndrangheta e la politica. Nella documentazione delle indagini, risulta anche il nome di Andrea Paron.
Il capogruppo Luca Lotto (M5S), rivolgendosi al sindaco, ha detto: “le avevamo chiesto di non dare le deleghe a Sorbara, lei non lo fece e ora ne paga le conseguenze. Deve essere cosciente che sta creando imbarazzo e, per questo, visto che non ha dato le dimissioni, le chiediamo di provvedere al ritiro delle deleghe all’attuale assessore all’Istruzione, alla Mobilità e al Decoro urbano Andrea Edoardo Paron.”
Il sindaco Fulvio Centoz ha risposto alla richiesta sottolineando che Paron non è indagato nel procedimento Geenna: “sono convinto che, conoscendo Andrea, sarebbe il primo a fare un passo indietro se la situazione fosse diversa. Per cui, come ho sempre fatto nelle occasioni in cui mi chiedevano di ritirare delle deleghe, mi rifiuterò”.
A difesa di Paron, anche i consiglieri Antonio Crea e Vincenzo CaminitiParon è citato in quelle 950 pagine come decine di altre persone ma, nel procedimento Geenna, non è indagato. Noi non siamo la magistratura” hanno commentato. 
Pietro Verducci (gruppo misto di maggioranza) ha invece chiarito al sindaco che avrebbe voluto salvare Paron in quanto persona: non perché interessato al mantenimento della stabilità della maggioranza, ma “perché credo nell’innocenza di Andrea”.
Étienne Andrione, capogruppo della Lega, ha voluto invece puntualizzare a Centoz che: “niente, se non una sentenza di primo grado, le farà cambiare idea. Ne prenderemo atto” e, dichiarando il voto favorevole alla mozione, ha concluso “se facciamo i garantisti allora lo dobbiamo essere con tutti, anche con quelli arrestati in precedenza“.
Elisabetta Tubère, neoconsigliere unionista al suo primo intervento in aula, ha esordito per condividere il suo dispiacere nell’assistere a questo tipo di discussioni ribadendo la sbagliata equazione “Union valdôtaine=’ndrangheta“.
Lorenzo Aiello, CasaPound, ha annunciato invece l’astensione alla mozione “politica“, che ha motivato con la mancanza di una condanna in primo grado.
L’esito della votazione ha portato al respingimento della mozione.

Pubblicato / aggiornato il 21/02/2019 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione